Come Abituare Il Gatto Al Cane
1. Dai al tuo gatto un rifugio sicuro e lontano dal cagnolino – A tutti piace sentirsi al sicuro quando si incontrano persone nuove e per il tuo gatto è la stessa cosa. Il modo migliore per farlo sentire a suo agio quando incontrerà il suo compagno canino è fornirgli uno spazio tutto suo. Mettendo il micio in una stanza a parte – in modo che sia separato dal cane da una porta – potrà sentire la presenza del nuovo amico senza vederlo e imparerà a convivere con il suo odore.

  1. Raccomandiamo l’utilizzo di per favorire sin dall’inizio la convivenza tra cane e gatto mantenendo il micio sereno durante le presentazioni.
  2. Preparalo a incontrare il cane fornendogli un’area dog-free nel quale può rifugiarsi ogni volta che lo desidera.
  3. Monta una porta con un cancello per bambini che abbia un’apertura attraverso la quale il gatto riesce a passare ma il cane no.

A questo punto, i tuoi amici prediletti sono pronti per incontrarsi!

Come inserire un cane adulto in una casa con gatti?

Difficile: inserimento cane cucciolo con gatto adulto – Introdurre un nuovo cane in casa se abbiamo già un gatto è in assoluto l’evenienza più difficile, specie se abbiamo già un gatto adulto, Hai mai visto un gatto arrabbiato? Bene, è spaventoso. Soffia, digrigna i denti, e poi inizia a graffiare e mordere. E fa male. Se il gatto è arrabbiato soffia al cane In particolare a un cucciolo di cane, che anche se è piccolo cercherà di difendersi, e qui si torna al “come cani e gatti” di cui parlavamo all’inizio. Il gatto è un animale territoriale, ha il suo territorio (di caccia, anche se essendo in casa poi non caccia) e non tollera le intrusioni.

  1. Tanto meno da un essere che saltella, scodinzola e porta in giro per la casa tutto ciò che trova per divertimento.
  2. I primi giorni in cui si introduce un cane in una casa in cui c’è già il gatto, è bene evitare il contatto tra i due : bisogna chiudere uno dei due animali in una stanza e lasciarlo lì, per ambientarsi.

Meglio chiudere in una stanza il cane, perché è piccolo e ancora non ha sviluppato un suo territorio. Quando gli diamo da mangiare, mettiamo le due ciotole dalle parti opposte della porta, chiusa, così che mangiando entrambi associno a qualcosa di piacevole come il cibo l’ odore dell’altro animale,

Questa tecnica è efficace anche se vogliamo introdurre un nuovo gatto in una casa dove è già residente un altro gatto, Per gli animali l’olfatto è uno dei sensi più importanti, se non il più importante, quindi è fondamentale dar modo agli animali di conoscersi inizialmente tramite l’olfatto. A questo punto, dopo qualche giorno di questo trattamento, possiamo farli conoscere, magari per poco tempo al giorno.

Teniamo a bada il cane, facciamolo avvicinare piano al gatto, facciamoli annusare e se il cucciolo prova a giocare, fermiamolo subito con un “no!”, altrimenti rischia un graffio dal gatto. Ripetiamo questa operazione per qualche giorno, magari tenendoli nella stessa stanza, ma facendo avvicinare il cane al gatto (viceversa non succederà mai) solo se lo fa tranquillamente, e pian piano impareranno a conoscersi.

Se il gatto “si offende” e si isola, non c’è nulla di male. Va bene, lo farà per qualche giorno, poi quando capirà che la sua razione di cibo non è cambiata rispetto a prima e che il cane non morde (in senso sia figurato che fisico) inizierà a tornare il micio che era prima. E riusciremo così a creare una convivenza magari non amorevole, ma comunque pacifica, tra due animali che sono molto più diversi di quanto si pensi.

Se invece stai ancora decidendo se adottare un cane o un gatto in casa tua, ti può essere utile leggere questo articolo: Cane o gatto, come scegliere per adottare.

Cosa fare se il cane non accetta il gatto?

Come preparare il cane all’arrivo del gatto? – Vediamo ora dei consigli pratici che possano consentirci di introdurre un nuovo gatto in casa, soprattutto quando vi è già un cane. Le regole generali, ci dice l’esperta, sono sempre le stesse, che ci sia un cane o meno, ma qualora vi fosse gli accorgimenti dovranno essere semplicemente amplificati.

«Per i gatti va predisposto un ambiente tridimensionale con accorgimenti per tutta la casa, questo consentirà al gatto di esplorare e occupare i vari ambienti della casa rimanendo ad una distanza dal cane che lo faccia sentire al sicuro – spiega Campa – Infatti i gatti inizialmente tendono a stare in alto, sopra i mobili, sulle mensole, e poi piano piano iniziano a scendere mentre fanno le loro valutazioni sul cane.

Inoltre è un processo meraviglioso da osservare. È un’opportunità per scoprire come il nostro gatto pensa e si adatta alle novità». Dunque, l’ambiente è molto importante : sarà questo infatti che consentirà al gatto di inserirsi con i suoi tempi nella nostra famiglia.

  • Ma anche per il cane questa situazione sarà ottimale, potrà prendere confidenza con il gatto con gradualità.
  • Sarà infatti facile vedere il nostro cane che sfrutta il suo potente olfatto sollevando il tartufo verso l’alto per riconoscere il nuovo inquilino e se questo sarà rilassato e si sentirà al sicuro, il nostro cane sarà in grado di comprenderlo anche attraverso l’ olfatto,

Se invece il gatto si sente in trappola, è spaventato e nervoso, influenzerà lo stato emotivo anche del nostro compagno canino rilasciando odori per noi impercettibili ma che su di lui avranno un effetto non da poco. «Nella vita tra cane e gatto ci saranno inevitabilmente delle incompatibilità, sembrerà ovvio dirlo, ma per esempio le ciotole del cibo del gatto non potranno essere messe a terra, ma andrà predisposto un luogo sopraelevato sul quale riporle.

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C’è poco da fare – continua Campa – L’alternativa è restare con il “fucile puntato” al cane per tutto il tempo». Inoltre bisognerà tener presente che non sempre i gatti hanno gli stessi orari dei cani, non sempre consumano il pasto tutto in una volta sola, e tutto ciò renderebbe più complessa la gestione dell’alimentazione,

«Una mensolina, un ripiano, qualcosa sul quale riporre il cibo andrà però predisposto prima che arrivi il gatto in famiglia. Inoltre va considerato che il cane sarà anche attratto dalla lettiera del nostro gatto, come molti hanno sperimentato, loro sono attratti dalle feci dei felini, e per evitare questo tipo di evenienza potranno esserci utili dei comodi cancellini, come quelli per i bambini piccoli, e ve ne sono alcuni fatti apposta che hanno una piccola apertura, una gattaiola, che impedisce al cane di passare e raggiungere la lettiera».

  1. Teniamo presente che più i nostri controlli sul loro comportamento saranno necessari e presenti, più si genererà tensione in casa, quindi trovare soluzioni strutturali comode contribuirà a tenere l’ambiente rilassato,
  2. Inutile dire quanto sia i gatti che i cani siano sensibili all’umore generale che aleggia in casa.

«La cosa più semplice da fare è quella di approntare una stanza dedicata al gatto, soprattutto per i primi tempi – spiega l’esperta – Una stanza nella quale il cane non avrà accesso, magari proprio grazie all’installazione di un cancellino, una stanza dove il gatto avrà il suo trasportino, le sue ciotole e la lettiera.

  1. E L’ideale è che queste cose siano poste tutte sollevate da terra in modo tale da far sentire a suo agio il gatto e abituarlo fin da subito al fatto che in quella casa non ci sono pericoli per lui.
  2. Quella stanza sarà la sua base sicura dalla quale lui potrà poi iniziare ad estendere il suo raggio d’esplorazione».

Attraverso il cancellino il nostro cane comincerà a prendere confidenza con il gatto, lo potrà osservare, e non è escluso che proprio il gatto lo approccerà per il primo contatto proprio attraverso quello. «Fatto questo, monitorando il comportamento di entrambe gli animali, senza mettere troppa enfasi nel forzare la mano per le loro prime interazioni, si procederà per gradi osservando cosa accade.

Man mano poi si potranno ricollocare le risorse in modo più funzionale a tempo debito». La gradualità e la calma sono dunque gli ingredienti fondamentali ma non dimentichiamoci poi di poter chiedere aiuto e supporto ad esperti del settore, come veterinari comportamentalisti e educatori cinofili, Non tutti però possono essere preparati nel gestire questa situazione.

È perciò consigliabile, anche in questo caso, trovare prima un referente che potrebbe esserci utile qualora si presentassero dei problemi, e spesso il veterinario di riferimento potrà essere un valido supporto: se non lui direttamente comunque potrà fornirci alla bisogna i contatti giusti.

Chi è più affettuoso cane o gatto?

Il cane è per antonomasia l’animale più fedele, affettuoso e coccolone che si possa adottare.

Qual è il rapporto tra cani e gatti?

I nostri due animali da compagnia, il cane e il gatto, sono da sempre considerati come i ‘nemici per eccellenza’. In realtà non sono antagonisti, ma semplicemente diversi, per origine e per carattere. Infatti, il cane è un animale per origine legato al branco (sociale) mentre il gatto è solitario (individualista).

Come immobilizzare un gatto aggressivo?

Domanda di: Giuliano Carbone | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5 ( 32 voti ) Usa una coperta o un asciugamano come barriera. Il miglior modo per tener fermo un gatto aggressivo che sta soffrendo è coprirlo con una coperta o un asciugamano. La prima cosa importante è evitare che attacchi gambe e piedi.

Perché i gatti ti portano i cuccioli?

Portarvi la preda è un segno di affetto nei nostri confronti – Secondo alcune teorie, portando in dono la preda il gatto sta replicando con noi il comportamento che mamma gatta ha avuto con i suoi cuccioli. Sostanzialmente, il micio ci sta dicendo che tiene a voi e per questo vi porta le prede: per insegnarvi a cacciare e farvi capire come sopravvivere.

Cosa significa quando un cucciolo di gatto ti lecca?

Perché il gatto mi lecca? Cause e spiegazioni Un motivo per cui il tuo gatto potrebbe leccarti è perché è un modo per creare un legame sociale. Fin da piccolo la madre di un gatto non solo lo leccava per pulirlo, ma anche per dimostrargli affetto. I gatti replicano questo comportamento con voi per dimostrare il loro affetto: è una cosa naturale,

  1. Questo comportamento di leccatura non è esclusivo dell’animale domestico e del padrone.
  2. I gatti spesso leccano altri gatti e persino altri animali per dimostrare il loro affetto.
  3. Tuttavia, se il tuo gatto inizia a leccare altri gatti o altri animali, fai attenzione, perché non tutti i gatti o gli animali amano essere leccati,

In alcuni casi, altri gatti o animali possono reagire o diventare ansiosi quando un gatto cerca di leccarli. Un altro motivo per cui il gatto può leccarti è perché è stressato o ansioso. È molto comune che i gatti e gli altri animali inizino a leccare eccessivamente le cose se sono stressati.

Se pensi che sia questo il caso, è meglio che facciate una visita dal tuo veterinario di fiducia, Se pensi che qualcosa abbia causato lo stress del tuo gatto, cerca di identificare la fonte della sua preoccupazione per poterla eliminare. I gatti amano marcare il loro territorio in modo che gli altri gatti e animali sappiano qual è il loro.

Se un gatto ti vede come suoi, potrebbe iniziare a leccarti per segnarti come parte del suo territorio. Questo per far capire agli altri gatti a chi apparteni. Sebbene questo tipo di comportamento sia del tutto normale, potrebbe causare problemi in casa se hai più di un gatto o animale domestico, quindi fai attenzione al comportamento territoriale.

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Cosa significa quando il gatto ti attacca?

Normalmente docile e tranquillo, il gatto talvolta si lascia andare a manifestazioni aggressive che a prima vista possono sembrare irragionevoli ma che hanno sempre un motivo scatenante. Scopri perché il tuo gatto può diventare improvvisamente aggressivo e come puoi intervenire se dovesse accadere.

  • Affettuoso in un modo tutto suo, il gatto è un animale docile e dall’indole pacifica.
  • Tuttavia, anche al gatto più serafico talvolta può capitare di avere dei momenti di improvvisa e ingiustificata aggressività.
  • In realtà, si tratta di reazioni solo apparentemente immotivate: la paura, il gioco, la difesa del proprio territorio, un eccesso di contatto fisico e altre circostanze particolari possono infatti spingere l’animale ad attaccare il padrone o altri gatti.

L’aggressività è dunque un meccanismo comportamentale normale, che però va tenuto sotto controllo per evitare che un gatto aggressivo diventi pericoloso per sé e per gli altri.

Come si fa a capire se i gatti giocano o litigano?

Come capire i gatti Chi ha più di un gatto, di sicuro ha i visto propri gatti inseguirsi senza sosta o darsi zampate non proprio giocose a vicenda. Si tratta di comportamenti istintivi e insiti nella natura di un felino, poiché nonostante gli anni di addomesticamento, questi animali continuano a mantenere una forte tendenza a combattere, cacciare o pescare.

Il problema, però, compare se i momenti di gioco sono talmente intensi da non riuscire a capire se i gatti stiano giocando o azzuffandosi.1. Gatti che litigano VS gatti che giocano In generale, i gatti che litigano o che si preparano a un possibile combattimento iniziano a guardare fisso negli occhi l’avversario, con il pelo ritto e la schiena inarcata.

Prima di iniziare la lotta, vedrai che uno dei due felini adotta una postura dominante, di sfida, e si avvicina all’altro che, per difendersi, tenta di contrattaccare. Mentre lottano, i felini emettono miagolii lunghi e forti e suoni simili a grida acute.

  • Una volta finita la lotta, probabilmente i gatti prenderanno le distanze e si eviteranno, o perché uno dei due si è spaventato o perché non hanno più interesse a litigare.
  • Al contrario, quando due gatti stanno giocando, tendono a imitare i movimenti l’uno dell’altro alternando i ruoli di chi attacca e di chi difende.

In questi momenti di divertimento, i gatti miagoleranno e si soffieranno a vicenda, ma sono suoni molto più brevi e meno intensi rispetto a quelli tipici della lotta. Una volta finito di giocare, i mici tornano a riposare oppure si allontanano uno dall’altro tranquillamente.

Una differenza evidente che permette di distinguere dei gatti che litigano da da dei gatti che giocano è la fine del momento di gioco/lotta. Due gatti che giocano possono scambiarsi zampate oppure esagerare con i miagolii, ma raramente si faranno del male. Se invece si picchiano, quasi sempre uno dei due avrà una ferita da curare immediatamente.

Se è profonda o capisci che la situazione è più grave di quel che sembra, porta subito il gatto ferito dal veterinario.2. Come si avvicinano i gatti uno all’altro? Quando un felino vuole giocare, di solito si avvicina in maniera amichevole all’altro per cercare di capire se anche lui ne ha voglia.

  1. È come se gli stesse chiedendo “Ehi, giochiamo?” con il linguaggio felino.
  2. Se la risposta è affermativa, l’altro assumerà postura e movimenti simili.
  3. Quando due gatti giocano, stabiliscono in simbiosi il ritmo dei movimenti, degli attacchi, della difesa o delle rincorse.
  4. Quando lottano, invece, si avvicinano in maniera diversa: il gatto che vuole attaccare avanza assumendo un atteggiamento aggressivo e l’altro non può fare altro che difendersi o cercare di scappare.

Il ritmo è completamente impari e viene stabilito principalmente dal felino attaccante (anche se i ruoli possono alternarsi nella lotta).3. Capire che due gatti sono amici I felini che convivono pacificamente sotto lo stesso tetto dimostrano quotidianamente che si vogliono bene: riposano insieme o vicini, si scambiano le ciotole di acqua e cibo senza problemi o addirittura condividono la stessa lettiera.

  • Sono tutti segnali con i quali stanno comunicando che la presenza dell’altro è ben gradita.
  • Se i gatti non vanno d’accordo, invece, eviteranno qualsiasi tipo di rapporto o contatto e probabilmente si arrabbieranno se uno invade il territorio dell’altro.
  • Gatti che litigano: come separarli? Una volta osservato se i gatti giocano o litigano e capisci che i tuoi gatti stanno lottando, dovrai cercare di porre fine al litigio al più presto prima che uno dei due o entrambi si facciano male.

Ricorda che le ferite causate dalle lotte possono causare infezioni e patologie, come per esempio l’uveite. Mai intervenire direttamente o metterti in mezzo a sue gatti che litigano: rischi di farti male e non faresti altro che peggiorare la situazione.

  • Non sgridare né usare violenza con i mici, ma cerca di attirare la loro attenzione con qualche rumore forte per esempio applaudendo o sbattendo una mano su un tavolo.
  • Ricorda che si tratta solo di un rimedio di emergenza perché spaventare i gatti non farebbe altro che creare ulteriore stress o paura.

Se i gatti iniziano picchiarsi spesso e diventano anche più aggressivi ma non riesci a gestire la situazione, consulta un etologo o uno specialista in comportamento felino: è molto importante capire perché hanno iniziato a non dare più d’accordo, anche perché a volte l’aggressività può essere sintomo di una malattia.

Come evitare che due gatti litighino Come la maggior parte degli animali, anche i felini hanno un forte istinto territoriale che ha permesso alla specie di sopravvivere. Se hai un gatto e dal giorno alla notte in casa compare un nuovo animale, è normale che gli animali inizino a litigare per il territorio.

Un’altra situazione possibile è che uno dei due gatti si isoli e resti nascosto per evitare di essere aggredito. In questo caso, però, non si tratta di una convivenza positiva. Cosa fare per evitare situazioni di questo tipo? Se il tuo gatto non è stato correttamente socializzato, dovrai prepararlo al meglio al processo di socializzazione con il nuovo membro della famiglia.

Quando capisci che è pronto, potrai iniziare a presentarlo piano piano all’altro micio. Mai obbligarli a interagire, ma fomenta e stimola i comportamenti corretti con il rinforzo positivo. Inoltre, dovrai preparare correttamente l’arrivo del nuovo membro in famiglia. Ciascun felino deve avere il proprio spazio dove sentirsi a proprio agio e al sicuro.

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Il micio che adotterai dovrà avere: lettiera, ciotola dell’acqua e del cibo, coperte e alcuni giochi tutti suoi. In questo modo si sentirà il benvenuto e si adatterà meglio e soprattutto aiuterà a prevenire lotte territoriali e per i diversi oggetti. Piano piano, una volta terminato il processo di socializzazione, vedrai che inizieranno a interessarsi l’uno all’altro con curiosità e osservando come interagiscono imparerai con il tempo a capire se i gatti giocano o litigano.

Il tuo ruolo sarà fondamentale nella fase di socializzazione perché dovrai evitare di avere preferenze e favoritismi, passando tempo con entrambi quando sei a casa. Se passi molto tempo fuori, ricorda di arricchire gli spazi dei gatti con giochi interessanti e stimolanti, come tiragraffi o passerelle sospese.

: Come capire i gatti

Cosa fare con gatti che litigano?

Come impedire ai gatti di litigare? – Vedere i tuoi gatti litigare può essere straziante: sono due animali che adori e si fanno del male a vicenda! Una soluzione comune è quella di distrarli, ma puoi anche chiedere consiglio al veterinario o a un comportamentista per animali.

  • Anche la socializzazione può aiutare i gatti a smettere di litigare.
  • Anche se il primo istinto potrebbe essere quello di intervenire e separarli, fate attenzione.
  • I gatti possono essere aggressivi quando sono agitati in questo modo e potresti ricevere molti graffi per i tuoi sforzi,
  • Suggeriamo di provare a separarli delicatamente, purché tu sia sicuro di non essere in pericolo.

Distraeteli: i gatti possono essere molto presi dalla lotta, ma puoi provare a distrarli. Trova qualcosa che conosci bene, come un giocattolo, e fategli fare un rumore. Questo potrebbe attirare la loro attenzione e far cessare la lotta. La cosa più importante da ricordare quando si interviene per fermare la lotta è: non farsi male e non rendere il gatto più stressato/spaventato con le tecniche usate.

Come inserire un cane adulto in casa?

Mentre il padrone è vicino al cane di casa, l’altro introduce il nuovo cane, in questo modo il primo non avrà la sensazione di essere stato abbandonato in favore di un altro. Superato il primo incontro, per qualche giorno, è meglio separare i due animali, se non c’è un controllo a vista.

Come inserire cucciolo con cane adulto?

È consigliabile tenere il cucciolo in un trasportino e lasciare che il cane anziano lo annusi con calma. Una volta aperto il trasportino e liberato il piccolo, potreste premiare l’altro cane in modo che possa associare la presenza del nuovo arrivato a qualcosa per lui piacevole.

Come intestare il cane a un’altra persona?

Il proprietario, o il detentore che si occupi anche temporaneamente di un cane è responsabile della sua salute e del suo benessere. Dovrà fornirlo di cibo e acqua in quantità sufficiente, assicurargli le necessarie cure sanitarie, la possibilità di servizio fisico, la pulizia degli spazi di dimora.

all’Ufficio anagrafe canina comunale

da un medico veterinario accreditato

dai Servizi Veterinari dell’AUSL

Ogni passaggio di proprietà deve essere registrato nella banca regionale degli animali d’affezione Altre comunicazioni obbligatorie Da effettuarsi presso gli Uffici anagrafe canina, i medici veterinari accreditati o i Servizi Veterinari dell’AUSL

Morte, cessione del cane, cambiamenti di residenza : entro 15 giorni

Smarrimento : entro 3 giorni

Passaggio di proprietà Per il trasferimento di proprietà dell’animale tra privati è necessario che il nuovo proprietario fornisca, oltre al certificato d’iscrizione dell’animale all’anagrafe, anche una dichiarazione firmata dal cedente, con allegata copia del documento d’identità dello stesso, resa ai sensi dell’art.76 DPR 28/12/2000 n°445.

  1. Il modulo già correttamente predisposto è scaricabile da questo link,
  2. Dovrà essere compilato in ogni sua parte, firmato dal cedente e dall’acquirente, allegando le fotocopie dei documenti di identità del cedente e dell’acquirente (come specificato sul fondo del modulo stesso).
  3. Il vecchio proprietario dovrà recarsi presso un veterinario libero professionista accreditato o presso il proprio comune di residenza ed effettuare la cessione dell’animale a favore del nuovo proprietario.

Il nuovo proprietario dovrà recarsi, con i documenti sopraelencati, presso un veterinario libero professionista accreditato o presso il proprio comune di residenza, per rendere effettiva l’acquisizione dell’animale. La cessione deve essere dichiarata entro 15 giorni, l’acquisizione entro 30 giorni.

Divieto di detenzione alla catena La L.R.5/2005 “Norme a tutela del benessere animale” come modificata dalla L.R.3/2013, vieta al detentore di animali d’affezione l’utilizzo della catena o di altro strumento di contenzione similare, salvo per ragioni sanitarie, documentabili e certificate dal veterinario curante, o ragioni urgenti e solo temporanee di sicurezza.

Vedi nota del Ministero della Salute “Linee guida relative alla movimentazione e registrazione degli animali d’affezione”. Conduzione in luoghi pubblici Il proprietario o il detentore è responsabile del controllo e della conduzione dell’animale e risponde sia civilmente che penalmente dei danni o delle lesioni a persone, animali o cose provocati dall’animale.

Nei luoghi pubblici è obbligatorio l’uso del guinzaglio, di misura non superiore a metri 1,50, durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, ed è bene portare con se sempre una museruola da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta dell’autorità competente È obbligatorio raccogliere le feci dell’animale e quindi è necessario recare con sé gli strumenti idonei alla loro raccolta.

Movimentazione tra Regioni In caso di adozione di un cane da fuori Regione Per l’adozione di animali provenienti da fuori regione (escluso passaggio di proprietà fra privati) gli animali devono:

essere identificati mediante microchip e iscritti all’anagrafe regionale di provenienza; essere trattati contro i parassiti interni ed esterni; avere un’età superiore alle otto settimane (sono consentite deroghe per cuccioli che viaggiano con la madre e/o in caso di necessità certificati dal medico veterinario curante); essere sterilizzati (sono consentite deroghe per i cuccioli e per animali affetti da patologie con l’obbligo di eseguire la sterilizzazione successivamente); essere vaccinati contro le malattie infettive tipiche della specie essere sottoposti a prove diagnostiche accreditate (se di età superiore ai sei mesi): i cani per leishmaniosi ed ehrlichiosi effettuate nei 30 giorni precedenti

vedi nota Viaggio al seguito del proprietario (vedi Passaporto Europeo ) (materiale tratto dalle “Schede tecniche informative sugli animali da compagnia” )