Come Fermare Emorragia Interna Cane
Trattamento dell’ emorragia interna nei cani

  1. Supporto vitale con fluidoterapia. Al cane verrà somministrato il siero per via endovenosa, per evitare l’ipovolemia.
  2. Trasfusioni di sangue.
  3. Ossigeno.
  4. Se la causa dell’ emorragia è un trauma, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico d’urgenza e l’uso di analgesici.

Come fermare un’emorragia al cane?

Se il mio cane sanguina La coagulazione (o emostasi) è un meccanismo naturale che interviene per evitare i sanguinamenti eccessivi. E’ composta da una fase primaria, durante la quale, in caso di necessità, piccole cellule presenti nel sangue (le piastrine), possono aggregarsi tra di loro e ridurre-interrompere temporaneamente un’emorragia; e da una fase secondaria, dipendente dai fattori presenti nel plasma, indispensabile per rendere stabile e duraturo il coagulo formato dalle piastrine.

Anomalia delle piastrine (alterazione della fase primaria):

Generalmente si manifesta con piccoli sanguinamenti dalle mucose (es. bocca, naso, stomaco-intestino e genito-urinarie). Nelle zone senza pelo si possono vedere piccole emorragie a forma di puntino rosso, dette petecchie o aree emorragiche più estese, dette ecchimosi. (Fig.1) Fig.1 – Petecchie sull’addome di un cane Nel caso il cane presenti un sanguinamento esterno (es. perdita di sangue dal naso o epistassi, Fig.2 ) è buona norma tamponare con del tessuto pulito e applicare del ghiaccio, per limitare e cercare di interrompere la perdita. Se l’emorragia non si arresta in tempi brevi (un paio di minuti) è meglio dirigersi verso il veterinario più vicino.

DIAGNOSI: per diagnosticare un problema piastrinico inizialmente Fig.2 – Epistassi monolaterale cane si esegue una valutazione del loro NUMERO. Tale esame generalmente è possibile effettuarlo presso il proprio veterinario. Se questa prima valutazione non è sufficiente per giungere ad una diagnosi, è fondamentale valutare la FUNZIONALITA’ delle piastrine. Tale esame è in genere effettuabile solo presso alcune cliniche o centri di ricerca. Ad esempio, presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie di Torino vengono eseguite queste valutazioni utilizzando il PFA-100 e il Multiplate, str umenti in grado di evidenziare le anomalie funzionali delle piastrine.

E anche possibile eseguire in laboratori specializzati la valutazione del fattore di von Willebrand che contribuisce all’aggregazione piastrinica e che può essere carente in alcune particolari razze canine (es. p astore tedesco, barboncino, doberman pinscher, setter irlandese).

Anomalia dei fattori della coagulazione (alterazione della fase secondaria):

La coagulazione del sangue è un processo complesso che coinvolge un grande numero di fattori della coagulazione, proteine essenziali per la formazione del coagulo. La carenza dei fattori della coagulazione determina l’incapacità di formare coaguli stabili e, di conseguenza, la presenza di frequenti episodi emorragici.

  1. I sanguinamenti in questo caso possono essere più gravi, esterni o interni (emorragie toraciche, addominali e/o articolari), spontanei o conseguenti a traumi di lieve entità, o addirittura conseguenti ad avvelenamenti (veleni per topi).
  2. A seguito di eventi emorragici di una certa entità il cane può manifestare debolezza generalizzata, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, addome disteso (emorragia in addome, ed anche zoppia (emorragia articolare).

L’esame dei fattori della coagulazione consente al Veterinario di risalire alle cause degli episodi emorragici e quindi di valutare quale sia la terapia migliore.

DIAGNOSI: Il processo coagulativo è un processo di tipo dinamico; esistono infatti altri fattori in grado di dissolvere il coagulo in un processo noto con il nome di fibrinolisi. Nei soggetti sani infatti, dopo la riparazione del danno tissutale, il coagulo viene rimosso. L’equilibrio tra formazione e distruzione del coagulo assicura l’assenza non solo di sanguinamento eccessivo, ma anche l’eccessiva formazione dei coaguli, qualora questi non siano più necessari. Anche per identificare un problema dell’emostasi secondaria è necessario un esame del sangue. Di solito, nei test di primo livello, viene misurata l’attività dei fattori della coagulazione con test quali il tempo di protrombina (PT), il tempo di tromboplastina parziale attivata (aPTT) ed il dosaggio del fibrinogeno. Esami più specialistici permettono di identificare problemi non rilevati dai tempi di coagulazione, come la l’ipercoagulabilità (o trombofilia) o un eccesso di rimozione del coagulo (iperfibrinolisi). Presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie di Torino abbiamo la possibilità di utilizzare il TROMBOELASTOMETRO e il GENERATORE DI TROMBINA, strumenti molto sensibili, utilizzati per la valutazione di alterazioni complesse dell’emostasi. Infine, è possibile eseguire in laboratori specializzati la valutazione dei singoli fattori plasmatici che intervengono nella coagulazione, perché anche i nostri animali soffrono di emofilia o altre carenze congenite.

Dott.ssa Barbara Bruno – Dott. Antonio Borrelli Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Torino : Se il mio cane sanguina

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Come si capisce se il cane ha un’emorragia interna?

Emorragia addominale sintomi – Dobbiamo sempre osservare con attenzione se il nostro animale perde sangue dagli orifizi naturali, se la temperatura corporea diviene troppo bassa. Se notiamo un’alterazione nel ritmo della sua respirazione, è un segnale che qualcosa non va.

Come capire se si ha un’emorragia allo stomaco?

Definizione – Per emorragia gastrointestinale si intende un generico sanguinamento che può derivare da un qualsiasi punto del tratto digerente, dalla bocca fino all’ano. Rispetto alle modalità di insorgenza, tale emorragia può essere acuta o cronica, evidente od occulta.

L’entità del sanguinamento e le manifestazioni associate dipendono dalla sede e dalla malattia concomitante di base. Le emorragie digestive manifeste si presentano con il vomito ( ematemesi se il sangue è rosso vivo; caffeano se parzialmente digerito dai succhi gastrici ), perdite di sangue attraverso il retto (enteroraggia: emissione di sangue rosso vivo dal retto) oppure con l’evacuazione di feci nere ( melena ).

L’ ematemesi indica un sanguinamento in atto o recente, con origine nella prima parte del tratto gastrointestinale ( esofago, stomaco o duodeno ). Il vomito caffeano, invece, è di colore nerastro poiché il sangue rimane per qualche tempo nello stomaco (l’ emoglobina è convertita in ematina, per azione degli acidi gastrici ), quindi è dovuto a un’emorragia del tratto gastrointestinale superiore che si è ridotta o interrotta.

L’enteroraggia indica un sanguinamento in atto di provenienza intestinale. In alcuni casi, deriva da una grave emorragia del tratto gastrointestinale superiore, associata ad un rapido transito del sangue attraverso l’ intestino, La presenza di sangue che bagna la superficie delle feci (verniciatura ematica) è detta ematochezia ed è un’espressione tipica di emorragie colon-rettali o anali.

La melena indica la presenza di sangue digerito nelle feci semiliquide, che assumono un colore scuro, di aspetto catramoso e maleodoranti ( feci picee ). Questi aspetto e colore caratteristici delle feci indicano più frequentemente un sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore o un rallentato transito del sangue attraverso l’intestino.

L’emissione di sangue rosso vivo dall’ultimo tratto dell’intestino, può avere origine da una rettorragia (il sangue deriva dal sigma o dal retto) o da una proctorragia (il sangue deriva dal canale anale). L’emissione cronica ed occulta di piccole quantità di sangue può originare in qualunque punto del tratto gastrointestinale e può essere evidenziata solo con indagini di laboratorio su un campione di feci (ricerca del sangue occulto nelle feci ).

A seconda dell’entità e della causa scatenante, l’emorragia gastrointestinale può associarsi ad altri segni clinici (es. anemia, stordimento, tachicardia, anomalo abbassamento della pressione, dolori addominali ecc.), fermo restando che può essere anche del tutto asintomatica,

Molte malattie dell’ apparato gastrointestinale possono essere complicate da emorragie. Chiaramente, diverse patologie possono essere correlate a tale complicanza, come ulcere peptiche, tumori gastrointestinali, malformazioni vascolari, diverticoli del colon, emorroidi, polipi intestinali, ragadi anali, malattie infiammatorie croniche intestinali ecc.

L’emorragia può essere determinata anche da altre cause: traumi, abuso cronico di alcol, trattamento con FANS, complicanze di interventi endoscopici, infiammazione del rivestimento gastrointestinale dovuta all’ingestione di sostanze tossiche o irritanti ecc.

Cosa prendere per fermare un’emorragia?

Farmaco in grado di arrestare le perdite di sangue e le emorragie. Tipi di emostatico Occorre distinguere tra emostatici da assumere per via generale o per uso locale. Gli emostatici generali vengono somministrati oralmente, mediante iniezione o perfusione, a seconda del prodotto utilizzato e del grado di urgenza.

In commercio vi sono molti prodotti, ciascuno con una sua specificità : la vitamina K serve a trattare e a prevenire emorragie connesse alla carenza di vitamina K o ad attenuare il sovradosaggio di antivitamina K (farmaco anticoagulante ); la protamina, che inibisce la fibrinolisi (distruzione naturale dei coaguli), viene prescritta per combattere le emorragie dovute a sovradosaggio di eparina ; tra i derivati del sangue umano, il fattore VIII è indicato per l’ emofilia A, il fattore IX per l’ emofilia B, i concentrati di piastrine per alcune trombopenie (deficit di piastrine ).

Questi prodotti sono controindicati in gravidanza e nei pazienti con tendenza alle reazioni allergiche. Le sostanze di origine animale vengono sottoposte a trattamento per evitare ogni rischio di trasmissione virale (epatite, AIDS ). Gli emostatici locali si applicano sulla ferita per bloccare la fuoriuscita di sangue,

  1. Le colle biologiche (sostanze simili alla colla) e le garze riassorbibili (distrutte dalle difese immunitarie qualche giorno dopo la loro applicazione) sono utili in caso di intervento chirurgico,
  2. Vi sono altri emostatici locali di uso più comune: in particolare l’alginato di calcio, quindi le cellulose, i derivati della vitamina K, l’ acqua ossigenata,

I prodotti pronti all’uso presenti sul mercato si presentano sotto forma di impacchi, soluzioni, pomate per applicazione locale in caso di ferita cutanea benigna (previa disinfezione ) o fuoriuscita di sangue dal naso, L’ efficacia di questi prodotti è dubbia, poiché non si sa se attribuire l’arresto della perdita di sangue all’emostatico locale, all’ emostasi fisiologica o alla compressione esercitata sulla ferita,

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Come fermare le emorragie?

Cosa fare in caso di ferita da taglio? – Che sia lieve o più profonda, la ferita va trattata con le mani pulite per scongiurare il rischio di infezione. La prima cosa da fare è controllare che la ferita sia pulita prima di arrestare l’emorragia, qualora presente.

L’emorragia è la fuoriuscita di sangue dai vasi (arterie, vene o capillari); in caso di ferite profonde, l’emorragia può anche essere di tipo misto data la vicinanza di arterie e vene. Le emorragie capillari sono le meno preoccupanti, coinvolgono i vasi sottocutanei e superficiali e il sangue fuoriesce a gocce.

È consigliabile sciacquare la ferita con acqua fredda e porre del ghiaccio, Se la ferita riguarda un arto è bene sollevarlo più in alto del corpo al fine di diminuire l’emorragia, tamponare poi con una benda sterile, disinfettare la ferita (verificando che non siano presenti corpi estranei al suo interno) e infine fasciare.

  • Se è in corso un’ emorragia venosa il sangue è di colore scuro e fluisce in maniera lenta e costante.
  • È consigliabile pulire la ferita con una garza sterile e disinfettarla e poi tamponarla sempre con una garza o con un fazzoletto pulito.
  • Può anche essere utile effettuare una fasciatura, l’importante è che non sia troppo stretta.

Se la ferita riguarda un arto, è consigliabile alzarlo per diminuire l’emorragia. In caso di emorragia arteriosa invece il sangue è di colore rosso vivo e fuoriesce a fiotti in sincronia con il battito cardiaco. È importante intervenire tempestivamente,

Cosa provoca emorragia gastrointestinale?

Quali malattie si possono associare all’emorragia gastrointestinale? – Le principali patologie associate al problema sono le seguenti:

Angiodisplasia Celiachia Cirrosi Epatica Colite ulcerosa Dengue Diverticolite Ebola Emofilia A Emorroidi Enterite Enterocolite Ernia iatale Esofagite Gastrite Gastroenterite virale Glomerulonefrite Infezione da Escherichia Coli Intussuscezione Morbo di Crohn Policitemia vera Polimialgia reumatica Polipi intestinali Proctite Ragadi anali Reflusso gastroesofageo Sarcoma di Kaposi Sindrome di Mallory-Weiss Tifo Trombocitopenia Tumore allo stomaco Tumore del colon-retto Tumore del fegato Tumore dell’ano Tumore dell’esofago Ulcera duodenale Ulcera gastrica Ulcera peptica (ulcera gastrica/ulcera duodenale) Varici esofagee

Si ricorda che questo non è un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza dei sintomi.

Cosa fare se il sangue non si ferma?

Cosa fare in caso di ferita da taglio? – Innanzitutto è bene lavare le mani prima di medicare la ferita, al fine di limitare il rischio di infezione. È consigliabile, se necessario, sciacquare anche la ferita, Il taglio potrebbe causare un’ emorragia, ovvero la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni.

  1. A seconda del tipo di taglio e della sua profondità, l’emorragia sarà più o meno copiosa.
  2. Le emorragie capillari riguardano i vasi sottocutanei e superficiali e la fuoriuscita di sangue avviene a gocce.
  3. In questo caso occorre sciacquare la ferita con acqua fredda e applicare del ghiaccio,
  4. L’ emorragia venosa causa una perdita di sangue scuro, con un flusso lento e costante.

Di fronte a questa evenienza, bisogna pulire la ferita con una garza sterile, disinfettarla e poi tamponarla con una garza o con un fazzoletto pulito. Se occorre, si può effettuare una fasciatura, purché non sia troppo stretta. Se la ferita si trova su un braccio o una gamba, sollevare l’arto aiuta a diminuire l’emorragia.

Cosa provoca un’emorragia?

L’ emorragia è una fuoriuscita di sangue dal letto vascolare. È dovuta alla lesione diretta o indiretta di un vaso sanguigno e la sua entità dipende dal tipo di vaso interessato, se cioè esso sia un ‘arteria o una vena, e dal suo calibro.

Quali sono i sintomi di un’ulcera perforata?

Sintomi e Complicazioni – Come si può facilmente immaginare, il principale sintomo scatenato dall’ulcera perforante è un improvviso e intenso dolore, Tale dolore, spesso, viene percepito come un forte bruciore localizzato nell’area in cui l’ulcera perforante si è formata.

  1. In associazione al tipico dolore, possono manifestarsi anche altri sintomi, come nausea, vomito e perdita dell’appetito,
  2. L’ulcera perforante, inoltre, provoca emorragia gastrointestinale, con conseguente emissione di sangue con il vomito (si parla di ematemesi ) e con le feci, che assumono perciò una colorazione scura (in questo caso, si parla di melena ).

Nei casi più gravi, i pazienti possono anche andare incontro a shock e collasso, Infine, se non viene tempestivamente trattata, l’ulcera perforante può degenerare e portare all’insorgenza di una grave complicazione: la peritonite acuta,

Cosa vuol dire quando vomiti nero?

Tipi di vomito

  1. Tipi di vomito

Tutti sanno cos’è il vomito per averlo provato personalmente almeno una volta nella vita o per aver assistito qualcuno che vomitava. Nella maggior parte dei casi è un classico sintomo, dopo una festa o una cena abbondante con amici, spesso è l’iinevitabile conseguenza di quando si mangia e si beve troppo.

Il vomito però può anche essere causato da un virus influenzale, o dall’ingestione di sostanze che possono essere nocive all’organismo e che quindi vengono espulse prima di essere assorbite. Può inoltre causato da sostanze a cui si è intolleranti o da alcune patologie più severe. è un sintomo ed agisce come un sistema difensivo rispetto a sostanze che vengono espulse prima di essere assorbite dall’organismo.

Il meccanismo che lo genera è un susseguirsi di stimoli gastrici e nervosi:

  • la nausea che aumenta gradualmente
  • un malessere generale
  • la sensazione di bocca amara
  • il pallore in viso
  • il ritmo cardiaco che aumenta insieme alla sudorazione.
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Il vomito arriva dopo un crescendo di sintomi fastidiosi e dolorosi a cui seguono una serie di contrazioni dei muscoli addominali fino ad espellere il contenuto dello stomaco dalla bocca con conati più o meno violenti. Se il vomito il più delle volte ha lo scopo di alleggerire e svuotare lo stomaco e alleviare la sensazione di nausea, possono essere invece molto diverse le sue manifestazioni, che cambiano a seconda delle cause che lo generano:

  • Vomito alimentare È quello più comune, che contiene residui alimentari ingeriti di recente.
  • Vomito psicogeno Acquoso e mattutino, è acido a causa del contenuto di succhi gastrici. È collegato alla sfera psichica, nell’ambito delle emozioni negative, allo stress, alla paura e alla depressione.
  • A getto Così è definito il vomito nelle sue forme più gravi e violente:Il contenuto gastrico può essere espulso addirittura a qualche metro di distanza.
  • Biliare Si definisce biliare il vomito che contiene anche della bile. Si riconosce dal colore del contenuto, che va dal giallo al verde scuro e dall’amaro che il materiale espulso lascia in bocca. L’emissione di bile può segnalare la presenza di alcune patologie come l’appendicite, l’ulcera peptica, l’ernia addominale, l’occlusione intestinale e altre patologie per le quali è meglio consultare il medico.
  • Caffeano Si definisce caffeano un particolare tipo di vomito dal colore molto scuro, che ricorda i fondi del caffè. Ha questo colore perché il suo contenuto contiene del sangue e in genere può voler indicare che nel tratto gastrointestinale superiore c’è del sanguinamento. Assume questa colorazione scura (marrone o nerastra) perché il sangue è rimasto a lungo nello stomaco, trasformato dai succhi acidi. Il sangue potrebbe essere causato da: esofagite, gastrite, ulcera gastrica e altri disturbi e traumi fisici o da un uso prolungato di farmaci antinfiammatori. E’ opportuno consultare il proprio medico curante o recarsi al pronto soccorso dove provvederanno a fare esami di laboratorio per indagare le cause del vomito.
  • Vomito di colore rosso vivo È un vomito che ha presenza di sangue non digerito che potrebbe essere la conseguenza di un’ulcera allo stomaco o all’esofago o di altre patologie.
  • Fecaloide Si tratta di una tipologia di vomito che si presenta con un colore scuro, marrone, con un cattivo odore, simile a quello delle feci, tipico dell’occlusione intestinale (arresto della progressione delle materie fecali e del gas nell’intestino). Le cause dell’ostruzione possono essere molteplici, quali ad esempio masse fecali indurite a causa di stitichezza e altre patologie.

Il vomito è un sintomo passeggero e saltuario che non dovrebbe preoccupare eccessivamente quando:

  • è la diretta conseguenza di un’abbuffata con gli amici
  • avviene dopo aver mangiato alimenti difficili da digerire
  • può insorgere in seguito ad un abuso di alcolici
  • Può essere indotto da odori sgradevoli, cefalea, mal d’auto, d’aereo, da barca.

Bisogna invece rivolgersi al medico per capire le cause quando il vomito insorge

  • Sistematicamente
  • in concomitanza con sintomi importanti come febbre alta, forti dolori addominali
  • Quando è associato con la diarrea, perché potrebbe causare disidratazione, soprattutto nei bambini.
  • quando ha un colore particolare ( ematico, biliare) o un odore nauseabondo ( vomito fecaloide)
  • dopo una crisi di vomito, idratatevi, cercando di bere l’acqua a piccoli sorsi (grandi quantità di liquidi in una sola volta solleciterebbero nuovamente i conati di vomito)
  • lasciate passare qualche ora prima di mangiare nuovamente.
  • scegliete alimenti solidi, secchi ricchi di carboidrati e senza grassi:
    • fette biscottate
    • patate
    • carote
    • banane

scegliete cotture semplici, al vapore o al cartoccio

Evitate:

  • latte
  • caffè
  • cioccolato
  • salumi
  • cibi piccanti e speziati
  • Nei giorni successivi agli episodi di vomito assumete molti liquidi, preferendo acqua naturale.
  • Ogni mattina appena svegli bevete un bicchiere di acqua e limone che aiuta a risolvere gli stati di acidosi.
  • Un tè leggero a colazione con fette biscottate, riso bollito,condito con olio d’oliva extravergine e un po’ di parmigiano semolino con formaggio grattugiato a pranzo e a cena completano il menu. Quando vi sentite un po’ meglio introducete delle proteine leggere come petto di tacchino o pesce.
  • Preparate infusi con la radice di zenzero che provoca una sensazione di benessere.
  • Preparate infusi di camomilla che attenua i dolori addominali e la sensazione di nausea

Cosa fare dopo emorragia?

Se l’emorragia è arteriosa e non vi sono lesioni ossee è bene sollevare la zona interessata e tamponare la ferita con garze o fazzoletti puliti e tamponare la ferita. È consigliabile contattare comunque i soccorsi.