Come Si Descrive Un Cane
Descrizione di un Cane Oggettiva Descrizione: Varie sono le razze di cani per cui è difficile dare una descrizione generica ben definita.

Il è un quadrupede ed ha il corpo coperto di pelo. VEDI ANCHE:

Le sue zampe sono lunghe, forti, snelle, atte alla corsa. Il cane cammina sulla punta delle dita, come il gatto, ma il suo passo non è silenzioso, perché i suoi artigli non sono retrattili e quando cammina li batte sul suolo. Come il gatto, anche il cane è carnivoro.

Descrizione soggettiva di un cane

Descrizione oggettiva di una persona

: Descrizione di un Cane Oggettiva

Come si fa una descrizione di un cane?

Ha delle piccole orecchie all’insù e una piccola lingua che mostra spesso in ogni momento del giorno, ha occhi piccoli rotondi. Sulla sua testa posa un fiocco azzurro a cui ormai è affezionato infatti se gli cade se lo porta in bocca e se lo vuole fare rimettere.

Come fare la descrizione oggettiva di un animale?

Testo descrittivo: Descrizione oggettiva e soggettiva – Il testo descrittivo è un testo che “fa vedere” con le parole come è fatta una cosa, specificarne le caratteristiche e gli aspetti più significativi, così da permettere al ricevente di farsene un’immagine il più possibile precisa e completa.

  1. La descrizione di una persona, di un animale, di una cosa o di un ambiente risultano più efficaci quando si utilizzano le informazioni provenienti dai cinque sensi, ovvero: vista, udito, olfatto, tatto, gusto.
  2. Le descrizioni possono essere oggettive o soggettive,
  3. La descrizione oggettiva ha uno scopo informativo e si avvale di un linguaggio preciso e tecnico; invece la descrizione soggettiva ha uno scopo espressivo, emotivo e si avvale di un linguaggio vario, ricco di aggettivi qualificativi, di giudizi, di valutazioni personali, di paragoni o di espressioni figurate.

Per scrivere un buon testo descrittivo bisogna: scegliere l’argomento, avere ben chiaro lo scopo che si vuole ottenere, decidere il tipo di descrizione, scrivere il testo descrittivo e revisionarlo. Per descrivere una persona in modo oggettivo è opportuno presentare la persona, le caratteristiche fisiche, comportamentali e psicologiche; invece se si tratta di una descrizione soggettiva si avrà cura di inserire giudizi, valutazioni personali, sensazioni, stati d’animo in relazione alla persona descritta.

Per descrivere un animale in modo oggettivo è opportuno presentare l’animale, le caratteristiche fisiche, comportamentali e psicologiche; invece se si tratta di una descrizione soggettiva si avrà cura di inserire giudizi, valutazioni personali, sensazioni, stati d’animo in relazione all’animale domestico.

Per descrivere un oggetto in modo oggettivo è opportuno presentare l’oggetto, le caratteristiche fisiche (che si possono percepire attraverso i cinque sensi), l’uso e il funzionamento, le qualità e la storia ; invece se si tratta di una descrizione soggettiva si avrà cura di inserire valutazioni personali, sensazioni, emozioni, stati d’animo e ricordi in relazione all’oggetto descritto.

Come descrivere il proprio animale?

✓ Com’è il suo carattere? Ecco alcuni esempi, che possono esserti d’aiuto: dolce/scontroso, aperto/timido, socievole/chiuso, gioviale/riservato, allegro/pacato. ✓ Com’è il suo temperamento? Vivace/misurato, aggressivo/remissivo, coraggioso/pauroso, baldanzoso/timoroso, affettuoso/scostante.

Come descrivere un cane vivace?

Quando il cane è contento, la sua coda oscilla da sinistra verso destra e descrive un angolo di circa 120 gradi. Nei cani con coda corta, mozzata o arrotolata è la radice della coda a essere estremamente rivelatrice.

Qual è la descrizione oggettiva?

Descrizione oggettiva di una persona – In una descrizione oggettiva si descrive una persona dal punto di vista fisico, sulla base della professione che svolge nella vita di tutti i giorni, che cosa fa nel suo tempo libero, senza scrivere alcun giudizio personale all’interno della descrizione medesima.

Come descrivere?

Testo descrittivo di un oggetto: lo schema perfetto – Un’altra tipologia di testo descrittivo può essere quella che vi chiede di raccontare dettagliatamente un oggetto, Per descrivere un oggetto basta semplicemente elencare le caratteristiche dell’oggetto e, nel caso di un testo descrittivo soggettivo serve anche elencare le sensazioni che suscita in noi, cosa ci ricorda anche a livello emozionale.

Presentazione : qui spieghiamo che oggetto è, a cosa serve e di chi è. Descrizione : in questa parte bisogna usare i cinque sensi per descrivere l’oggetto, che odore ha, che sensazioni provoca al tatto, che suoni produce o che sapore ha (sempre se si può mangiare o ascoltare!). Dove si trova : dove è collocato questo oggetto e cosa ha intorno.

Come fare una buona descrizione oggettiva?

Descrizione di una Persona Oggettiva In una bisogna descrivere le persone perfettamente come sono fisicamente, cosa fanno nella vita (studio/lavoro), quali sono i suoi hobby/sport, senza aggiungere un commento o un’opinione personale ma si deve solo basarsi sulle cose vere e necessarie.

Descrizione di uno sconosciuto: Descrizione della nonna: Marco:

Maria ha 43 anni,è alta 1.65, ha i capelli lunghi neri,gli occhi color nocciola e porta gli occhiali a causa della sua miopia,è di corporatura robusta,la sua carnagione è chiara,il suo viso è ovale con rughe.Lei è una professoressa di Matematica insegna al Liceo Scientifico Augusto di Roma.è sposata da 15 anni ed ha tre figli Michele, Lucio e Federico.

  1. Ogni mattina alle 7:30 porta a passeggio il suo cane dopodiché prende la sua auto dal garage,aspetta i suoi figli che scendono poi accompagna ognuno di loro nelle rispettive scuole e poi si reca anche lei a scuola dove insegna.
  2. Mia nonna ha 74 anni, è di carnagione chiara, sul viso porta una cicatrice causata dalla guerra del 1943.

La sua statura è nella media, è robusta, porta un paio di occhiali molto spessi. Nel tempo libero cuce o chiacchiera con le sue amiche. Marco è un uomo di quarantun anni, diplomato in Ragioneria, che lavora in una ditta. Ha occhi e capelli scuri, è alto un metro e ottanta sette, ha una cicatrice in volto, sotto l’ occhio sinistro. : Descrizione di una Persona Oggettiva

You might be interested:  Quanto Dura La Gastrite Nel Cane

Come descrivere un cane Labrador Retriever?

E’ un cane di costituzione robusta, raccolto e molto attivo. Ha un cranio largo, torace ampio e profondo, costole larghe e ben cerchiate. Il posteriore e il rene sono larghi e robusti, ha un ottimo temperamento ed è un cane molto agile. L’olfatto è eccellente, la bocca morbida e molto amante dell’acqua.

Come può essere il muso di un cane?

Le razze a testa tonda tendono ad avere il muso corto; le razze con testa allungata il muso lungo; le razze a testa quadrata han- no mascelle corte.

Come fare una descrizione caratteriale?

Qui di seguito potete trovare uno schema utile per descrivere una persona nel migliore dei modi e senza tralasciare nulla. Si inizia col dire chi è e come si chiama, si prosegue con la descrizione fisica (del corpo e dell’abbigliamento), poi con le qualità e i difetti del suo carattere, il temperamento, l’indole o l’animo, e infine si parla dei suoi interessi e quali sentimenti suscita a noi stessi e agli altri.

Come descrivere un cane in maniera soggettiva?

DESCRIZIONE DI UN CANE IN MODO OGGETTIVO-IN MODO SOGGETTIVO DESCRIZIONE DI UN CANE IN MODO OGGETTIVO Il cane Meticcio ha il mantello nero e corto con qualche macchia marroncina,la sua corporatura è di media lunghezza,l’altezza è piccola,la testa tonda,le sue orecchie sono lunghe rivolte all’ingiù.

  1. È molto affettuoso e simpatico e anche un po giocherellone.
  2. DESCRIZIONE DI UN CANE IN MODO SOGGETTIVO Il mio amico,è un cane maschio di circa 6 anni di razza meticcia,la sua testa è rotonda,le suo orecchie sono lunghe rivolte verso l’ingiù.
  3. È un cane molto affettuoso e docile.
  4. Ha il mantello nero con qualche macchia marrone.

Lui tutte le volte che mi vede mi saluta con un piccolo ma dolce ” BAU”. MASSIMO 1A : DESCRIZIONE DI UN CANE IN MODO OGGETTIVO-IN MODO SOGGETTIVO

Come si esprimono gli animali?

ECCO COME PARLANO GLI ANIMALI Anche loro si sono evoluti culturalmente: scoperti alcuni segreti I delfini si chiamano per nome, le orche con un fischio, ai cavalli basta uno sguardo. E la foca è capace di imitarci DANIELA MASTROMATTEI su Libero I delfini si chiamano l’un l’altro per nome, le orche con un fischio e i bonobo amano le parolacce.

Se i cavalli si capiscono con uno sguardo, gli anatroccoli sono in grado di superare complicati test di pensiero astratto. E i cani? Puoi dire loro qualsiasi cosa, ti guarderanno sospirando: “Mio Dio, hai ragione! Io non ci sarei mai arrivato”. Ma sanno essere severi e punitivi con gli sleali e perdonare se ci si scusa.

Gli animali sono più simili a noi di quanto non immaginiamo. Hanno sviluppato sofisticati sistemi di organizzazione sociale e di comportamento, che rientrano a pieno titolo negli schemi che gli esseri umani chiamano “cultura”, come spiega il biologo marino, scienziato comportamentale Karsten Brensing nel suo ultimo libro Cosa pensano gli animali? ( Newton Compton Editori).

  • Anche noi abbiamo avuto la nostra età della pietra.
  • Ci siamo evoluti e così stanno facendo le bestiole con i loro tempi.
  • Alcune si esprimono con dei suoni, altre con il linguaggio del corpo e altre ancora con delle dinamiche esistenziali particolarmente raffinate.
  • Agiscono con franchezza o mentono con intenzionalità.

Il corvo per esempio, oltre a divertirsi come un matto facendo snowboard sui tetti innevati, s’immedesima in un altro corvo per prevederne il comportamento mentre la gazza vi entra in casa e non si sa se per guardarsi allo specchio o per rubarvi gli oggetti più luccicanti.

Come inquadrare queste capacità e quando e in quali circostanze le hanno acquisite? E qual è il rapporto tra uomini e animali a questo riguardo? Cosa ci distingue veramente? “Non molto”, risponde Brensing. “Noi uomini abbiamo delle particolarità che ci garantiscono il successo come specie, e non è il fatto di possedere una lingua.

Non intendo detronizzare la specie umana, ma ci sono altri esseri senzienti e consapevoli di sé”. Un giorno forse inizieremo a salutare con cordialità quella cornacchia che gracchia nel parco vicino o quel topolino che all’improvviso spunta romanticamente nella casa di campagna.

  1. Spesso si dice: quando il gatto non c’è i topi ballano.
  2. Non è una leggenda metropolitana, questi animaletti sempre pieni di energia fanno festa ogni volta che ne hanno l’occasione, rivela il biologo, con la stessa consapevolezza le formiche si agghindano prima di tornare a “casa”.
  3. Riprendiamo le sostanziali differenze tra uomo e animale.

I bambini emettono dei suoni incomprensibili nei primi mesi di vita, solo crescendo imparano a parlare correttamente la lingua dei genitori (l’italiano, l’inglese, il tedesco, il cinese. qualunque essa sia con una facilità incredibile). Vi ricordate la storia (vera) del bimbo abbandonato nella foresta che nel corso degli anni aveva acquisito solo il linguaggio delle scimmie? Come noi, gli animali imparano a “vocalizzare” solo dopo aver ascoltato il richiamo tipico della propria specie.

  1. Ecco l’importanza del feedback uditivo.
  2. Alcuni uccelli in particolare sono in grado di riprodurre esattamente i suoni che sono abituati ad ascoltare.
  3. La comunicazione acustica è un tipo di comportamento che può essere ereditario, ma anche appreso.
  4. Esempi di segnali ereditati sono l’abbaiare dei cani o il miagolio dei gatti.

Il canto degli uccelli invece è un suono appreso”, precisa il biologo. I maschi cantano per impressionare le femmine o marcare il territorio, dalla potenza del metropolitana, questi animaletti sempre pieni di energia fanno festa ogni volta che ne hanno l’occasione, rivela il biologo, con la stessa consapevolezza le formiche si agghindano prima di tornare a “casa”.

  1. Riprendiamo le sostanziali differenze tra uomo e animale.
  2. I bambini emettono dei suoni incomprensibili nei primi mesi di vita, solo crescendo imparano a parlare correttamente la lingua dei genitori (l’italiano, l’inglese, il tedesco, il cinese.
  3. Qualunque essa sia con una facilità incredibile).
  4. Vi ricordate la storia (vera) del bimbo abbandonato nella foresta che nel corso degli anni aveva acquisito solo il linguaggio delle scimmie? Come noi, gli animali imparano a “vocalizzare” solo dopo aver ascoltato il richiamo tipico della propria specie.

Ecco l’importanza del feedback uditivo. Alcuni uccelli in particolare sono in grado di riprodurre esattamente i suoni che sono abituati ad ascoltare. “La comunicazione acustica è un tipo di comportamento che può essere ereditario, ma anche appreso. Esempi di segnali ereditati sono l’abbaiare dei cani o il miagolio dei gatti.

Il canto degli uccelli invece è un suono appreso”, precisa il biologo. I maschi cantano per impressionare le femmine o marcare il territorio, dalla potenza del canto emergono personalità e carattere, forza e determinazione. Ma quali sono le specie che hanno una lingua? “Per rispondere a questa domanda, è necessario chiarire due aspetti importanti, che ci spiegano il motivo per cui l’intelligente Border Collie Betsy con il suo collaudato vocabolario da talkshow di 340 parole non sarà mai in grado di padroneggiare una lingua e per cui, invece, i pipistrelli potrebbero farlo – afferma lo scienziato -.

You might be interested:  Cane Con Raffreddore Cosa Fare

I due principali ingredienti di una lingua sono la capacità di apprendimento vocale e la comprensione dei gesti”. Betsy è senz’altro un cane molto intelligente, ma non potrebbe emettere un miao. Nessun cane può farlo. Così come nessun gatto può fare bau o nessun maiale muu.

Gran parte degli animali può riprodurre solo i suoni innati. Essi sono geneticamente definiti e incapaci di aggiungerne altri. Per fortuna però esistono diverse pronunce, sicché alcune specie sono in grado di percepire, a partire da un suono, chi l’ha emesso. Gli xerini della famiglia degli scoiattoli sono effettivamente capaci di distinguere i singoli individui in base alla voce.

Lavorano suddividendosi i compiti, uno dei più importanti è fare la guardia. Durante questa attività gli “scoiattoli di terra” si sollevano e guardano da una parte all’altra. Se si avvicina un uccello predatore, gridano “nascondetevi”, mentre se si avvicina un serpente urlano “sugli alberi”.

  1. Queste sentinelle sono socialmente molto importanti e non devono preoccuparsi della ricerca del cibo, perché il loro compito è tenere gli occhi aperti e restare vigili.
  2. In cambio, gli altri provvedono a sfamarle.
  3. Ma cosa succede se a una di esse viene l’idea di far finta di fare la guardia, solo per risparmiarsi la fatica della ricerca del cibo? E quindi ottenere vantaggi con il minimo sforzo? I furbetti qui non hanno scampo, vengono smascherati dal suono del richiamo.

Che sensibilità. Anche perché chi gode di certi privilegi ha pure maggiori probabilità di riprodursi, contribuendo quindi a consolidare geneticamente il comportamento e a renderlo parte dello sviluppo evolutivo della specie. Anche i cani sono in grado di riconoscere i diversi tipi di richiami o di allarmi.

Ma come gli scoiattoli, non sono in grado di aggiungere elementi acustici nuovi al loro repertorio che fa parte del patrimonio genetico della specie. Alcune specie di uccelli invece sono geneticamene meno definiti, come i corvi che riescono a trasmetterne di nuovi. E gran parte di essi sono legati al sesso: quindi una determinata quantità di vocalizzazioni viene emessa solo dai maschi o solo dalle femmine.

Delle ghiandaie si sa che conoscono 15 tipi diversi di richiami e segnali di pericolo che segnalano la presenza di falchi o gufi. Questi ultimi hanno una diversa pericolosità e richiedono una reazione speciale. Tra le gazze dello Sri Lanka si è visto che ricorrono all’imitazione dei richiami dei loro nemici naturali per avvisare non solo gli esemplari della loro specie, ma anche altri animali.

  1. L’altruismo bestiale.
  2. Una lingua è un patrimonio culturale, prezioso, che si trasmette da un individuo all’altro.
  3. Ed esistono animali che teoricamente potrebbero parlare perché possiedono la capacità di vocal learning.
  4. Oltre ai pappagalli, tre altre specie emettono suoni simili ai nostri.
  5. Uno infila il naso nella bocca, l’altro non apre la bocca e il terzo si comporta come noi.

Il primo è un elefante asiatico chiamato Koshik, che sa pronunciare tre parole in coreano. Il secondo si chiama Noc ed è un beluga (scelto spesso come soldato marino e addestrato per operazioni militari) divenuto famoso per aver chiesto a un sommozzatore militare, appunto, di immergersi.

La sua voce emette suoni come quelli di un bambino. Il terzo è una foca di nome Hoover, nota per il tipico saluto all’ingresso dello zoo “Hey, you! Get outta there!” (Ehi tu, vattene di qui!). I tre “campioni” condividono esperienze comuni: sono stati separati molto presto dalle loro madri e allevati dagli uomini.

Hoover fu trovato abbandonato, Noc e Koshik sono stati sottratti dal loro habitat naturale dai loro futuri proprietari. Ma non è importante che un animale riesca a imitare la lingua umana; piuttosto, conta la capacità di riuscire ad ampliare il suo repertorio nell’arco della vita.

Non possiamo dimenticare i pappagalli: il famoso Alex, un cenerino di proprietà della scienziata Irene Pepperberg, era capace di aggiungere parole e suoni al suo repertorio, ma anche di capirne il significato. Riusciva a contare e a usare, in base al contesto, anche gli avverbi modali. Conosceva ben sette colori, cinque forme e contava fino a sei.

Non si sa se le sue capacità sarebbero state espresse anche in un ambiente naturale. Invece sapete perché la nostra parente prossima, la scimmia antropomorfa, non è capace di articolare la parola come facciamo noi, anche se versi e gesti sono più che sufficienti per farsi capire.

A causa dell’anatomia della laringe, la nostra è collocata più in basso e nella faringe c’è più spazio per articolare le parole. Rispetto alle scimmie, la nostra lingua si muove in tre direzioni. Lo spazio cavo così formato ha contribuito, insieme alle corde vocali, a sviluppare la capacità di poterci esprimere come facciamo.

Le scimmie antropomorfe, non hanno avuto la stessa fortuna e, come le altre specie animali, sono rimaste legate al suono che hanno ricevuto geneticamente dalla nascita. Poi è bello sapere che i delfini sono intelligentissimi, sanno dialogare velocemente riuscendo a utilizzare nuovi concetti, a comprendere perfettamente alcune nostre frasi e a riconoscere nomi e colori degli oggetti; che alla femmina Akeakamai sono state poste domande alle quali poteva rispondere premendo due tasti, quello del sì e quello del no.

23/11/2020

: ECCO COME PARLANO GLI ANIMALI

Cosa fa felice un cane?

A CONTATTO CON I BAMBINI –

I cani crescono meglio e sono più felici se sentono la compagnia, il calore, di una famiglia che li accoglie. Molto utile in proposito la compagnia dei bambini con i quali i cani imparano presto a giocare ed a dialogare.

    Perché il cane è il miglior amico dell’uomo?

    3. E’ il nostro personal trainer – Il cane ama stare all’aria aperta, è il compagno ideale per fare una o più passeggiate al giorno che, oltre a contribuire al benessere fisico, aiutano a fare amicizia. Infatti, il temperamento socievole del cane spinge anche il padrone a conoscere altri proprietari di cani e aprirsi a nuove amicizie,

    Come descrivere un cane in modo oggettivo?

    Descrizione di un Cane Oggettiva Descrizione: Varie sono le razze di cani per cui è difficile dare una descrizione generica ben definita.

    Il è un quadrupede ed ha il corpo coperto di pelo. VEDI ANCHE:

    Le sue zampe sono lunghe, forti, snelle, atte alla corsa. Il cane cammina sulla punta delle dita, come il gatto, ma il suo passo non è silenzioso, perché i suoi artigli non sono retrattili e quando cammina li batte sul suolo. Come il gatto, anche il cane è carnivoro.

    Descrizione soggettiva di un cane

    Descrizione oggettiva di una persona

    : Descrizione di un Cane Oggettiva

    Come si fa una descrizione dal generale al particolare?

    Dal generale al particolare: prima si dà un’immagine complessiva della cosa descritta e poi ci si sofferma sulle varie parti che la compongono. Dal particolare al generale: si descrivono le singole parti e solo alla fine si dà un’immagine complessiva dell’oggetto descritto (creando, a volte, un effetto sorpresa).

    Come si descrive in modo soggettivo?

    TESTO DESCRITTIVO, ESEMPI – Il testo descrittivo è utilizzato in tutte quelle forme testuali in cui c’è bisogno, appunto, di descrivere: trattati tecnici, opuscoli scientifici, guide, sequenze descrittive di opere letterarie. La descrizione può essere fatta secondo due diversi criteri :

    oggettiva (impersonale): l’autore non esprime opinioni o impressioni personali, ma si limita a presentare una cosa (o una persona, o un animale) attraverso una serie di dati oggettivi, senza alcuna partecipazione emotiva; soggettiva (personale): l’autore presenta l’oggetto della descrizione raffigurandolo come lo vede e lo sente lui, e quindi filtrandolo attraverso le proprie opinioni e le proprie emozioni, per suscitare analoghe emozioni nel destinatario.

    Come introdurre una descrizione?

    Scegliere la descrizione oggettiva o soggettiva – Il testo descrittivo può avere caratteristiche differenti, in base all’argomento, all’oggetto e al mittente e al destinatario di chi legge. Quindi la descrizione può essere oggettiva o soggettiva. Il primo modo è del tutto impersonale e serve a comunicare delle informazioni senza coinvolgimento emotivo.

    Invece il modo soggettivo, mette in chiaro le caratteristiche più significative dell’oggetto. Adoperando un punto di vista personale e originale. A questo punto è fondamentale stabilire l’ordine della descrizione. In questa maniera si può seguire uno specifico ordine del tempo. Ad esempio, se si deve descrivere una scena si può creare la struttura cronologica(spaziale), utilizzando vari paragrafi.

    Cominciando dall’introduzione fino a inserire la conclusione. Mentre se il tema tratta di una descrizione informative, deve essere esposta in modo logico. Definiti i dettagli si passa a fare l’introduzione. Quindi si comincia mettendo in chiaro cosa si vuole descrivere.

    Come si fa la descrizione di un’immagine?

    Comincia dicendo di che tipo di immagine si tratta. Il ritratto di / Questa foto in bianco e nero / Questa foto a colori / Il disegno / Questo schizzo / Questa caricatura è tratto/a dal giornale / dal libro / illustra il primo capitolo del libro e la persona che ha fatto l’immagine – se sono conosciute.

    Come si inizia a scrivere un testo?

    Regole per scrivere un’introduzione leggibile e accattivante – Scrivere un’introduzione accattivante che attiri l’attenzione del lettore può essere una bella sfida. L’inizio di un testo deve, infatti, essere avvincente e offrire esattamente il contenuto giusto nella forma giusta.

    Evitare ripetizioni : succede sempre più volte che il titolo o testo teaser ripeta esattamente le stesse parole dell’introduzione. Questo risulterà troppo noioso e ridondante. Parola d’ordine: varietà. Fa in modo che il titolo non si ripeta nell’introduzione e che questa fornisca un valore aggiunto al testo che il lettore andrà a scoprire. Le frasi brevi rendono tutto più facile : prestate particolare attenzione all’inizio per non sopraffare il lettore. Soprattutto la prima frase deve essere di facile comprensione. Quindi, se possibile, iniziate con una o due frasi brevi e concise ed evitate di creare una frase con sei righe e otto virgole nello stile del linguaggio scientifico. Con l’introduzione catturate la giusta attenzione : le prime due frasi dovrebbero convincere il lettore a leggere il vostro testo. La scelta di corteggiarlo cortesemente, sussurrargli tranquillamente un’idea all’orecchio o mobilitarlo provocatoriamente dipende esclusivamente dal gruppo target, dal tipo di testo e dall’argomento del testo. Siate consapevoli di questi tre fattori prima di mettere su carta la vostra prima frase. Spiegate i vantaggi per il lettore : anche se la prima frase di un testo ha affascinato e catturato il lettore, può sempre succedere che abbandoni il testo nei prossimi paragrafi se non riconosce l’utilità del testo. Soprattutto nei tutorial e nei testi a scopo di marketing, dovreste spiegare al lettore, all’interno delle prime frasi, cosa lo aspetta quando legge il vostro testo e perché dovrebbe sicuramente leggerlo fino alla fine.

    Come scrivere un inserzione per un cane che si è perso?

    Annuncio di smarrimento (Nome del cane, sesso, taglia, età e razza) si è smarrito in provincia di (provincia), a (paese), in via (via) il giorno (data) alle ore (orario). Il cane è provvisto di microchip n° oppure il cane è sprovvisto di microchip.

    Come si esprimono i cani?

    Ci siamo mai soffermati a chiederci come comunicano i cani e cosa vogliono esprimere? – Secondo me, capire come comunicano i cani, comprendere cosa vogliono esprimere è importantissimo. Tutto ciò ci può portare solo a conoscere meglio il nostro cane e ha relazionarci con lui nel migliore dei modi.

    1. I cani non si esprimono con le parole ma sono ugualmente grandi comunicatori e grandi osservatori.
    2. I cani capiscono cosa ” dicono” gli altri cani dai loro comportamenti, dai loro movimenti del corpo, dai loro odori e dai suoni che emettono.
    3. Attraverso l’insieme di questi comportamenti il cane all’interno del suo branco saprà esprimere la sua gerarchia, il momento del corteggiamento, la tensione, la difesa e l’attacco.

    Per capire il loro stato d’animo e le loro intenzioni bisogna guardare e saper riconoscere il significato dell’insieme dato dalle posizioni del corpo, dai suoni, dallo sguardo e dai gesti. Tutto ciò non è assolutamente facile, richiede grande attenzione e capacità di osservazione e spesso componente fondamentale è l’esperienza diretta con questi splendidi amici.

    ­La postura rivela lo stato d’animo generale del cane: se è rilassato e sereno, se è teso, se è preoccupato, se ha paura, se è minaccioso La coda è uno strumento di comunicazione importantissimo : da come è tenuta e come è mossa indica lo stato d’animo e le intenzioni del cane. La posizione delle orecchie infatti rivela molto dello stato d’animo del cane: se sono in posizione di riposo vuol dire che sono tranquilli, se sono tirate indietro indicano stress, paura, quando sono dritte o erette vuol dire che il cane è in allerta e probabilmente anche pronto ad agire. Gli occhi tramite la loro posizione(pupille fisse, dilatate, tranquille) è possibile capire in quale stato emotivo si trovano. I suoni come l’ abbaio, il gemito, l’ ululato, il ringhio a secondo delle loro declinazioni servono a comunicare uno stato d’animo diverso, L’ olfatto è una parte fondamentale nella comunicazione. La pipì e le feci dei cani sono ricche di informazioni che gli altri cani rilevano attraverso l’olfatto e la lingua. Le Labbra ritratte e denti in evidenza sono un segnale molto chiaro di minaccia. La bocca chiusa, con i denti stretti e un ringhio sordo sono segnali di stato di agitazione. Con il sorriso il cane dimostra affetto. Il cane spesso fa l’ Inchino, esso è un invito al gioco. Leccare è un segno di affetto e sottomissione Peli dritti, coda in alto e denti in evidenza, il cane è in atteggiamento di aggressività e sfida. L’ ululato è una richiesta di contatto sociale

    Come descrivere un cane Labrador Retriever?

    E’ un cane di costituzione robusta, raccolto e molto attivo. Ha un cranio largo, torace ampio e profondo, costole larghe e ben cerchiate. Il posteriore e il rene sono larghi e robusti, ha un ottimo temperamento ed è un cane molto agile. L’olfatto è eccellente, la bocca morbida e molto amante dell’acqua.