Come Somministrare Insulina Al Cane
POSOLOGIA – Somministrare una o due volte al giorno, secondo necessita’, medianteiniezione sottocutanea. Alternare ogni giorno il sito d’inoculo. Agitare accuratamente il flacone fino ad ottenere una sospensione lattiginosa omogenea ed uniforme. Lasciare che la schiuma sulla superficie della sospensione, formatasi durante lo scuotimento, si disperda prima diutilizzare il prodotto e, se necessario, ruotare delicatamente il flacone prima dell’uso per mantenere la sospensione omogenea ed uniforme.Nelle sospensioni di insulina si possono formare agglomerati: non utilizzare il prodotto se, anche dopo averlo accuratamente agitato, persistono agglomerati visibili. Deve essere utilizzata una siringa da insulina 40 UI/ml. Nella maggior parte dei cani diabetici, un’iniezione una volta al giorno e’ sufficiente a ridurre la glicemia. Comunque, in alcuni cani diabetici la durata d’azione puo’ variare, rendendo necessaria la somministrazione d’insulina due volte al giorno. Nei gatti diabetici, la somministrazione del prodotto deve essere effettuata due volte al giorno. La dose dipende dal grado di carenza nella produzione diinsulina da parte dell’animale stesso ed e’ percio’ diversa per ogni caso. CANI: la terapia con insulina viene iniziata con una dose iniziale di 0,5-1 UI /kg peso corporeo una volta al giorno, arrotondando perdifetto al numero intero di unita’ piu’ basso. Il successivo adeguamento per stabilire la dose di mantenimento deve essere effettuato aumentando o diminuendo la dose giornaliera di circa il 10%, secondo l’evoluzione dei segni clinici del diabete e dei risultati delle misurazioniseriali della glicemia. Le modifiche della dose normalmente devono essere effettuate ogni 3-7 giorni e non piu’ frequentemente. In alcuni cani, la durata d’azione dell’insulina puo’ richiedere una somministrazione del trattamento due volte al giorno. In questi casi, la dose per iniezione deve essere diminuita del 25% in modo che la dose totale giornaliera sia inferiore al doppio. Per esempio, per un cane di 10 kg che riceve 5 UI una volta al giorno, la nuova dose (arrotondata per difetto all’unita’ piu’ vicina) dovrebbe essere inizialmente 3 UI per iniezione. Le due dosi giornaliere devono essere somministrate ad intervalli di 12 ore. Ulteriori adeguamenti della dose devono essere fatti progressivamente come spiegato in precedenza. Dopo il passaggio alle due dosi giornaliere, si raccomanda di monitorare attentamente i segni clinici e la risposta glicemica. Per raggiungere un bilancio fra la produzione di glucosio e l’effetto del prodotto, la somministrazione del cibo deve essere sincronizzata con il trattamento e la razione giornaliera deve essere divisa in due pasti. La composizione e la quantita’ delpasto giornaliero devono essere costanti. Nei cani trattati una voltaal giorno, il secondo pasto viene dato solitamente nel momento in cuisi ha l’effetto picco dell’insulina. Nei cani trattati due volte al giorno, i pasti coincidono con la somministrazione. Ogni pasto deve essere dato tutti i giorni alla stessa ora. GATTI. la dose iniziale e’ pari a 1 UI o 2 UI per iniezione. I gatti richiedono due somministrazioni al giorno. Glicemia: =20 mmol/l o >=3,6 g/l (>=360 mg/dl): 2 UI due volte al giorno. La dose iniziale non deve essere superiore a 2 UI per iniezione. In teoria, non dovrebbero essere somministrate piu’ di 2UI per iniezione durante le prime tre settimane di trattamento. Il successivo adeguamento per stabilire la dose di mantenimento deve essereeffettuato aumentando o diminuendo la dose giornaliera secondo i risultati delle misurazioni seriali della glicemia. Le modifiche della dose normalmente non devono essere effettuate piu’ di una volta a settimana. Si raccomandano incrementi di 1 UI/somministrazione, in quanto la variazione della risposta glicemica si ha giorno per giorno e le differenze di risposta all’insulina vengono osservate nel tempo. La composizione e la quantita’ del pasto giornaliero devono essere costanti. Unavolta raggiunta la dose di mantenimento e la stabilizzazione dell’animale, e’ necessario definire un programma di gestione a lungo termine.Lo scopo deve essere quello di gestire l’animale in modo tale da minimizzare le variazioni della richiesta d’insulina. Cio’ include il monitoraggio clinico per rilevare sottodosaggi o sovradosaggi di insulina e la correzione della dose, se richiesto. Un’attenta stabilizzazione emonitoraggio aiuteranno a limitare i problemi cronici associati al diabete, che comprendono la cataratta (cani), steatosi epatica (cani e gatti), ecc. I controlli successivi devono essere eseguiti ogni 2-4 mesi (o piu’ spesso in caso di problemi) per monitorare la salute dell’animale, le osservazioni dei proprietari ed i parametri biochimici (comeglicemia e/o concentrazione di fruttosamine). Gli adeguamenti della dose di insulina devono essere effettuati basandosi sull’interpretazione dei segni clinici con il supporto dei risultati di laboratorio. L’effetto Somogyi, chiamato anche iperglicemia di rimbalzo, e’ la rispostaad una dose eccessiva di insulina, insufficiente pero’ a causare un’ipoglicemia, potenzialmente fatale. Come inizia a svilupparsi ipoglicemia, si scatena una risposta ormonale che da’ luogo al rilascio di glucosio dai depositi di glicogeno epatico. Questo causa un’iperglicemia di rimbalzo che puo’ anche manifestarsi come glicosuria per un periodo nelle 24 ore. C’e’ il rischio che l’effetto Somogyi sia interpretato come una richiesta di aumento della dose di insulina piuttosto che una diminuzione. Questo puo’ essere evitato basando le decisioni su misureseriali della glicemia piuttosto che su misurazioni singole. E’ moltoimportante la capacita’ dei proprietari di riconoscere i segni dell’ipo- o dell’iperglicemia e rispondere in modo appropriato.

Come calcolare l’insulina per il cane?

Inizio Per l’inizio del trattamento, la dose raccomandata è da 0,5 a 1,0 UI di insulina/kg di peso corporeo una volta al giorno ogni mattina (circa ogni 24 ore). Per i cani diabetici di nuova diagnosi, si raccomanda una dose iniziale di 0,5 UI di insulina/kg una volta al giorno.

Quali sono i punti per fare l’insulina?

Addome: assorbimento veloce (sede indicata per l’iniezione di insulina rapida, rapidissima e premiscelate; Braccia: assorbimento medio/veloce (sede indicate per l’iniezione di insuline intermedie e a durata protratta) Cosce: medio (sede indicate per l’iniezione di insuline intermedie e a durata protratta)

Come somministrare caninsulin?

Informazioni commerciali sulla prescrizione – Titolare: Intervet International B.V. Concessionario: MSD Animal Health S.r.l. Ricetta: RNRV – ricetta medica in copia unica non ripetibile Principio attivo: Insulina-zinco Sospensione Composta Gruppo terapeutico: Antidiabetici Forma farmaceutica: fiala iniettabile Caninsulin im o sottoc.1 flacone 2,5 ml Caninsulin im o sottoc.10 cartucce da 2,7 ml Caninsulin im o sottoc.10 flaconi 2,5 ml 1 ml di soluzione contiene: Insulina* 40 U.I.

  1. Insulina di origine suina, composta da 35% di insulina zinco amorfa e 65% di insulina zinco cristallina).
  2. Metil paraidrossibenzoato.
  3. Trattamento del diabete mellito in cani e gatti.
  4. Il prodotto non deve essere somministrato per via endovenosa.
  5. Il prodotto un’insulina di durata intermedia e non deve essere utilizzato per il trattamento di animali che presentano chetoacidosi diabetica.
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Caninsulin deve essere somministrato una o due volte al giorno, secondo necessit, mediante iniezione sottocutanea. Alternare ogni giorno il sito d’inoculo. Agitare accuratamente il flacone fino ad ottenere una sospensione lattiginosa omogenea ed uniforme.

Lasciare che la schiuma sulla superficie della sospensione, formatasi durante lo scuotimento, si disperda prima di utilizzare il prodotto e, se necessario, ruotare delicatamente il flacone prima dell’uso per mantenere la sospensione omogenea ed uniforme. Nelle sospensioni di insulina si possono formare agglomerati: non utilizzare il prodotto se, anche dopo averlo accuratamente agitato, persistono agglomerati visibili.

Flacone: per il flacone, deve essere utilizzata una siringa da insulina da 40 UI/ml. Cartuccia: la cartuccia deve essere utilizzata con l’iniettore riutilizzabile a forma di penna denominato VetPen, disponibile in due versioni, VetPen 8 e VetPen 16. La VetPen 8 pu somministrare da 0,5 a 8 unit di insulina per iniezione, con incrementi di 0,5 unit, e la VetPen 16 pu somministrare da 1 a 16 unit di insulina per iniezione, con incrementi di 1 unit.

  • La VetPen fornita di istruzioni dettagliate da seguire per il corretto utilizzo.
  • Nella maggior parte dei cani diabetici, un’iniezione una volta al giorno sufficiente a ridurre la glicemia.
  • Comunque, in alcuni cani diabetici la durata d’azione pu variare, rendendo necessaria la somministrazione d’insulina due volte al giorno.

Nei gatti diabetici, la somministrazione di Caninsulin deve essere effettuata due volte al giorno. La dose dipende dal grado di carenza nella produzione di insulina da parte dell’animale stesso ed perci diversa per ogni caso. Fase di stabilizzazione: cane: la terapia con insulina viene iniziata con una dose iniziale di 0,5-1 UI/kg peso corporeo una volta al giorno, arrotondando per difetto al numero intero di unit pi basso.

Il successivo adeguamento per stabilire la dose di mantenimento deve essere effettuato aumentando o diminuendo la dose giornaliera di circa il 10% secondo l’evoluzione dei segni clinici del diabete e dei risultati delle misurazioni seriali della glicemia. Le modifiche della dose normalmente devono essere effettuate ogni 3-7 giorni e non pi frequentemente.

In alcuni cani, la durata d’azione dell’insulina pu richiedere una somministrazione del trattamento due volte al giorno. In questi casi, la dose per iniezione deve essere diminuita del 25% in modo che la dose totale giornaliera sia inferiore al doppio.

Per esempio, per un cane di 10 kg che riceve 5 UI una volta al giorno, la nuova dose (arrotondata per difetto all’unit pi vicina) dovrebbe essere inizialmente 3 UI per iniezione. Le due dosi giornaliere devono essere somministrate ad intervalli di 12 ore. Ulteriori adeguamenti della dose devono essere fatti progressivamente come spiegato in precedenza.

Dopo il passaggio alle due dosi giornaliere, si raccomanda di monitorare attentamente i segni clinici e la risposta glicemica. Per raggiungere un bilancio fra la produzione di glucosio e l’effetto del prodotto, la somministrazione del cibo deve essere sincronizzata con il trattamento e la razione giornaliera deve essere divisa in due pasti.

  • La composizione e la quantit del pasto giornaliero devono essere costanti.
  • Nei cani trattati una volta al giorno, il secondo pasto viene dato solitamente nel momento in cui si ha l’effetto picco dell’insulina.
  • Nei cani trattati due volte al giorno, i pasti coincidono con la somministrazione di Caninsulin.

Ogni pasto deve essere dato tutti i giorni alla stessa ora. Gatto: la dose iniziale pari a 1 UI o 2 UI per iniezione, conformemente alla glicemia basale, come spiegato nello schema seguente. I gatti richiedono due somministrazioni al giorno. Glicemia nel gatto: ]20 mmol/l o 3,6 g/l (360 mg/dl); dose iniziale per il gatto: 2 UI due volte al giorno.

La dose iniziale non deve essere superiore a 2 UI per iniezione. In teoria non dovrebbero essere somministrate pi di 2 UI per iniezione durante le prime tre settimane di trattamento. Il successivo adeguamento per stabilire la dose di mantenimento deve essere effettuato aumentando o diminuendo la dose giornaliera secondo i risultati delle misurazioni seriali della glicemia.

Le modifiche della dose normalmente non devono essere effettuate pi di una volta a settimana. Si raccomandano incrementi di 1 UI/somministrazione, in quanto la variazione della risposta glicemica si ha giorno per giorno e le differenze di risposta all’insulina vengono osservate nel tempo.

  • La composizione e la quantit del pasto giornaliero devono essere costanti.
  • Fase di mantenimento nei cani e nei gatti: una volta raggiunta la dose di mantenimento e la stabilizzazione dell’animale, necessario definire un programma di gestione a lungo termine.
  • Lo scopo deve essere quello di gestire l’animale in modo tale da minimizzare le variazioni della richiesta d’insulina.

Ci include il monitoraggio clinico per rilevare sottodosaggi o sovradosaggi di insulina e la correzione della dose, se richiesto. Un’attenta stabilizzazione e monitoraggio aiuteranno a limitare i problemi cronici associati al diabete, che comprendono la cataratta (cani), steatosi epatica (cani e gatti), ecc.

  1. I controlli successivi devono essere eseguiti ogni 2-4 mesi (o pi spesso in caso di problemi) per monitorare la salute dell’animale, le osservazioni dei proprietari ed i parametri biochimici (come glicemia e/o concentrazione di fruttosamine).
  2. Gli adeguamenti della dose di insulina devono essere effettuati basandosi sull’interpretazione dei segni clinici con il supporto dei risultati di laboratorio.

la somministrazione del prodotto deve essere effettuata da un adulto responsabile della cura dell’animale. Il prodotto deve essere somministrato con specifiche siringhe monouso sterili 40 UI/ml (flacone) o con la VetPen (cartuccia). E’ molto importante la capacit dei proprietari di riconoscere i segni dell’ipo- o dell’iperglicemia e rispondere in modo appropriato.

L’effetto Somogyi, chiamato anche iperglicemia di rimbalzo, la risposta ad una dose eccessiva di insulina, insufficiente per a causare un’ipoglicemia, potenzialmente fatale. Come inizia a svilupparsi ipoglicemia, si scatena una risposta ormonale che d luogo al rilascio di glucosio dai depositi di glicogeno epatico.

Questo causa un’iperglicemia di rimbalzo che pu anche manifestarsi come glicosuria per un periodo nelle 24 ore. C’ il rischio che l’effetto Somogyi sia interpretato come una richiesta di aumento della dose di insulina piuttosto che una diminuzione. Questo pu essere evitato basando le decisioni su misure seriali della glicemia piuttosto che su misurazioni singole.

  • Caninsulin una sospensione iniettabile di insulina suina, costituita da insulina zinco amorfa ed insulina cristallina.
  • Le fluttuazioni nel rapporto tra le due forme di insulina potrebbero, in alcuni casi, prolungare il tempo necessario alla stabilizzazione dei livelli di glicemia, soprattutto negli animali nella fase cronica.
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Nel gatto, possibile la remissione clinica del diabete. Nelle cagne, alte concentrazioni di progesterone, per esempio a seguito di trattamento progestinico o durante il diestro, possono essere associate con i segni clinici del diabete mellito. In questi casi, la remissione clinica del diabete pu essere possibile se la fonte del progesterone, per esempio le ovaie, viene rimossa (mediante ovariectomia chirurgica/ovarioisterectomia).

Precauzioni speciali per l’impiego negli animali: la mancata assunzione di un pasto, il cambiamento dell’apporto calorico, un’imprevista ed intensa attivit fisica o una dose d’insulina troppo alta in relazione al fabbisogno, possono portare all’ipoglicemia. In caso di ipoglicemia, che pu manifestarsi con segni di fame, aumento dello stato di ansiet, spasmi muscolari, deambulazione instabile o debolezza degli arti posteriori e disorientamento, tachicardia, deve essere fornita una fonte di glucosio.

Le malattie concomitanti, specialmente le infezioni e le patologie febbrili, di solito aumentano il fabbisogno d’insulina dell’animale. Una posologia inadeguata o l’interruzione del trattamento possono portare ad iperglicemia e a chetoacidosi diabetica.

Normalmente i primi sintomi di iperglicemia compaiono gradualmente nell’arco di poche ore o giorni. I segni clinici pi comuni di iperglicemia, che compaiono nei casi cronici, sono poliuria, polidipsia e polifagia in combinazione con perdita di peso, condizioni generali scadenti, perdita di pelo o anomalie nel mantello, letargia, nausea e vomito.

Tali segni richiedono la somministrazione di insulina per ripristinare i livelli di glicemia ai valori di riferimento. Si deve evitare l’uso di progestinici in pazienti affetti da diabete mellito. Bisogna fare attenzione all’uso di glucocorticosteroidi.

Come calcolare quante unità di insulina fare?

Seguendo le regole del calcolo del dosaggio, le unità di insulina che derivano da questa correzione di glicemia si otterranno sottraendo l’obiettivo glicemico al valore dello stick glicemico e poi dividendone il risultato per 40 (numero convenzionale detto fattore correttivo).

Quando si fa l’insulina prima o dopo i pasti?

L’insulina: quando? – Portale Diabete

D : Gentile Dottore, desidererei avere un chiarimento in merito alla somministrazione di insulina.Mi spiego meglio. Mi viene somministrata al giorno una dose di Humalag Pen da 5 unità a pranzo e una a cena.Il problema è che non riesco a capire se me la devono somministrare prima o dopo i pasti in quanto i pareri sono discordi. Inoltre mi viene somministrata un’altra dose di Lantus Optiset da 8 unità prima di andare a dormire ed esattamente alle ore 23.

Vorrei chiederLe ancora un’altra cosa: L’insulina va conservata in frigo?.

  • La ringrazio anticipatamente dell’attenzione che vorrà avere per questa mia mail, la ringrazio e attendo una sua risposta.
  • La saluto cordialmente.
  • R : Gent.le signora/e,

Il momento ideale per somministrarsi l’insulina Humalog è immediatamente prima di mangiare. Può andare abbastanza bene anche immediatamente dopo (se il pasto dura meno di 15 minuti). Si possono fare aggiunte immediatamente dopo se ci si accorge durante il pasto di stare mangiando un pò più carboidrati del solito (questo può accadere ad esempio quando si pranza fuori di casa, es al ristorante).

  1. Se preferisce può tenere anche la penna in uso in frigorifero ma è bene toglierla dal frigo almeno un’ ora prima della iniezione perchè iniettarsi insulina fredda non va bene (può essere fastidiosa l’iniezione).
  2. Cordiali Saluti
  3. Milano

Dott. Alberto M. Davalli Diabetologo – Endocrinologo Istituto Scientifico San Raffaele : L’insulina: quando? – Portale Diabete

Quanto tempo deve passare tra un insulina e l’altra?

Entra in azione dopo 10/15 minuti dall’iniezione e raggiunge il picco, ossia l’intervallo tra la somministrazione e il massimo effetto ipoglicemizzante, in 30 minuti circa. Ha una durata d’azione dalle 3 alle 5 ore.

Perché la mattina a digiuno la glicemia è più alta?

L’effetto alba: cos’è? – L’effetto alba consiste in un aumento naturale della glicemia, che si verifica tra le 4 e le 8 del mattino, a causa dei cambiamenti ormonali che preparano il nostro al risveglio e alle varie attività della giornata.1 Non è ancora noto, con certezza, quale sia la relazione tra quegli ormoni e l’aumento del glucosio.

Cosa cucinare ad un cane diabetico?

È perciò consigliato l’utilizzo di cereali come l’orzo, l’avena o il farro, oppure di ‘pseudocereali’ come la quinoa o l’amaranto. Sarebbe, invece, meglio evitare di includere nella dieta alimenti come il riso o le patate, poiché la loro assunzione può indurre un eccessivo aumento della glicemia post-prandiale.

Che succede se si fa troppa insulina?

Sintomi – In generale, l’iperinsulinemia non causa segni e sintomi particolari; quando è particolarmente accentuata può tuttavia associarsi a tremori, sudorazione, letargia, svenimento e coma, tutti sintomi dovuti alla condizione di ipoglicemia reattiva che si viene a creare.

Quanta insulina in base al peso?

Come iniziare la terapia insulinica: non sono i numeri del lotto 1. La terapia insulinica non è semplice da confezionare e va personalizzata. Serve esperienza e conviene che sia impostata da un professionista del ramo anche perché oggi ci sono diversi tipi di insulina con caratteristiche diverse, perché le variabili da considerare sono molte e l’esperienza necessaria tantissima.2.

La terapia insulinica nel diabete tipo 2 ha come scopo la prevenzione delle complicanze mentre nel diabete tipo 1, oltre a prevenire le complicanze, serve ad evitare la morte. Senza insulina nel tipo 1 c’è la morte in pochi giorni.3. L’inizio della terapia insulinica nel diabete tipo 1 è quasi sempre emergenza per far vivere il paziente.

L’inizio della terapia insulinica nel diabete tipo 2 è quasi sempre una opportunità per migliorare il controllo glicemico.4. Nel diabete tipo 1 non c’è alternativa alla terapia insulinica. Nel diabete tipo 2 la terapia insulinica oggi ha molte alternative, anche se in non pochi casi è necessaria.5.

La terapia insulinica nel diabete tipo 2 è spesso condotta con la sola insulina lenta o ultralenta (basale). Nel diabete tipo 1 serve anche l’insulina rapida per i pasti (prandiale).6. L’inizio della terapia insulinica nel diabete tipo 2 quasi sempre consiste nell’aggiungere insulina basale a farmaci non insulinici.

Cioè 1 iniezione al giorno. In certi casi il grado di scompenso è tale che si imposta uno schema con più iniezioni di insulina alla diagnosi o successivamente. In non pochi casi di diabete tipo 2 la terapia insulinica può essere semplificata (da più iniezioni a una sola iniezione) o sospesa, per essere sostituita da farmaci non insulinici.7.

L’inizio della terapia insulinica nel diabete tipo 1 prevede sempre 4 iniezioni, una di basale e 3 di prandiali (schema basal-bolus). Questa terapia non può essere sospesa ma può essere sostituita dalla terapia con microinfusore o, in casi selezionatissimi e ancora in via sperimentale, dal trapianto di pancreas o di isole pancreatiche.8.

La prospettiva, salvo casi particolari di diabete tipo 2, è di fare insulina per il resto della vita e non c’è fretta nel trovare immediatamente il controllo ottimale. Per questo motivo e per evitare ipoglicemie si procede con prudenza, aumentando progressivamente le dosi.9.

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Nell’adulto con diabete tipo 2 una dose ragionevole di insulina basale per iniziare è di 0.15-0.30 unità per kg (dipende dalla glicemia media, dalla terapia concomitante, dall’obiettivo da raggiungere, ecc). Nel diabete tipo 1 in genere si inizia con dosi più basse (0.10-0.20 unità per kg). In entrambi i tipi di diabete si procederà poi ad aggiustare la dose ogni 3-4 giorni.

La quantità di insulina basale a regime a volte diventa 3-5 volte più alta di quella iniziale (0.40-1.0 unità per kg).10. Le dosi di insulina prandiale per iniziare variano da 0.05 a 0.15 unità per kg per ogni pasto, tenendo conto dei carboidrati dello schema alimentare (quantità, tipologia, ecc), dell’attività fisica, dei livelli di glicemia e degli obiettivi da raggiungere.

  1. Le dosi andranno poi aggiustate in base all’andamento delle glicemie.
  2. Anche in questo caso la dose di insulina prandiale a regime può salire di 3-5 volte (o più) rispetto a quella iniziale.11.
  3. Idealmente tutti i diabetici tipo 1 e tutti i diabetici tipo 2 in trattamento con lo schema basal-bolus dovrebbero imparare la conta dei carboidrati ed essere istruiti a modulare la dose di insulina in funzione dei carboidrati del singolo pasto.

Se non viene applicata la conta dei carboidrati almeno dovrebbe esserci molta riproducibilità nel contenuto dei carboidrati nei vari pasti (es.50 g a colazione, 80 g a pranzo, 70 g a cena) e una capacità di operare aggiustamenti di minima delle dosi di insulina prandiale (1-2 unità in meno o in più del previsto a seconda della glicemia prima del singolo pasto).12.

Tutti i pazienti in terapia insulinica dovrebbero avere grande abilità nella tecnica di iniettare l’insulina e un massimo scrupolo nel ruotare le zone di iniezione.La terapia insulinica è faccenda per esperti. E i massimi esperti sono i diabetologi e le persone con diabete tipo 1 che hanno imparato a gestire con abilità la propria terapia.

Prescrivere l’insulina ad un diabetico non assomiglia per niente alle estrazioni del lotto. Di lotto non si muore, di iperglicemia e di ipoglicemia si può morire.

Prof. Enzo BonoraDirettore UOC Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona

: Come iniziare la terapia insulinica: non sono i numeri del lotto

Quanto abbassa la glicemia 1 unità di insulina?

1 unità di insulina abbasserà la glicemia di circa 60 mg/dl. diabetologico. sensibilità insulinica e l’obiettivo glicemico.

Quali sono i cibi da evitare con la glicemia alta?

Cosa NON Mangiare –

Cibi ipercalorici, soprattutto confezionati, fast-food, dolciumi e altri ” cibi spazzatura “. Porzioni eccessive di alimenti a prevalenza di carboidrati ( pizza, pane, pasta, patate ecc). Alimenti ad alto indice glicemico (cereali raffinati e bolliti, crosta del pane, succo di frutta molto dolce, snack dolci ecc). Pasti troppo abbondanti. Pasti totalmente dissociati (solo a base di carboidrati, solo a base di grassi, solo a base di proteine ). SOLO alimenti proteici o ricchi di grassi; alcuni sono portati a credere che per curare la glicemia alta sia necessario eliminare i carboidrati. Se è vero che questa scelta faciliterebbe la diminuzione della glicemia, è altrettanto vero che la glicemia alta cronica può intaccare la funzionalità di certi organi e comprometterne la funzionalità. Nel diabetico scompensato da glicemia alta, talvolta i reni non riescono a sopportare l’ eccesso di proteine e corpi chetonici, Birra, bevande zuccherate e liquori dolci. Cibi ricchi di grassi cattivi, ovvero:

Lipidi saturi : contenuti principalmente nei formaggi grassi, panna, tagli grassi di carne, insaccati e salumi, hamburger, wurstel, oli bifrazionati ( palmisto, palma ecc). Lipidi idrogenati e soprattutto in conformazione trans : contenuti principalmente in oli idrogenati, margarine, snack dolci, snack salati, prodotti da forno confezionati ecc.

Mangiare cibi poveri o impoveriti di antiossidanti vitaminici e polifenolici:

Solo vegetali cotti. Solo vegetali conservati (in scatola, secchi, sotto sale, sottaceto, sottolio ecc).

Come calcolare il fabbisogno giornaliero di insulina?

Fabbisogno insulinico giornaliero

  • D : Egregio Professore,
  • Come si determina il fabbisogno complessivo di insulina di un organismo umano sano che segue un corretto stile di vita?
  • In sostanza, sono diabetico (insulino dipendente) da 10 anni (perciò il mio pancreas non dovrebbe produrre una quantità significativa di insulina) e vorrei capire se le unità di insulina che inietto nell’arco della giornata sono troppe, sono inferiori o sono in media con l’insulina che un pancreas sano produce nell’arco della giornata in una persona che segue uno stile di vita corretto.
  • Inoltre mi chiedevo se l’insulina secreta da un pancreas di una persona sana agisce sempre con una stessa velocità, oppure se la sua modalità/velocità di azione varia in base alle circostanze (agirà come una rapida nel caso dell’ingestione di carboidrati semplici, agirà come una intermedia nel caso dell’ingestione di grassi, agirà co me la lantus in caso di digiuno)?
  • Le sono grato per l’attenzione
  • Distinti Saluti

M.B.

R : Gent.le Signore, il fabbisogno insulinico giornaliero è molto variabile da individuo ad individuo. I fattori più importanti in gioco sono l’età, il peso, lo stato nutrizionale e l’attività fisica. Fisiologicamente, l’insulina secreta dalle cellule beta è di un solo tipo (rapido); è il tipo di secrezione (costitutiva vs stimolata) che ne caratterizza l’effetto lento piuttosto che rapido. La secrezione costitutiva è la secrezione di insulina che avviene indipendentemente dalla assunzione di cibo. E’ una secrezione costante di insulina che mantiene livelli stabili di insulina indipendentemente dai pasti. Questo tipo di secrezione è responsabile del mantenimento di valori di glucosio normali a digiuno (prima dei pasti). La secrezione stimolata è l’aumento brusco della secrezione in risposta ai pasti. Ciò che determina la secrezione insulinica stimolata è sostanzialmente il livello di glucosio e di alcuni aminoacidi ma non quello dei grassi. In un individuo “normale” (di età media di circa 70 Kg e con un indice di massa corporea nella norma) la secrezione costitutiva può variare da 0.5 ad 1 unità / ora (quindi ad un totale di 12-24 unità al giorno). A questa si deve aggiungere la secrezione stimolata che è molto variabile perché dipende dalle abitudini alimentari. Se proprio vuole dei numeri diciamo che l’ammontare della secrezione stimolata (per un soggetto normale) può variare da 10- 15 a 25-30 unità al giorno.

  1. In conclusione sommando secrezione costitutiva a secrezione stimolata, in un soggetto normale l’insulina secreta può variare da 20- 25 a 45-55 unità al giorno. Tuttavia, in un individuo insulino-resistente, il fabbisogno insulinico può essere anche molto maggiore
  2. Spero di essere stato chiaro,
  3. Cordialmente.
Dott. Alberto M. Davalli Diabetologo – Endocrinologo Istituto Scientifico H San Raffaele Milano

Fabbisogno insulinico giornaliero