Il Mio Cane Impazzisce Quando Vede Altri Cani
Può capitare che il cane con cui conviviamo piagnucoli ogni volta che, durante una normale passeggiata, incontra un altro cane. I motivi alla base di questo comportamento possono essere diversi e riconducibili ad ansia o stress, eccitazione, paura, rinforzo positivo o tentativo di pacificazione.

Perché il mio cane non sopporta gli altri cani?

Cause dell’aggressività del tuo cane – Quali sono le principali cause dell’aggressività? Premesso che, come scritto sopra, tutti i cani sono differenti l’uno dall’altro per cui hanno un diverso carattere ed è difficile dare dei consigli specifici che possano essere adatti a qualsiasi cane.

Inoltre, per cani con grossi problemi di aggressività è necessario farsi aiutare da un professionista del settore. Il cane discende dal lupo e per sua natura vive in branco, proprio come lui. Esattamente come il suo antenato a volte il conflitto può nascere per rapporti gerarchici per cui ognuno cerca di prevalere sull’altro.

In alcune razze questo aspetto del capobranco è più accentuato anche se per molti il ” cane alpha ” non ha bisogno di essere aggressivo per esercitare il suo ruolo nel branco al contrario, sono la calma interiore e la sicurezza ad indicare il suo carattere dominante.

Quasi sempre quindi la causa dell’eccessiva aggressività del cane nasce da come ha vissuto il suo primo anno di vita e se ci sono stati particolari episodi che possono aver traumatizzato il cucciolo. Altra causa di conflitto con gli altri cani può essere che il tuo pet percepisca il dovere di difenderti dagli altri cani, che vede come rivali, minacce per il suo cibo (anche nel caso di cani che convivono in casa) e il luogo che ama (l’area cani o il parco dove andate sempre nel tempo libero).

A volte invece il problema non dipende dall’altro cane bensì dal comportamento del padrone: una delle cause più frequenti dell’aggressività è l’insicurezza stessa di chi lo porta al guinzaglio. Il cane penserà quindi di doverti difendere e proteggere.

Come comportarsi con il cane quando se ne incontra un altro?

Come fare? – Per iniziare, come regola generale, il cane andrebbe, se possibile, tenuto internamente (es: su un marciapiede tenuto dal lato del muro o delle macchine parcheggiate e noi all’esterno). Camminando in questo modo abbiamo l’opportunità di interporci fra il cane e i vari stimoli senza creare tensioni.

Lo deresponsabilizziamo, di fatto, sulla “gestione” degli incontri, trovandoci noi in prima posizione. E’ importante camminare in modo rilassato, tenendo il guinzaglio lento, senza tensione. Se si scorge un altro cane bisogna restare tranquilli, e camminare esattamente come prima. Cambiamo strada se sappiamo che al nostro cane non fanno piacere questi incontri ravvicinati.

Rispettiamo quella che lui considera distanza di sicurezza, e allontaniamoci per quanto possibile. Il nostro obiettivo è quello di comunicare al nostro cane rilassatezza e indifferenza sulla situazione. In linea di massima gli incontri al guinzaglio sarebbero da evitare assolutamente, dal momento che i cani legati sono sempre limitati nei movimenti e per di più non sono in grado di poter scegliere le distanze da tenere con gli altri.

Perché il mio cane abbaia quando vede gli altri cani?

Perché il cane abbaia se vede un simile? – Quasi sicuramente un cane abbaia per via dell’emotività legata all’incontro, È una reazione che capita più spesso ai cani “figli unici”, che non sono abituati alla presenza di altri simili e che escono di rado.

Come evitare che i cani si azzuffano?

Agitarsi e mettersi a gridare è controproducente, e non fa altro che eccitare ancora di più i cani. Se si vuole intervenire per cercare di interrompere lo scontro, la cosa migliore è fare qualcosa di ‘spiazzante’ per il nostro cane. Ad esempio tirarlo per la coda o sollevarlo per le zampe dietro.

Come faccio a far socializzare il mio cane?

10 consigli per far socializzare il cane –

Fissa chiaramente ciò che stai cercando di ottenere.  Far socializzare un cucciolo significa insegnargli che la vita è divertente e sicura. Se qualcosa è spaventoso o terrorizzante, questa non è socializzazione – in effetti stai insegnando al tuo cucciolo tutto il contrario e rischi di creare le stesse paure che stai cercando di evitare. L’esperienza deve essere qualcosa di gratificante, con tanti giochi e premi per lui. Fai un elenco di tutte le cose che incidono sulla nuova vita del tuo cucciolo.  Includi tutte le cose che vedrà, ascolterà e sperimenterà, a casa e fuori. Sii il più creativo possibile. Quindi dai al tuo cucciolo la possibilità di confrontarsi con queste cose in modo sicuro e positivo in diverse occasioni. Inizia tenendolo a distanza dalle cose e ricompensalo per averle ignorate. Successivamente, in modo graduale, potete avventurarvi un po’ più vicino. L’obiettivo della socializzazione è insegnare al cucciolo che le persone, gli altri cani e situazioni diverse sono cose sicure e persino divertenti. Puoi farlo solo presentandoli in modo che lui non si senta minacciato. Non lasciare mai che il tuo cucciolo si spaventi o si senta sopraffatto:  lascia che mantenga le distanze e si avvicini alle cose, con i suoi tempi,  quando si sente pronto. Non forzare mai le interazioni e  lascia sempre al cucciolo una via di fuga. Presenta il tuo cucciolo a molte persone diverse sia in casa che fuori, e anche ad altri cani che sai essere amichevoli. Ma ricorda: l’obiettivo è che il tuo cucciolo sia felice con gli altri cani, non che scappi per andare a giocare con il primo cane che vede! Utilizza un’app audio o qualcosa di simile per riprodurre i rumori imprevisti  (fuochi d’artificio, temporali, tuoni ecc.), per prevenire un’eccessiva sensibilità al rumore. Tieni il volume basso e usala mentre il cane sta facendo cose divertenti come mangiare o giocare. Partecipa  insieme al tuo cucciolo a  un buon corso di educazione, in modo che possa imparare a prestarti attenzione quando ci sono altri cani in giro e anche a fare esperienza con cani e persone diverse. Fai amicizia con i proprietari dei cani  che sono simpatici al tuo cucciolo e con cui lui ama giocare. I cani adulti sono ottimi amici e insegnanti perfetti per i cuccioli giovani. Continua la socializzazione del tuo cucciolo fino a quando non sarà adulto. Attraverserà periodi in cui sembrerà molto più sicuro e altre volte in cui ti sembrerà insolitamente diffidente o pauroso. Sii sensibile a questi momenti poiché il cucciolo ha bisogno di tutto il tuo sostegno. Rendi la socializzazione del tuo cucciolo qualcosa di divertente.  Per te e per lui!

Cosa fare se il cane abbaia a tutti?

La cosa migliore, è ignorare completamente tutte le occasioni in cui il nostro amico pelosone abbaia. Inoltre, può essere difficile in alcuni casi, ma se ne avete la possibilità è la cosa migliore da fare, voltategli la schiena.

Cosa vuol dire quando i cani abbaiano tutti insieme?

Domanda di: Sirio Leone | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5 ( 72 voti ) Come abbiamo scritto, il motivo scatenante può essere il passaggio di un altro cane nei pressi del proprio territorio e qui, a generare l’abbaio di tutti, è proprio un allarme legato alla motivazione territoriale, ovvero il piacere e il bisogno di salvaguardare la sicurezza dei propri spazi.

Quando il cane è dominante?

Il cane dominante E’ caratterizzata da: orecchie dritte in avanti, coda tenuta in vista, ben in alto, ad angolo retto rispetto al corpo, il corpo è rigido, duro, ben piantato a terra.

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Come gestire la gelosia del cane?

Socializzazione – È poi importante renderlo partecipe in attività che riguardano il rivale, trasformandole in gioco, così che non si senta escluso e si senta anzi invogliato a prendervi parte. Educare il cane fin da cucciolo a socializzare con altri cani e con le persone, insegnandogli anche a condividere i suoi giochi e le sue cose, può essere sicuramente un aiuto al fine di evitare per quanto possibile che successivamente metta in atto comportamenti dettati dalla gelosia. Crediamo davvero che “Insieme è Meglio”. Per questo ti offriamo idee, supporto e tanti consigli per prenderti cura della relazione con il tuo pet in ogni fase della sua vita. Iscriviti per riceverli! Consigli e articoli specifici per le esigenze del tuo pet. Contenuti pensati dal nostro team di esperti. Iscriviti alla nostra newsletter : Cane geloso: cause e consigli per risolverla

Quando ignorare il cane?

Quando ignorare il comportamento sbagliato del proprio cane è di aiuto e quando no! Questo articolo avrei voluto scriverlo io, ma lo ha fatto talmente bene Fabiana Buonumore che faccio prima e meglio a proporvi direttamente il suo!Questa è una problematica che sento fin troppo spesso causa la possibilità che viene data a chiunque di dire la sua sull’argomento(i leoni da tastiera orami sono ovunque).

Di fatto oggi giorno basta pagare una certa cifra(in alcuni casi davvero irrisoria)per avere un pezzo di carta e poter andare in giro a dire di essere educatori o addestratori cinofili, avendo avuto, bene che va, un cane in tutta la propria vita e magari anche male educatoe da questo modo di fare negli ultimi anni sta nascendo ben più di un problema!Buona lettura!! di FABIANA BUONCUORE – Tra gli educatori/addestratori “freschi di accademia”, che magari non avevano mai respirato cinofilia prima di frequentare il corso, è molto diffusa l’abitudine di adottare un singolo metodo, universale, e tentare di applicare quel modello a qualsiasi cane, convincendosi poi che i cani che non rispondono a determinate tecniche sono quelli difficili, irrecuperabili, da cui non si può cavar nulla.

Errore nell’errore è, poi, imparare una tecnica utile solo in determinate circostanze, vedere che funziona e convincersi che sia applicabile non solo a tutti i cani, ma anche a tutte le altre circostanze. In questo caso specifico parlo di un consiglio che ho sentito ripetere un’infinità di volte, sui social o dal vivo: ovvero l’ignorare il cane quando si comporta male.

  • Ecco perché ho sentito la necessità di fare chiarezza in merito: sono sempre di più le persone che pensano (o forse sperano) che questo semplicissimo metodo sia la risposta magica a tutti i problemi comportamentali.
  • Innanzitutto, vediamo prima quando e perché questo metodo funziona, perché è davvero una tattica semplice da applicare e che risolve molti problemini comportamentali diffusi.

Il cane che salta addosso alle persone, che abbaia insistentemente quando è chiuso in trasportino e vuole raggiungerci, che ci porta ossessivamente la ciotola per mangiare, o la corda per giocare al tira e molla, sono gli esempi più comuni. Che cosa hanno in comune? Sono tutte richieste di attenzioni, anzi, pretese, per cui il cane la ragiona pressappoco così: “voglio quella cosa e me la prendo”, dove “quella cosa” sono appunto carezze, contatto, cibo, gioco.

In questi casi “ignorare” è sicuramente meglio di rimproverare, perchè per il cane anche il rimproverò sarà un’attenzione ricevuta, ovvero quello che stava cercando: avrete sicuramente notato che un cane che vi salta addosso, a cui magari dite “no, no” spingendolo via, difficilmente cessa il comportamento.

Così come il cane che sta abbaiando per ricevere attenzione, se gli si “urla contro” (“silenzio! zitto! PIANTALA!”) sarà ben contento di aver ottenuto quello che voleva e magari abbaierà ancora più forte. Siccome però, per quanto il termine “gerarchia” sia diventato una parolaccia in moltissime scuole, quasi tutti gli addetti ai lavori concordano sul fatto che il cane non dovrebbe pretendere ed ottenere tutto ciò che gli pare se il suo umano non è d’accordo, chiaramente la scelta migliore è, in questi casi, ignorare il comportamento del cane: per natura, infatti, il cane tende ad andare a “risparmio energetico” come tutti i predatori, per cui ogni comportamento che procura un vantaggio di qualche tipo, anche solo una volta su cinque, tenderà ad essere riproposto nella speranza di ottenere ancora quel vantaggio.

Una curiosità: la sequenza di caccia è, invece, l’unico comportamento che in natura il cane ripeterà all’infinito anche se fallisce sempre, trovando autogratificante la caccia stessa, e non solo l’obiettivo finale. Questo è uno stratagemma adottato da Madre Natura per far sì che il predatore non smetta mai di procacciarsi il cibo, altrimenti dopo i primi fallimenti morirebbe di fame desistendo.) Ecco perché serve sempre la massima coerenza da parte di tutta la famiglia: il cane mi salta addosso per avere attenzioni? Se io divento una statua di sale, lo ignoro, gli do le spalle ogni volta che ci prova, prima o poi si fermerà un attimo a terra in attesa di capire come mai non riesce a ottenere cosa vuole; a quel punto lo premierò abbassandomi a riempirlo di coccole e attenzioni, così che capisca che le può ricevere solo se sta tranquillo con le zampe a terra.

Se però io faccio questo esercizio ogni giorno quando rientro in casa per non sporcarmi i vestiti, ma non quando rientro dopo un po’ di giardinaggio perché tanto ho i vestiti già sporchi, il mio cane non capirà la differenza, per cui imparerà che almeno una volta ogni tanto il suo saltare addosso produce un risultato, e per lui sarà molto più difficile eliminare il comportamento.

Lo stesso vale per l’abbaio in trasportino, per il quale ignorare il cane significa non solo non aprirgli lo sportello, ma anche non avvicinarci al trasportino finché il cane non avrà cessato l’abbaio, per poi agire quando si calma (anche se qui starebbe a noi giungere a chiudere il cane in gabbia per gradi, e non da un giorno all’altro, facendogli conoscere il trasportino un po’ per volta con un’abituazione graduale, in modo da ridurre al minimo la possibilità che il cane, una volta rinchiuso, si metta ad abbaiare disperato); anche sulla richiesta di cibo e gioco possiamo agire così, ignorando l’atteggiamento insistente per poi concedere la risorsa desiderata quando il cane ha rinunciato, meglio se chiedendogli prima di fare un lavoro (basta un banalissimo “seduto” o “terra”).

Sull’acqua, invece, è difficile che il cane pretenda per capriccio, per cui personalmente accontento sempre i miei cani che “chiedono di bere” facendo rumore con la ciotola o mettendoci la zampa dentro. Insomma, in sintesi: il cane vuole qualcosa DA NOI, e per ottenerla mette in atto comportamenti indesiderati? Noi siamo la fonte del desiderio, per cui ignorare l’atteggiamento del cane ci dà il potere di farlo estinguere spontaneamente.

  • Quando, allora, ignorare il cane non solo non serve, ma diventa addirittura controproducente ? In tutte quelle circostanze nelle quali, ahimé, il cane sta facendo qualcosa che lo gratifica fortemente e per la quale non gliene può fregar di meno di noi, in quel preciso momento.
  • Sì, ci ama, sì, ci adora, ma quella cosa lì è talmente figa che in quel momento gli sta benissimo farla senza ricercare la nostra approvazione.

Qualche esempio? Masticare il tappeto/le scarpe da trecento euro/il sacco della spazzatura è divertente. Scavare in giardino o nei vasi è divertente. Rubare il cibo dal frigo o dalla dispensa rimasti aperti è divertente. Morderci le mani è divertente. In tutti questi casi potrete ignorare il cane e disapprovarlo fortemente quanto volete, ma lui continuerà bellamente a divertirsi facendo ciò che lo sta già gratificando, e non gliene importerà proprio nulla della vostra attenzione in quel momento, semplicemente perché non è ciò che sta cercando di ottenere.

  • In questi casi, per quanto la cosa possa farvi inorridire, bisogna intervenire con una punizione.
  • Per i cani più sensibili la punizione non deve essere necessariamente fisica: basta un “no!”, se il cane lo conosce, o comunque un urlaccio, e questo capirà immediatamente.
  • Se invece abbiamo un cane di maggiore tempra possiamo addirittura sbilanciarci in una punizione fisica: alcuni preferiscono il giornale arrotolato, perché fa rumore e non fa male; io, sarà che ho un tipo di cane che si gira, ti strappa di mano il giornale, lo fa a coriandoli e poi riprende la sua opera di distruzione, sono più per il sano, vecchio “pattone sul sedere”.
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Rapido e in realtà quasi indolore ( totalmente indolore nel caso di alcune tipologie canine), ha più che altro un impatto emotivo sul cane, che in quel momento vi legge la vostra disapprovazione (che volete farci, a volte guardarlo storto non basta) e capisce che “quella cosa lì”, per quanto divertente, non piace alla mamma/al papà.

Punizione molto più subdola è invece l’isolamento sociale: prendere il cane e chiuderlo in una stanza da solo ci sembrerà una punizione non-violenta e pertanto decisamente preferibile al “barbaro pattone”, ma è in realtà molto più insidiosa, perché per il cane è mille volte peggio essere escluso dal branco che prendersi un colpetto su una chiappa (pensate a quante craniate dà nel corso della sua vita al termosifone per raccogliere la pallina che vi è finita sotto, uscendone senza fare una piega, e capirete quanto sia diversa l’idea del dolore che ha il cane rispetto alla nostra).

L’isolamento sociale personalmente l’ho usato in pochissime occasioni: quando i miei cani si sono menati tra loro e quando hanno cercato di suicidarsi in qualche modo, attuando comportamenti pericolosi per loro stessi. È una punizione brutta-brutta, che serve a punire i reati più gravi.

Ma con cani di quel calibro qualsiasi punizione ha poco valore, proprio perché dell’approvazione di mamma/papà, a loro, non frega un benemerito cavolo.Tornando a noi, in sintesi: ignorare il cane che si comporta nel modo sbagliato serve solo se quell’atteggiamento vuole stimolarci ad elargire al cane una risorsa (che può anche consistere in semplici attenzioni); non funzionerà, invece, sui comportamenti autogratificanti,

: Quando ignorare il comportamento sbagliato del proprio cane è di aiuto e quando no!

Perché i cani abbaiano ad alcune persone e ad altre no?

Domanda di: Olo Caputo | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5 ( 26 voti ) Può essere dovuto a determinati odori, al modo in cui quella persona cammina, al modo in cui quest’ultima si esprime, alla sua espressione corporale», sottolinea Vázquez.

Perché i cani abbaiano nel nulla?

Abbaiano anche per dirci come stanno – L’abbaio è sempre uno strumento comunicativo, questo significa che in ogni caso, il cane sta effettivamente dicendo qualcosa e, spesso, siamo noi a non poter o non riuscire a comprendere il significato. Oltre alle motivazioni ambientali e alle richieste verso il pet mate, il cane utilizza questo metodo anche per comunicare un particolare stato d’animo,

Come dividere due cani che si azzannano?

Cosa fare per dividere due cani che litigano – Vediamo ora come comportarci se invece raggiungiamo comunque una situazione di conflitto. Prima di tutto (anche se è difficile) restate lucidi, mantenete la calma e provate a contare fino a 3 senza intervenire,

In molti casi, nel breve tempo in cui noi ci impegniamo a restare razionali, i cani hanno già smesso di attaccarsi. Se al termine di questo momento uno dei cani ha afferrato l’altro, la situazione si fa più complessa anche per voi che sarete chiamati a mantenere ancora la calma per evitare di diventare le vittime dell’aggressione.

Prima di separarli, quindi, sarebbe importante verificare che abbiano mollato la presa, per poi afferrare il cane autore dell’aggressione per la pettorina o il collare ( in una zona che gli impedisca di raggiungere la vostra mano con il morso ). Un fattore che potrebbe aiutarvi, ricordando però che ogni situazione è differente e non esiste una soluzione univoca, è avere con voi dell’acqua da lanciare sui cani prima di separarli.

Il breve attimo di stop, dato dalla disattenzione causata dall’arrivo del getto, vi permetterà di avere tempo a disposizione per mettere le mani con sicurezza sul cane, Il migliore consiglio che si possa dare è quello della prevenzione: conoscere il vostro cane vi aiuta a prevedere le situazioni da evitare.

Aiutatelo inoltre a vivere il più possibile con serenità il suo rapporto con gli altri cani in ogni fase della vita, per poter così avere la certezza di aver fatto del vostro meglio per ridurre al minimo il rischio.

Come capire se il mio cane è geloso?

QUINDI I CANI SONO GELOSI? –

  1. I risultati sono stati chiari: i cani hanno mostrato un’evidente gelosia quando i pet-owner li ignoravano per interagire con il cane finto, che entrava in azione scodinzolando e abbaiando, e in misura molto minore erano infastiditi dall’interazione dei proprietari con gli altri oggetti.
  2. Nello specifico, i comportamenti manifestati sono stati tentativi di interporsi tra il padrone e il “rivale”, contatti o spinte al proprietario o all’oggetto per richiamare l’attenzione del proprietario; alcuni animali sono arrivati ad attaccare il rivale.
  3. Dal presente studio è emerso che i cani mostravano un comportamento geloso soprattutto quando i loro proprietari interagivano in modo affettuoso con il cane finto rispetto agli altri oggetti.
  4. Secondo gli studiosi, dunque, questa ricerca supporta l’ipotesi che la gelosia abbia una forma primordiale che non esiste solo nei neonati umani, come è stato visto in alcuni studi, ma anche nel cane.
  5. I cani gelosi manifestano evidenti : abbaiano, ringhiano, muovono la coda in modo agitato, si interpongono tra il padrone e il rivale e mostrano evidenti segni di agitazione.

La gelosia dei cani scaturirebbe dal ruolo rilevante che essi attribuiscono al partner umano con cui hanno una relazione. Quindi tali comportamenti potrebbero essere riconducibili al concetto che già Darwin aveva espresso: conservare la relazione. Secondo l’etologa Isabella Lattes Coifmann alcune specie di animali sarebbero gelose per una motivazione del tutto comprensibile: il successo riproduttivo.

Come abituare il cane a stare con altre persone?

Prendi in considerazione di inserirlo in nuovi contesti sociali che lo mettano in contatto con nuove persone in modo positivo e sereno. Tra queste per esempio includi il medico veterinario, i ciclisti o altre persone che il tuo cucciolo potrebbe non essere abituato a vedere.

Quanto deve socializzare un cane?

Periodo di socializzazione: 2° e 3° mese di vita. di Eleonora Mentaschi Articolo apparso sulla rivista “Il Mio Cane” Vietata la riproduzione parziale o totale del testo I primi tre mesi di vita del cane sono assolutamente determinanti. Le indagini scientifiche degli ultimi cinquanta anni hanno rivelato che sono soprattutto il secondo ed il terzo mese di vita a incidere profondamente sullo sviluppo psichico e comportamentale del cane. Dalla quarta settimana di vita il ruolo della madre e dei fratelli diventa determinate! La madre, infatti, insegnerà ai piccoli a controllare il morso e la stretta mandibolare (” inibizione del morso “) e quindi a giocare senza stringere eccessivamente.

  1. In pratica, già dalla terza settimana, i fratellini iniziano a giocare tra di loro, ma ancora non sanno quanto i loro dentini aguzzi possano essere affilati e quanto forte sia la loro mandibola.
  2. Ecco che allora un piccolo morde il fratello facendolo piangere.
  3. Talvolta i versi del fratello sono sufficienti per interrompere il comportamento, ma molto più spesso i versi acuti stimolano ancora di più la presa.

A questo punto la madre interviene. Essa si avvicina e punisce il cucciolo aggressore mettendolo a pancia all’aria e stringendo lievemente il suo musetto. Dopo due o tre volte il giovane cane imparerà che è conveniente evitare di stringe troppo e provocare dolore al suo compagno di giochi, che deve quindi calibrare e controllare il morso, altrimenti la madre arriverà e lo punirà.

  1. E’ quindi la madre ad insegnare ai cani l’inibizione del morso.
  2. Quando ciò non accade, magari perché separati troppo presto dalla cagna o perché questa non si occupa correttamente dei figli (vedi primipara), i cani potranno poi giocare con i proprietari o con i propri simili senza rendersi conto di stringere troppo e provocare dolore: in un cane adulto di grossa mole, questo può divenire un comportamento molto pericoloso e difficile da gestire.

La madre, inoltre, insegna ai piccoli cosa significhi il ringhio e la “gerarchizzazione alimentare” (rispettare l’ordine gerarchico per accedere al cibo). Immaginiamo che un cucciolo si avvicini alla madre quando lei sta mangiando. Visto che ora è grande, non può certo permettersi di rubarle il cibo dalla ciotola: è una questione di regole e di gerarchia, i superiori vanno rispettati e saranno loro i primi a cibarsi, mentre i sottomessi devono attendere lontano il loro turno.

La cagna allora emetterà un ringhio, ma il piccolo ancora non sa cosa significhi questo segnale vocale e continuerà ad avvicinarsi, imperterrito.ma verrà punito da lei con i corretti segnali. Un altro aspetto fondamentale è che la calma ed il controllo vengono sempre appresi grazie agli atteggiamenti materni: mano a mano che crescono i cuccioli divengono sempre più intraprendenti ed esigenti e, talvolta, fin troppo insistenti con lei, che appoggiando la zampa sulla loro schiena ed emettendo un basso ringhio, li porta a fermarsi e controllarsi.

Se questo non accade potrebbero diventare adulti iperattivi, difficili da gestire e da controllare da parte dei futuri proprietari. Il gioco con i fratelli è ormai un’attività intensa. Anche se non sembra, è proprio giocando che imparano tutti quei comportamenti ed atteggiamenti che saranno poi indispensabili da adulti: la monta, la caccia, l’agguato, l’uso della coda, della bocca, etc.

  1. Il gioco, si dice, “è palestra di vita” e se manca (cuccioli orfani e/o isolati dai cospecifici) le conseguenze sono, purtroppo, evidenti.
  2. Cuccioli svezzati precocemente e allontanati dai fratelli prima della fine di questo periodo, da adulti possono avere problemi di socializzazione con i loro cospecifici (9).
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Saranno soggetti troppo orientati verso le persone, con difficoltà a giocare con altri cani (4).L’interesse verso il mondo esterno aumenta progressivamente: prima è rivolto verso gli altri cani, poi verso le persone e successivamente verso i nuovi oggetti e ambienti (2).

Le scoperte di Scott et al., di cui abbiamo già parlato, portarono a definire i periodi di sviluppo del cane: 1. Dalle 3 alle 8 settimane: i cani imparano meglio ad interagire con altri cani (socializzazione primaria intraspecifica)2. Dalle 5-8 fino alle 12 settimane: i cani imparano meglio ad interagire con le persone e le altre specie animali (socializzazione secondaria interspecifica)3.

Dalle 5-12 fino alle 16: i cani esplorano i nuovi ambienti in modo formidabile Gli altri cani dovrebbero essere conosciuti fin dalle 3/5 settimane di vita. Essi sono indispensabili per permettere ai giovani soggetti di confrontarsi con molti elementi sociali ed imparare quindi a interagire nel modo giusto con i propri simili, di ogni razza e dimensione essi siano.

Per un bassotto può essere complesso comprendere i messaggi inviati da un San Bernardo, anche solo per la diversa tonalità dell’abbaio o del ringhio, oppure comunicare con cani a cui sono state amputate la coda e le orecchie (considerando che queste parti del corpo sono essenziali per decifrare i messaggi dell’altro).

E’ quindi importante mettere il cucciolo a contatto con più cani possibili, Se non è vaccinato è possibile farlo comunque con quelli che sono regolarmente vaccinati.Affinché il cane diventi un buon animale da compagnia deve assolutamente imparare ora ad interagire con gli esseri umani e con gli altri animali che vivranno con lui.

  1. Tre mesi può essere fissato come limite massimo per la socializzazione spontanea del cane con un’altra specie.
  2. Questo attaccamento o socializzazione interspecifica non ha le stesse caratteristiche dell’identificazione di specie: la socializzazione interspecifica (con specie diverse) richiede molta più fatica di quella intraspecifica, sono indispensabili rinforzi perché permanga e non è generalizzata a tutti gli individui della specie ma è limitato alle caratteristiche individuali (uomo, donna, bambino, bianco, nero, con barba etc).Se, ad esempio, il giovane cane in questo periodo non vede bambini potrebbe poi non comprendere che rientrano sempre nell’insieme “esseri umani”.

Diciamo che, per formarsi un’immagine corretta dell’insieme “esseri umani”, dovrà vedere ed interagire con moltissime persone diverse, di tutte le età, con cappello, bastone, alte e basse, uomini e donne, etcDa tutto ciò deriva l’importanza di far vivere al piccolo tante e diverse esperienze, sempre rispettando i suoi tempi e le sue reazioni (se fosse eccessivamente spaventato o stressato è meglio interrompere e chiedere consiglio ad un esperto).

  1. L’ultimo aspetto è quello dell’abitudine a luoghi, odori e rumori differenti,
  2. E’ infatti proprio nella fase di socializzazione che i piccoli si adattano a tanti ambienti ed imparano a non temere quelli che scoprono.
  3. Un cucciolo cresciuto in campagna fino ai 3 mesi di vita, avrà grandi, se non immense, difficoltà ad adattarsi alla vita in città e potrebbe mostrarsi fobico dei rumori, delle macchine, dell’asfalto a tal punto da non voler neanche uscire di casa.

Questo accade proprio perché non si è considerata la socializzazione ambientale: chi li ha allevati fino ai tre mesi avrebbe dovuto portarli a scoprire luoghi diversi da quelli in cui sono nati, farli annusare odori ed udire tanti rumori. L’ideale sarebbe portarli in città ed in campagna almeno una volta, in stazione, sulla macchina o sui mezzi pubblici, etc.

  • Naturalmente stando sempre attenti a non esagerare al punto da creare stress.
  • Solo così diventeranno poi cani tranquilli ed in grado di ambientarsi ovunque.
  • La fase della Socializzazione coincide con l’inizio dell’ imprinting, fenomeno ben descritto da Konrad Lorenz (10).
  • Questo tipo di apprendimento è importante affinché il cucciolo capisca di appartenere alla specie canina: egli, infatti, non nasce con la cognizione di essere un cane, è l’imprinting che permette l’identificazione del cospecifico, cioè del partner sociale e sessuale, ed è quindi essenziale per lo sviluppo comportamentale corretto (3).

Secondo Dehasse (10): “un animale con imprinting errato è perso per la specie”, infatti non interagirà correttamente con i suoi simili, potrà perfino essere attaccato per questo, e non si riprodurrà. Da quanto descritto si evince la necessità di portare la massima attenzione durante queste prime fasi di vita.

I cuccioli devono rimanere con la madre ed i fratelli fino ai due mesi di vita ed essere al contempo esposti ad altri cani, persone ed ambienti, nel rispetto delle loro caratteristiche individuali. BIBLIOGRAFIA(1) J.P. Scott e J.L. Fuller (1965 e 1974) – Genetics and the social behavior of the dog – University of Chicago Press – Chicago.(2) Overall K.L.

(2001) – La clinica comportamentale del cane e del gatto – C.G. Edizioni Medico Scientifiche, Prima Edizione Italiana.(3) P. Pageat – Patologia comportamentale del cane – PVI, 1999 ;(4) Houpt K.A. (2000) – Il comportamento degli animali domestici – Ed EMSI, terza edizione.

Prima edizione italiana. Roma, 2000. (5) Overall K.L. (1992) – Approcci farmacologici pratici ai problemi comportamentali. IN: Problemi comportamentali nei piccoli animali. Beck A.M., Overall K.L., McKeown D.B., Leusher U.A., Halip J. (Ed.) SCIVAC-Cremona. Pp.51-59(6) Nott H.M.R. (1992) – Behavioural development of the dog.

– In: Thorne C. (Ed.), The Waltham Book of Dog and Cat Behaviour, Oxford: Pergamon Press, pp.51-62.(7) Elliot O, Scott J.P. (1961) – The development of emotional distress reactions to separation in puppies- J. Genetic Psychol., 99, pp.3-22.(8) Pettijohn T., Wong T., Elert P., Scott J.P.

  1. 1977) – Alleviation of separation distress in three breeds of young dogs – Developmental Psychobiology, 10, pp.373-381.(9) Briese A.
  2. 2002) – The dog welfare directive of 2 May 2001. – Dtsch.
  3. Tierarztl Wochenschr 109(2), pp.63-68.(10) Lorenz K.
  4. 1935) – Der Kumpan in der Umwelt des Vogels.J.
  5. Ornith., 83, pp.137- 413.

(11) Dehasse J. (1994) – Sensory, Emotional and Social Development of the young Dog. Bull. Vet. Clin. Ethol., Vol 12, pp.6-29.

Come capire se un cane è dominante o no?

Il cane dominante E’ caratterizzata da: orecchie dritte in avanti, coda tenuta in vista, ben in alto, ad angolo retto rispetto al corpo, il corpo è rigido, duro, ben piantato a terra.

Come gestire la gelosia di un cane?

Socializzazione – È poi importante renderlo partecipe in attività che riguardano il rivale, trasformandole in gioco, così che non si senta escluso e si senta anzi invogliato a prendervi parte. Educare il cane fin da cucciolo a socializzare con altri cani e con le persone, insegnandogli anche a condividere i suoi giochi e le sue cose, può essere sicuramente un aiuto al fine di evitare per quanto possibile che successivamente metta in atto comportamenti dettati dalla gelosia. Crediamo davvero che “Insieme è Meglio”. Per questo ti offriamo idee, supporto e tanti consigli per prenderti cura della relazione con il tuo pet in ogni fase della sua vita. Iscriviti per riceverli! Consigli e articoli specifici per le esigenze del tuo pet. Contenuti pensati dal nostro team di esperti. Iscriviti alla nostra newsletter : Cane geloso: cause e consigli per risolverla

Come dimostrano la gelosia i cani?

Come si fa a capire se un cane è geloso? – I cani gelosi manifestano evidenti comportamenti: abbaiano, ringhiano, muovono la coda in modo agitato, si interpongono tra il padrone e il rivale e mostrano evidenti segni di agitazione. La gelosia dei cani scaturirebbe dal ruolo rilevante che essi attribuiscono al partner umano con cui hanno una relazione.