Konclav Cane A Cosa Serve
KONCLAV – Decreto n.17 del 12 febbraio 2014 E’ autorizzata l’immissione in commercio del medicinale veterinario KONCLAV. Titolare A.I.C.: ditta Fatro SpA con sede e domicilio fiscale in Ozzano Emilia (BO), Via Emilia, 285 – codice fiscale 01125080372.

Composizione: ogni compressa contiene: | | 40mg+10mg | 200mg+50mg | 400mg+100mg || Principi attivi : || amoxicillina | 400 mg | 200 mg | 40 mg || pari a amoxicillina | | triidrato | 459,1 mg | 229,6 mg | 45,9 mg || acido clavulanico | 100 mg | 50 mg | 10 mg || pari a potassio | | clavulanato | 119,1 mg | 59,5 mg | 11,9 mg |

eccipienti: così come indicato nella documentazione di tecnica farmaceutica acquisita agli atti. Specie di destinazione: cani. Indicazioni terapeutiche : Grazie all’ampio spettro di azione KONCLAV è efficace contro un’ampia gamma di batteri fra cui: Gram positivi: Actinomyces spp., Bacillus spp., Clostridium spp., Corynebacterium spp., Staphylococcus spp.

  1. Compresi i ceppi produttori di beta-lattamisi) e Streptococcus spp.
  2. Gram negativi: Pasteurella spp., acteroides spp.
  3. Compresi i ceppi produttori di beta-lattamisi), Bordetella bronchiseptica, Escherichia coli (compresi i ceppi produttori di beta-lattamisi), Fusobacterium spp., Haemophylus spp., Klebsiella spp., Proteus mirabilis, Salmonella spp.

(compresi i ceppi produttori di beta-lattamisi). E’ attivo anche contro Leptospira spp. KONCLAV, è indicato per il trattamento di un’ampia varietà di condizioni patologiche dei cani, tra cui: infezioni del tratto digestivo, infezioni dell’apparato respiratorio, infezioni dell’apparato urogenitale, infezioni della cute (pelle e tessuti molli), sovrainfezioni batteriche sensibili all’amoxicillina.

Validità: medicinale veterinario confezionato per la vendita: 36 mesi. Le compresse divise non utilizzate devono essere usate immediatamente e non conservate. Regime di dispensazione : da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico-veterinaria ripetibile. Decorrenza di efficacia del decreto: Dal giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

: Konclav e Noromectin praziquantel: nuovi farmaci veterinari autorizzati in commercio per cani e cavalli

A cosa serve Augmentin al cane?

Antibiotici veterinari, nuove AIC per i trattamenti di cani e gatti

Utenti 12 Articoli pubblicati dal 4 novembre 2001: 29682

Autorizzati due nuovi medicinali veterinari per il trattamento dell’otite esterna nel cane e di infezioni e dermatiti nel cane e nel gatto. Con procedura decentrata è stato autorizzato il medicinale veterinario Twinox 40 mg/10 mg, compresse per cani e gatti, disponibile anche nei dosaggi da 200 mg/50 mg e 400 mg/100 mg solo per cani.

  1. Titolare della AIC è la società francese Virbac.
  2. I principi attivi sono: amoxicillina (come amoxicillina triidrato) e acido clavulanico (come potassio clavulanato).
  3. Il farmaco è indicato nei cani e nei gatti per il trattamento delle infezioni causate da batteri sensibili alla combinazione amoxicillina acido clavulanico, in particolare: dermatiti (piodermiti superficiali e profonde) causate da Staphylococcus (pseudo) intermedius; infezioni delle vie urinarie causate da Escherichia coli e Staphylococcus spp.; infezioni delle vie respiratorie causate da Streptococcus spp.; infezioni dell’apparato digerente causate da Escherichia coli.

Nei gatti può essere impiegato solo nel dosaggio da 40 mg/10 mg. Il periodo di validità del medicinale confezionato per la vendita è di 2 anni nel dosaggio da 40 mg/10 mg, mentre in quelli da 200 mg/50 mg e da 400 mg/100 mg è di 3 anni. Il periodo di validità delle compresse divise è invece di 24 ore.

Da vendersi esclusivamente dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile in copia unica. ()Per decreto ministeriale è stato autorizzato anche il farmaco veterinario Otoxolan gocce auricolari, sospensione per cani, della società slovena KRKA. Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medico veterinaria ripetibile. ()

I principi attivi sono marbofloxacina 3,0 mg; clotrimazolo 10,0 mg; desametasone acetato 1,0 mg (pari a Desametasone 0,9 mg).Il prodotto può essere utilizzato per il trattamento per l’otite esterna di origine rispettivamente sia batterica che fungina dovuta a batteri sensibili alla marbofloxacina, e funghi specialmente Malassezia pachydermatis sensibili al clotrimazolo.

  1. Deve inoltre essere impiegato in base ai test di sensibilità.Il periodo di validità del medicinale confezionato per la vendita è di 18 mesi, mentre dopo la prima apertura è di 3 mesi.
  2. L’ente di certificazione CSQA “ribadisce con forza la correttezza del proprio operato nel pieno rispetto delle norme vigenti”.

Comunicato di replica alla trasmissione Report. La Fondazione Bioparco ha aperto un bando per Medici Veterinari da impiegare sia full time che part time. Il termine per presentare la candidatura è domenica 4 giugno. Considerata la grave situazione verificatasi nella regione Emilia Romagna, il Masaf sospende per l’anno 2023 pagamenti e sanzioni per identificazione, passaporto e nascite di equidi.

  • Fino al 2025 sarà riconosciuto l’esercizio temporaneo in Italia senza le procedure di riconoscimento della qualifica.
  • Conferenza stampa alla Camera: dai parlamentari Gadda e Benzoni una proposta legislativa per la disciplina dell’attività di toelettatura degli animali di affezione.
  • Pubblicato il Piano di sorveglianza regionale per l’Influenza aviaria valido per l’anno 2023.

Approvata la Procedura Operativa per l’accertamento di aggressioni da predatori ai danni di animali zootecnici. Il servizio sanitario della Provincia Autonoma di Bolzano ha pubblicato le norme sanitarie relative all’alpeggio valide per l’anno 2023. Pubblicato un avviso per il conferimento dell’incarico quinquennale di direzione della struttura complessa «s.c.

Sanità animale», afferente al dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale presso l’ATS di Brescia. Pubblicato il Piano Regionale per la Vigilanza e i Controlli sanitari sull’alimentazione degli animali relativo all’anno 2023. Spesso in Sivar parliamo della mancanza di giovani disposti a diventare buiatri.

Chiara Santoli lo era e aveva 25 anni. L’ANMVI resta dell’idea iniziale che i Medici Veterinari debbano vaccinarsi contro SARS Cov-2, tuttavia l’approccio impositivo è criticabile ora che il Governo sta allentando le restrizioni. Il nostro Paese è impegnato nel processo di adeguamento alla nuova legge europea di sanità animale, il regolamento (UE) 2016/429 anche noto come Animal Health Law.

Il cambiamento climatico, l’innalzamento delle temperature, ha dirottato vettori insidiosi che un tempo erano confinati nelle regioni più calde. La Medicina Veterinaria funge da barriera sanitaria perchè ha la prevenzione del rischio nel suo DNA Professionale. Ricorre in questo mese il ventesimo anniversario del primo caso di “mucca pazza” in Italia.

Quel 17 gennaio 2001 non fu solo l’inizio di una problematica sanitaria. : Antibiotici veterinari, nuove AIC per i trattamenti di cani e gatti

A cosa serve il Kesium?

A che cosa serve Kesium 10cpr 50mg+12 5mg e Pasteurella spp.; infezioni del tratto digerente causate da Escherichia coli; infezioni del cavo orale (membrane mucose) causate da Pasteurella spp., Streptococcus spp., Escherichia coli.

Quanto ci mette l amoxicillina a fare effetto?

L’effetto terapeutico dell’amoxicillina dovrebbe comparire dopo circa due giorni dall’inizio della somministrazione. È importante proseguire la terapia prescritta dal medico con amoxicillina nonostante il miglioramento dei sintomi senza interrompere improvvisamente la terapia.

Quanto Clavulin dare al cane?

Informazioni commerciali sulla prescrizione – Titolare: Norbrook Laboratories Limited Concessionario: Elanco Italia S.p.A. Ricetta: RRV – ricetta medico-veterinaria in copia unica ripetibile Principio attivo: Amoxicillina + Acido Clavulanico Gruppo terapeutico: Antibatterici penicillinici Forma farmaceutica: compressa Clavobay per Cani 100 compresse da 500 mg Clavobay per Cani 20 compresse da 500 mg ogni compressa contiene 400 mg di amoxicillina (come amoxicillina triidrato) e 100 mg di acido clavulanico (come clavulanato di potassio) ogni compressa contiene 2,45 mg di colorante carmoisina (E122).

Per il trattamento delle seguenti infezioni causate da ceppi batterici produttori di beta-lattamasi sensibili all’amoxicillina in associazione con l’acido clavulanico: Infezioni cutanee (comprendenti piodermiti superficiali e profonde) causate da stafilococchi sensibili; – Infezioni del tratto urinario causate da stafilococchi o Escherichia coli sensibili; – Infezioni respiratorie causate da stafilococchi sensibili; Enteriti causate da Escherichia coli sensibili.

Quando si inizia il trattamento, si raccomanda di effettuare test appropriati di sensibilit. Il trattamento deve continuare solo se si evidenzia sensibilit all’associazione. non utilizzare in animali con casi di ipersensibilit noti alle penicilline o ad altre sostanze del gruppo dei -lattamici.

Non utilizzare in conigli, cavie, criceti o gerbilli. Non utilizzare in animali con gravi disfunzioni renali accompagnate da anuria o oliguria. Non utilizzare nei casi in cui sia nota l’insorgenza di resistenza a questa associazione. Non somministrare a cavalli e ruminanti. per garantire un dosaggio corretto, il peso corporeo deve essere determinato con la maggiore precisione possibile per evitare un sottodosaggio.

La somministrazione avviene per via orale. La posologia di 12,5 mg/kg di peso corporeo di associazione precostituita, due volte al giorno. Le compresse possono essere frantumate e aggiunte ad una piccola quantit di cibo. La seguente tabella costituisce una guida per la somministrazione di Clavobay Compresse Palatabili alla posologia standard di 12,5 mg/kg, due volte al giorno.

Peso corporeo (kg): 20 kg; Numero di compresse (500 mg) due volte al giorno: / Peso corporeo (kg): 40 kg; Numero di compresse (500 mg) due volte al giorno: 1 Peso corporeo (kg): 60 kg; Numero di compresse (500 mg) due volte al giorno: 1/ Peso corporeo (kg): 80 kg; Numero di compresse (500 mg) due volte al giorno: 2 casi di routine riguardanti tutte le indicazioni: la maggior parte dei casi risponde ad una terapia di durata compresa tra 5 e 7 giorni.

Casi cronici o refrattari: in questi casi in cui presente un notevole danno tissutale, pu essere richiesto un ciclo di terapia pi lungo, in modo da lasciare un tempo sufficiente per la riparazione del tessuto danneggiato. l’utilizzo inappropriato del prodotto pu aumentare la prevalenza di batteri resistenti all’amoxicillina/acido clavulanico.

  1. Negli animali con insufficienza epatica e renale, il regime posologico deve essere valutato attentamente.
  2. L’utilizzo del prodotto si deve basare sulle prove di sensibilit e deve tenere conto delle linee guida locali per l’uso degli antimicrobici.
  3. Come trattamento di prima linea deve essere utilizzata una terapia antibatterica a spettro ristretto, laddove le prove di sensibilit suggeriscano una probabile efficacia di questo approccio.

Studi condotti negli animali da laboratorio non hanno prodotto alcuna evidenza di effetti teratogeni. Utilizzare solo in seguito alla valutazione del rapporto rischio/beneficio da parte del Medico Veterinario curante. Deve essere presa in considerazione la potenzialit di reazioni allergiche crociate con le altre penicilline.

A cosa serve il farmaco Baytril?

Per il trattamento di infezioni batteriche singole o miste del tratto respiratorio, gastrointestinale e urinario, della cute o di ferite causate dai seguenti batteri Gram-negativi e Gram-positivi sensibili all’ enrofloxacin : Stafilococchi, E. coli, Haemophilus spp.

Come capire se l’infezione è virale o batterica?

Quando un bambino si ammala, saper riconoscere l’agente patogeno che ha determinato il malessere è importante ai fini della cura. Prendiamo allora piena consapevolezza di quali sono le grandi differenze tra virus e batteri, in modo da comprendere il criterio con cui il pediatra prescrive tutte le cure del caso.

  1. La differenza tra virus e batteri è che i secondi sono esseri viventi unicellulari, dotati di un metabolismo autonomo, mentre i primi sono microrganismi che entrano in relazione con noi solo perché hanno bisogno di una cellula ospite per la replicazione.
  2. I batteri sono suscettibili all’azione degli antibiotici, mentre i virus no,

Non appena si presenta un rialzo febbrile, subito dopo avere finito la visita, la grande attesa del genitore nei confronti del pediatra è legata a un dubbio: prescriverà l’antibiotico? In caso affermativo, l’immediata domanda successiva sarà: ma era proprio così necessario? In caso contrario, invece, il dubbio è sempre lo stesso: ma non sarebbe stato il caso di darglielo? In generale possiamo dire che il sentimento delle mamme e dei papà nei confronti di questo tipo di cure è ambivalente : c’è chi pensa che in questo modo il problema si risolverà più rapidamente e chi ritiene, invece, che affidarsi alle capacità del sistema immunitario, anche se magari è una strada più lunga, sia senz’altro quella preferibile,

  • In realtà ogni discorso dovrebbe essere affrontato a partire dall’agente responsabile della malattia, cioè avere la consapevolezza del fatto che l’infezione alla base della febbre e degli altri sintomi sia di tipo virale o batterico.
  • Leggi anche: La febbre: smontiamo i falsi miti L’infezione virale L’infezione virale è causata ovviamente da virus,
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I virus sono strutture biologiche antichissime, le più antiche che si siano mai affacciate sul pianeta. Hanno dimensioni estremamente piccoli e, a causa di alcune loro caratteristiche, la comunità scientifica non è nemmeno concorde sul fatto di poterli considerare degli esseri viventi a pieno titolo,

Infatti, ad esempio, il ciclo biologico di un virus si limita alla colonizzazione di una cellula ospite e alla propria riproduzione; non esegue alcuna sintesi di proteine, non possiede strutture interne deputate alla conversione di cibo in energia e, insomma, non compie alcuna delle funzioni che possiamo attribuire normalmente a un essere vivente.

I virus sono contraddistinti da una grande instabilità genetica : mano a mano che si trasmettono da un vivente all’altro possono mutare con rapidità, Queste trasformazioni fanno sì che, nel tempo, sviluppino la capacità di eludere il sistema immunitario e, quindi, causare nuovamente la malattia.

  • La malattia da virus I virus generano malattie perché, avendo bisogno delle cellule per la loro moltiplicazione, inducono all’interno della cellula ospite alcune modificazioni che possono portare a un danno,
  • Spesso si dice che per i virus non ci siano cure: è più corretto affermare che non vale sempre la pena curare le malattie virali con farmaci specifici perché un sistema immunitario sano è in grado di debellare quasi sempre un’infezione virale in maniera autonoma.

Va anche detto che non è sempre semplice eliminare un virus dopo che ha cominciato a colonizzare le cellule del corpo, Solo per alcuni virus (come quelli delle epatiti, alcuni herpes virus, quello dell’HIV) si è riusciti a mettere a punto medicine in grado di agire su alcuni dei meccanismi di replicazione,

  • Inoltre, l’alta instabilità genetica di questi microrganismi può portare in tempi rapidi alla creazione di ceppi virali resistenti,
  • I batteri I batteri sono esseri viventi a pieno titolo : si tratta di organismi unicellulari, di più grandi dimensioni (sono visibili al microscopio ottico) che, per sopravvivere, hanno bisogno di nutrimento e compiono operazioni metaboliche,

La parola batterio, negli ultimi anni, è diventata meno minacciosa poiché abbiamo scoperto che uomini e batteri possono essere anche buoni alleati. Basti pensare alle tante funzioni positive della flora batterica cutanea, intestinale, delle parti intime, eccetera,

I batteri nocivi, definiti patogeni, sono invece in grado di generare infezioni : in genere queste sono localizzate (pensiamo alle ferite infette, ma anche all’otite batterica) e solo nei casi gravi danno infezioni sistemiche, Una differenza tra malattie virali e batteriche è quella relativa all’esordio delle manifestazioni cliniche: l’infezione virale in genere porta a un’impennata febbrile repentina e con temperature molto alte, il cui momento acuto dura in genere due o tre giorni e poi i sintomi tendono a scemare.

Viceversa le forme batteriche emergono in maniera più progressiva ma si caratterizzano per la persistenza, se non per il peggioramento dei sintomi. La malattia batterica Anche per le malattie batteriche, così come per quelle virali, il sistema immunitario si attiva ed è spesso in grado di contrastare l’attività patogena.

Tuttavia le infezioni batteriche sono più persistenti di quelle virali e anche più difficili da debellare, È per questo motivo che, dopo un eventuale periodo di osservazione che varia a seconda della malattia, se non c’è stato un miglioramento spontaneo il medico potrà ricorrere alla prescrizione degli antibiotici,

Gli antibiotici sono efficaci solo contro i batteri e non contro i virus perché i loro meccanismi d’azione sono specifici per interagire con i primi. Leggi anche: Come fanno i bambini a guarire dalle malattie? La differenza diagnostica Queste diversità portano inevitabilmente a malattie differenti,

  • Ci sono quelle spiccatamente virali (come la varicella, l’influenza, le epatiti, i raffreddori eccetera) e quelle evidentemente batteriche (le otiti suppurative, la tonsillite) che già a una prima occhiata consentono al curante di valutare il giusto approccio terapeutico,
  • Più incerte sono invece le gestioni delle infezioni delle basse vie respiratorie e quelle intestinali che, pur nascendo la maggior parte delle volte come virali, possono poi “complicarsi” in forme batteriche perché i tessuti diventano più suscettibili ad altre infezioni, definite opportunistiche,

L’esordio virale è più violento Un’altra differenza è quella relativa all’esordio delle manifestazioni cliniche : ad esempio, l’infezione virale in genere porta a una impennata febbrile repentina e con temperature molto alte, Il momento acuto dura in genere due o tre giorni e poi i sintomi tendono a scemare.

  1. Viceversa le forme batteriche emergono in maniera più progressiva, ma si caratterizzano per la persistenza, se non per il peggioramento dei sintomi.
  2. Sono, anche queste, informazioni importanti da riferire al pediatra curante, che potrà essere aiutato nella diagnosi, nel caso i sintomi fossero di incerta attribuzione.

Leggi anche: L’alimentazione migliore per il sistema immunitario

Cosa può provocare l’antibiotico?

Risorse sull’argomento

Assumere gli antibiotici come prescritto è importante e gli antibiotici devono essere assunti alla dose, con la frequenza e per il numero di giorni che hanno la massima efficacia nel trattamento di un’infezione specifica. I batteri possono sviluppare resistenza agli effetti degli antibiotici, soprattutto quando non vengono assunti come indicato. Gli antibiotici possono avere effetti collaterali, come mal di stomaco, diarrea e, nelle donne, infezioni vaginali da lieviti. Alcuni soggetti sono allergici ad alcuni antibiotici.

Gli antibiotici sono raggruppati in classi, in base alla loro struttura chimica. Tuttavia, antibiotici appartenenti alla stessa classe frequentemente influiscono sull’organismo in modo diverso e possono essere efficaci contro batteri diversi. Tra le classi di antibiotici si annoverano: I carbapenemi, le cefalosporine, i monobattami e le penicilline sono sottoclassi degli antibiotici beta-lattamici, una classe di antibiotici caratterizzata da una struttura chimica chiamata anello beta-lattamico.

Altri antibiotici che non rientrano nelle classi sopraelencate includono: cloramfenicolo Cloramfenicolo L’ antibiotico cloramfenicolo è utilizzato principalmente per il trattamento di infezioni gravi dovute ad alcuni batteri resistenti ad altri antibiotici ma ancora sensibili al cloramfenicolo. maggiori informazioni, clindamicina Clindamicina La clindamicina appartiene a una classe di antibiotici chiamati lincosamidi.

Viene utilizzata per il trattamento di infezioni batteriche gravi, tra cui alcune infezioni dovute a batteri resistenti. maggiori informazioni, daptomicina Daptomicina L’ antibiotico daptomicina viene usato per trattare molte infezioni batteriche gravi, come quelle causate da batteri Gram-positivi, compresi quelli che sono resistenti a molti altri antibiotici.

  • Maggiori informazioni, fosfomicina Fosfomicina La fosfomicina è un antibiotico che presenta una struttura chimica particolare.
  • Si impiega prevalentemente per trattare le infezioni della vescica causate da Escherichia coli ( E. coli ).
  • Maggiori informazioni, lefamulina Lefamulina La lefamulina è un antibiotico che agisce interferendo con la produzione, da parte dei batteri, delle proteine necessarie alla loro crescita e moltiplicazione.

La lefamulina viene utilizzata. maggiori informazioni, metronidazolo Metronidazolo e tinidazolo Il metronidazolo è un antibiotico usato per trattare infezioni pelviche, addominali, gengivali, dentali e dei tessuti molli, e gli ascessi polmonari o cerebrali.

  • Inoltre, è il farmaco di scelta.
  • Maggiori informazioni, mupirocina Mupirocina La mupirocina è un antibiotico che viene utilizzato per trattare l’ impetigine e alcune altre infezioni batteriche della cute e per eliminare gli stafilococchi presenti nel naso.
  • La mupirocina.
  • Maggiori informazioni, nitrofurantoina Nitrofurantoina La nitrofurantoina è un antibiotico impiegato solo per prevenire o curare infezioni della vescica non complicate.

Il meccanismo d’azione della nitrofurantoina non è del tutto noto, ma interferisce. maggiori informazioni e tigeciclina Tigeciclina La tigeciclina è l’unico antibiotico di una classe di antibiotici chiamata glicilcicline, che è affine alle tetracicline.

  • La tigeciclina agisce impedendo ai batteri di produrre le proteine di.
  • Maggiori informazioni,
  • Ogni antibiotico è efficace solo contro alcuni tipi di batteri.
  • Al momento di scegliere un antibiotico per trattare un paziente con un’infezione, i medici cercano di valutare quali batteri siano la probabile causa di tale infezione.

Per esempio, alcune infezioni sono causate solo da determinati tipi di batteri. Talvolta, un antibiotico è presumibilmente efficace contro tutti i batteri verosimilmente responsabili dell’infezione, quindi ulteriori esami possono non essere necessari.

Se le infezioni sono causate da diversi tipi di batteri o da batteri che presumibilmente non sono sensibili agli antibiotici, è necessario eseguire in laboratorio un esame colturale su campioni di sangue, urina o tessuto prelevati dal paziente per identificare i batteri responsabili Diagnosi delle malattie infettive Le malattie infettive sono causate da microrganismi, come batteri, virus, miceti e parassiti.

I medici sospettano un’infezione sulla base della sintomatologia, dei risultati dell’esame obiettivo. maggiori informazioni ( Diagnosi delle malattie infettive Diagnosi delle malattie infettive Le malattie infettive sono causate da microrganismi, come batteri, virus, miceti e parassiti.

  1. I medici sospettano un’infezione sulla base della sintomatologia, dei risultati dell’esame obiettivo.
  2. Maggiori informazioni ).
  3. I batteri infettanti vengono in seguito testati per valutare la loro sensibilità a una serie di antibiotici.
  4. Generalmente sono necessari uno o due giorni per ottenere i risultati di questi esami, che quindi non possono guidare la scelta iniziale dell’antibiotico, se l’infezione deve essere trattata immediatamente.

In tali casi, i medici di norma iniziano il trattamento con un antibiotico che è efficace contro i batteri che causano l’infezione più frequentemente. Quando sono disponibili i risultati dell’esame, se necessario si modifica la terapia antibiotica. Gli antibiotici efficaci in laboratorio non necessariamente producono benefici nel soggetto infetto.

La natura e la gravità dell’infezione Lo stato del sistema immunitario del paziente (la sua capacità di aiutare il farmaco a combattere l’infezione) I possibili effetti collaterali del farmaco La possibilità di allergie o altre reazioni gravi al farmaco Il costo del farmaco

I medici considerano anche quanto possa essere difficoltoso per i pazienti assumere gli antibiotici per tutto il periodo prescritto e completare l’intero ciclo di trattamento. Può risultare più difficile completare il trattamento se il farmaco deve essere assunto molto spesso o soltanto a orari specifici (come prima, durante o dopo i pasti).

Infezioni gravi, in particolare durante i primi giorni, quando la sensibilità dei batteri agli antibiotici non è nota Alcune infezioni causate da batteri che rapidamente sviluppano resistenza a un singolo antibiotico Infezioni causate da più di un tipo di batteri, qualora ciascun tipo sia sensibile a un antibiotico diverso

I batteri, come tutti gli organismi viventi, si modificano nel tempo in risposta ai cambiamenti ambientali. A causa dell’ampio e improprio utilizzo degli antibiotici (ovvero quando non vengono assunti come prescritto), i batteri sono costantemente esposti a questi farmaci.

Sebbene l’esposizione agli antibiotici determini la morte di molti batteri, quando gli antibiotici non vengono assunti adeguatamente alcuni sopravvivono e sviluppano resistenza Resistenza agli antibiotici I batteri sono organismi unicellulari microscopici. Rientrano tra le forme di vita più antiche conosciute sulla terra.

Esistono migliaia di tipi diversi di batteri, che vivono in tutti gli ambienti. maggiori informazioni agli effetti di questi farmaci. Per esempio, 50 anni fa Staphylococcus aureus (causa comune di infezioni cutanee) era molto sensibile alla penicillina.

Nel tempo, alcuni ceppi di questo batterio hanno sviluppato un enzima capace di disgregare la penicillina, rendendola inefficace. I ricercatori hanno risposto sviluppando una forma di penicillina che l’enzima non era in grado di disgregare; comunque, dopo alcuni anni, il batterio si è adattato, divenendo resistente anche a questa forma di penicillina modificata.

Anche altri batteri hanno sviluppato resistenza agli antibiotici. La ricerca medica continua a sviluppare farmaci in grado di combattere i batteri, ma i pazienti possono aiutare a prevenire lo sviluppo della resistenza nei batteri:

comprendendo che gli antibiotici sono utilizzati per trattare le infezioni batteriche, non quelle virali (come il raffreddore comune o l’influenza), e che i medici non prescrivono antibiotici per le infezioni virali assumendo gli antibiotici esattamente come indicato, ovvero alla dose corretta, per il numero di volte al giorno e per il numero di giorni prescritti (è importante assumere gli antibiotici per l’intero periodo prescritto, anche se ci si sente meglio)

Per le infezioni meno gravi, gli antibiotici possono spesso essere assunti per via orale sin dall’inizio. Gli antibiotici devono essere assunti finché gli agenti patogeni non sono stati eliminati dall’organismo, il che si può verificare giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Interrompere il trattamento troppo presto può determinare la recidiva dell’infezione. Il medico, l’infermiere o il farmacista può spiegare come l’antibiotico prescritto debba essere assunto e quali effetti collaterali potrebbe comportare. Alcuni antibiotici devono essere assunti a digiuno, altri durante i pasti.

Il metronidazolo Metronidazolo e tinidazolo Il metronidazolo è un antibiotico usato per trattare infezioni pelviche, addominali, gengivali, dentali e dei tessuti molli, e gli ascessi polmonari o cerebrali. Inoltre, è il farmaco di scelta. maggiori informazioni, un antibiotico di uso frequente, causa una reazione avversa se assunto insieme all’alcol.

Inoltre, alcuni antibiotici possono interagire con altri farmaci assunti dal soggetto, eventualmente riducendo l’efficacia o aumentando gli effetti collaterali di entrambi. Alcuni antibiotici rendono la pelle sensibile alla luce solare Fotosensibilità chimica La fotosensibilità, talvolta denominata allergia al sole, è una reazione del sistema immunitario scatenata dalla luce solare.

La luce del sole può scatenare reazioni del sistema immunitario. maggiori informazioni, A volte gli antibiotici vengono utilizzati per prevenire le infezioni (profilassi); ad esempio, possono venire somministrati antibiotici profilattici:

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Per prevenire la meningite nei soggetti venuti a contatto con un paziente affetto da questa malattia Nei pazienti con anomalie delle valvole cardiache o portatori di protesi valvolari cardiache, prima di procedure dentali e chirurgiche (che possono consentire l’ingresso di batteri nell’organismo), al fine di prevenire le infezioni batteriche a carico delle valvole Prima di interventi chirurgici ad alto rischio di infezione (come gli interventi ortopedici o intestinali maggiori)

La maggior parte degli antibiotici passa nel latte materno in quantità sufficienti da influire su un bambino allattato al seno e talvolta non può essere usata nelle donne che allattano. In certi casi si deve decidere se interrompere l’allattamento o non utilizzare il farmaco.

Di solito, gli antibiotici prescritti in ambiente extraospedaliero vengono assunti per via orale. Tuttavia, per alcune infezioni, ad esempio molte di quelle ossee ( osteomielite Osteomielite L’osteomielite è un’infezione dell’osso causata in genere da batteri, micobatteri o funghi. I batteri, i micobatteri o i funghi possono infettare le ossa diffondendosi attraverso il torrente.

maggiori informazioni ) o cardiache ( endocardite Endocardite infettiva L’endocardite infettiva è un’infezione del rivestimento del cuore (endocardio) e, in genere, anche delle valvole cardiache. L’endocardite infettiva si sviluppa quando dei batteri entrano nel. ), potrebbe essere necessaria una lunga terapia antibiotica per via endovenosa, spesso di 4-6 settimane. Se il soggetto non ha altre patologie che necessitano di trattamento ospedaliero ed è in buone condizioni generali, la terapia antibiotica per via endovenosa può essere somministrata a domicilio.

Direttamente in una grande vena centrale, solitamente del collo o del torace (catetere venoso centrale) In una piccola vena nel braccio e quindi fatto scorrere fino a una grande vena centrale (chiamato catetere venoso centrale a inserzione periferica, o PICC)

Alcuni dispositivi per l’infusione endovena di antibiotici sono piuttosto semplici da utilizzare e, pertanto, possono essere impiegati dai pazienti e dai familiari. In caso contrario, ogni dose viene somministrata da un infermiere a domicilio. In ambedue le situazioni, i soggetti sono attentamente monitorati per garantire che l’antibiotico sia assunto correttamente e per verificare la comparsa di possibili complicanze ed effetti collaterali.

Dolore, arrossamento e presenza di pus nella sede di inserzione del catetere Brividi e febbre (anche in assenza di problemi nella sede di inserzione)

Tra gli effetti indesiderati comuni degli antibiotici si annoverano: Alcuni effetti collaterali sono più gravi e, in base al tipo di antibiotico, possono danneggiare la funzionalità di reni, fegato, midollo osseo o di altri organi. Talvolta si effettuano esami del sangue per stabilire se questi organi sono stati compromessi.

È importante che i pazienti comunichino ai professionisti sanitari se sono allergici a un particolare antibiotico e descrivano la loro precedente reazione quando sono stati trattati con tale antibiotico. Molti soggetti presentano effetti collaterali quando assumono un antibiotico, ma questi effetti possono non essere correlati a un’allergia (vedere Allergie ai farmaci Allergie ai farmaci I pazienti talvolta scambiano molte reazioni avverse ai farmaci per allergie.

Per esempio, se sviluppano un disturbo gastrico dopo aver assunto aspirina (comune reazione avversa) spesso sostengono. maggiori informazioni ). La distinzione è importante poiché i soggetti allergici a un antibiotico devono evitare l’assunzione di quell’antibiotico o di antibiotici simili.

Questo perché le reazioni allergiche potenzialmente possono essere fatali. Invece, i pazienti che hanno solo manifestato effetti collaterali minori possono di norma assumere antibiotici simili o perfino continuare la terapia con lo stesso farmaco. Gli operatori sanitari possono stabilire il significato di una qualsiasi reazione avversa a un antibiotico.

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Quali batteri uccide l amoxicillina?

Amoxicillina/acido clavulanico – La Redazione Augmentin (GlaxoSmithKline) Clavulin (Fournier Pharma) Neoduplamox (Procter & Gamble) 12 buste 1 g 12 compresse 1 g 12 buste uso pediatrico 400 + 57 mg sospensione uso pediatrico 400 + 57 mg 35 ml sospensione uso pediatrico 400 + 57 mg 70 ml Classe A del PTN 1 flacone 1,2 g e.v.

  • 1 fiala 20 ml solvente (Augmentin GlaxoSmithKline) 1 flacone 2,2 g e.v.
  • Augmentin GlaxoSmithKline) USO OSPEDALIERO Indicazioni approvate : infezioni batteriche sostenute da germi sensibili, quali comunemente si riscontrano nelle: infezioni delle vie respiratorie ed infezioni otomastoidee; delle vie urogenitali; della pelle e dei tessuti molli; infezioni ginecologiche; enteriche e delle vie biliari e, solo per le forme farmaceutiche iniettabili, infezioni ossee ed articolari; infezioni gastro-intestinali; setticemie, peritoniti, endocarditi, sepsi post-operatorie, profilassi in chirurgia.

Proprietà farmacologiche Si tratta dell’associazione tra amoxicillina e acido clavulanico (come sale potassico), un inibitore delle beta-lattamasi che contiene un anello beta-lattamico, ma è privo di una significativa attività antimicrobica. Questa caratteristica strutturale gli permette tuttavia di attraversare la parete dei batteri Gram-negativi e di legarsi alle beta-lattamasi nello spazio periplasmatico.

  • Nei Gram-positivi il legame, altamente specifico, avviene con le beta-lattamasi liberate al di fuori della cellula.
  • L’occupazione del centro catalitico dell’enzima, che ne costituisce il sito recettoriale, e la successiva acilazione comportano un’inibizione irreversibile dell’attività enzimatica.
  • Ciò fa sì che l’amoxicillina sia protetta dall’idrolisi da parte delle beta-lattamasi, consentendole di esplicare a pieno la sua attività battericida anche contro i batteri produttori di tali enzimi.

Il sinergismo non si manifesta se il germe è sensibile alla sola amoxicillina, così come, ovviamente, non si ha attività nei confronti dei germi resistenti all’amoxicillina per meccanismi diversi da quelli della produzione di beta-lattamasi. Condizione essenziale perchè questo sinergismo possa attuarsi è il mantenimento di adeguate concentrazioni a livello tessutale dove risulta critico un rapporto ottimale dei due componenti.

  • Tutti gli studi effettuati in vitro hanno utilizzato formulazioni di amoxicillina e acido clavulanico nella proporzione di 2:1 e 4:1.
  • In Italia, le specialità commercializzate per uso orale presentano un rapporto di 7:1, con l’indicazione di 2 sole somministrazioni al giorno, mentre quelle iniettabili 5:1.

La formulazione per uso orale con rapporto 7:1 avrebbe, secondo alcuni studi, uguale efficacia terapeutica rispetto alla formulazione 4:1, permettendo, però, di distanziare maggiormente le somministrazioni (ogni 12 ore anziché ogni 8 ore) e risultando, in questo modo di più facile assunzione per il paziente.

Inoltre questo tipo di formulazione sarebbe associato a una minore incidenza di diarrea. L’amoxicillina da sola è attiva contro un’ampia gamma di batteri Gram-positivi e Gram-negativi compresi streptococchi (inclusi quelli di gruppo A), pneumococchi, enterococchi e molti anaerobi, Neisseria meningitidis, diversi ceppi di Salmonella, Stafilococchi non produttori di beta-lattamasi, Haemophilus influenzae e Branhamella catarrhalis (un patogeno dell’otite media).

L’aggiunta di acido clavulanico estende lo spettro in vitro dell’amoxicillina sino a comprendere ceppi di H. influenzae produttori di beta-lattamasi, E. Coli, Proteus, Klebsiella pneumoniae, Neisseria gonorrhoeae, Staphylococcus aureus (ma non i ceppi meticillino-resistenti) e Branhamella catarrhalis,

  1. All’associazione risultano sensibili anche Bacteroides fragilis (un anaerobio), Legionella pneumophila.
  2. Pseudomonas aeruginosa, Serratia mentre molti ceppi di Enterobacter, Morganella e Providencia sono resistenti al farmaco.
  3. Amoxicillina e acido clavulanico sono stabili in ambiente acido e ben assorbiti dopo somministrazione orale.

L’assorbimento non viene influenzato né dagli alimenti né dagli antiacidi. Il picco delle concentrazioni sieriche dei due componenti viene raggiunto dopo un’ora circa. Il legame proteico è del 20% per l’amoxicillina e del 30% per l’acido clavulanico, l’emivita di 1,3 e 1 ora rispettivamente.

  1. I due principi attivi si distribuiscono ampiamente nei vari tessuti ed organi (ad eccezione del SNC, a meno che le meningi siano infiammate); alte concentrazioni attive si raggiungono nelle urine.
  2. Vengono escreti principalmente per via renale: l’amoxicillina (60-75%) per secrezione tubulare, l’acido clavulanico (25-45%) per filtrazione glomerulare in forma immodificata.

Nei pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.) si ha un allungamento dell’emivita plasmatica dei due farmaci e la posologia va adeguatamente modificata. Il farmaco è rimovibile tramite emodialisi. Efficacia clinica L’associazione amoxicillina/acido clavulanico ha indicazioni elettive d’impiego nel trattamento di infezioni causate da ceppi batterici produttori di beta-lattamasi, comprese le infezioni del tratto respiratorio(ad esempio riacutizzazioni delle bronchiti croniche), le infezioni odontostomatologiche e le ferite da morso di animali.

  • Effetti indesiderati Il farmaco è generalmente ben tollerato.
  • Reazioni di ipersensibilità (rash cutanei, prurito, orticaria) e disturbi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea) sono gli effetti indesiderati più frequenti.
  • Rispetto alla sola amoxicillina è associato a una maggiore incidenza di diarrea.

Occasionalmente possono comparire dolori addominali, flatulenza, modesto aumento delle transaminasi di incerto significato clinico, epatite e ittero colestatico, più frequente nei pazienti con più di 65 anni e di sesso maschile. Raramente si possono riscontrare un prolungamento del tempo di sanguinamento, vertigini, cefalea, convulsioni (in particolare con dosi alte o in caso di insufficienza renale), colite pseudomembranosa e discrasie ematiche, di norma reversibili con la sospensione della terapia.

  1. Controindicazioni Ipersensibilità alle penicilline e agli altri antibiotici beta-lattamici; comparsa di ittero o insufficienza epatica durante il trattamento con penicilline o con l’associazione amoxicillina/acido clavulanico.
  2. Avvertenze L’uso di aminopenicilline nei pazienti affetti da mononucleosi infettiva comporta una maggior incidenza di rash cutaneo.

Durante trattamenti prolungati con le aminopenicilline, soprattutto in pazienti affetti da insufficienza epatica o renale, occorre monitorare periodicamente la funzionalità epatica e renale. In caso di insufficienza renale risulta necessario aggiustare il dosaggio in relazione alla gravità della patologia, dell’infezione e alla sensibilità dell’agente infettante al trattamento.

Con i contraccettivi orali: la possibilità che le penicilline ad ampio spettro riducano l’efficacia dei contraccettivi orali rimane tuttora un problema controverso. L’ipotesi che sta alla base di tale interazione è che le penicilline, interferendo con la crescita della normale flora intestinale, riducano sia l’assorbimento del contraccettivo orale che il ricircolo enteroepatico dell’estrogeno. Tuttavia i dati disponibili non supportano tale ipotesi (in diversi studi, la somministrazione del farmaco non ha influenzato significativamente i livelli plasmatici di etinilestradiolo, levonorgestrel, noretiestrone, FSH, LH) e, complessivamente, il rischio di gravidanze indesiderate dovute a possibile fallimento del contraccettivo in caso di impiego concomitante di antibiotici è ricompreso nel “range” del rischio generale di fallimento di questo metodo di contraccezione. In alcune donne la concentrazione plasmatica di estradiolo effettivamente diminuisce e le donne sembrano ovulare. Anche se questo evento non si traduce necessariamente in una gravidanza, indica che una percentuale di donne vulnerabili esiste. Tuttavia, non esistono fattori predittivi che consentano di stabilire quali donne siano più a rischio. Con il warfarin: il valore di INR potrebbe variare in corso di terapia con penicilline ad ampio spettro.

Somministrazione e dosi usuali Adulti : 1 g (pari a 875 mg di amoxicillina) ogni 8-12 ore a seconda della gravità dell’infezione. Nell’ insufficienza renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 10 ml/min.) 500 mg ogni 12 ore, grave (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.) 500 mg ogni 24 ore.

  1. In questo caso, il farmaco può essere più facilmente dosato utilizzando la sospensione pediatrica.
  2. I pazienti sottoposti ad emodialisi dovrebbero ricevere una dose addizionale di amoxicillina/acido clavulanico durante il trattamento e una al termine (il farmaco è parzialmente dializzabile).
  3. Per via endovenosa (da effettuarsi in 3-4 minuti) o per infusione endovenosa: 1,2 g (come amoxicillina) ogni 8 ore o ogni 6 ore se l’infezione è grave, aumentabili fino a 2,2 g infusi in 30 minuti ogni 8 ore.

Bambini di peso superiore a 40 kg: dovrebbe essere utilizzato lo stesso schema posologico valido per gli adulti ; di peso inferiore a 40 kg : 12,5mg/kg ogni 8 ore, aumentabile a 25 mg/kg ogni 8 ore nelle infezioni più gravi. L’associazione fra amoxicillina e acido aclavulanico può essere utile per il trattamento orale di infezioni causate da batteri beta-lattamasi produttori fra cui infezioni delle basse vie aeree, otiti medie, sinusiti, infezioni delle vie urinarie e ferite da morsicature ma provoca diarrea e altri sintomi gastrointestinali con maggiore frequenza rispetto alla sola amoxicillina.

  • Sono dispoinibili alternative meno costose.
  • Bibliografia – Amoxicillin/clavulanate potassium, AHFS Drug Information 95, 292-297 – Amoxicillin and potassium clavulanate (Co-amoxiclav), Drug Facts and Comparisons, 1232-1233 – Calver A.D., Walsh N.S., Quinn P.F., Baran C.
  • Et al., Dosing of Amoxicillin/Clavulanate given every 12 hours is as effective as dosing every 8 hours for t reatment of lower respiratory tract infection, Clinical Infectious Diseases, 1997, vol 24(4), 570-574 – Hoberman A., Paradise J.L., Burch D.J., Valinski W.A.
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et al., Equivalent efficacy and reduced occurrence of diarrhea from a new formulation of amoxicillin/clavulanate potassium (Augmentin) for treatment of acute otitis media in children, The pediatric infectious desease journal, 1997, vol.16(5), 463-470 – Co-amoxiclav, British National Formulary 43 a edizione, marzo 2002, 263 -British National Formulary 43 a edizione, Appendix I: Interactions -British National Formulary 43 a edizione, Appendix 4: Pregnancy -British National Formulary 43 a edizione, Appendix 5: Breast-feeding – Dosaggio dei farmaci antimicrobici (amoxicillina-acido clavulanico), Guida alla terapia antimicrobica,The Medical Letter, edizione 2002, 176-177 -Zanfi D., I contraccettivi orali, Interazioni clinicamente significative, Informazione sui Farmaci, anno XXVI, 5, 2002, 130-133 Data di pubblicazione 2/2003

Quante volte al giorni si prende l amoxicillina?

Quanto ne serve. Adulti e bambini di peso superiore ai 40 kg: la dose raccomandata è di 500 mg da assumere ogni 6-8 ore oppure 1 g ogni 8-12 ore. Bambini di peso inferiore a 40 kg: la dose raccomandata è di 40-90 mg/kg al giorno, suddivisa in 2 o 3 somministrazioni, senza superare i 3 g al giorno.

Quali batteri uccide l amoxicillina?

Amoxicillina/acido clavulanico – La Redazione Augmentin (GlaxoSmithKline) Clavulin (Fournier Pharma) Neoduplamox (Procter & Gamble) 12 buste 1 g 12 compresse 1 g 12 buste uso pediatrico 400 + 57 mg sospensione uso pediatrico 400 + 57 mg 35 ml sospensione uso pediatrico 400 + 57 mg 70 ml Classe A del PTN 1 flacone 1,2 g e.v.

1 fiala 20 ml solvente (Augmentin GlaxoSmithKline) 1 flacone 2,2 g e.v. (Augmentin GlaxoSmithKline) USO OSPEDALIERO Indicazioni approvate : infezioni batteriche sostenute da germi sensibili, quali comunemente si riscontrano nelle: infezioni delle vie respiratorie ed infezioni otomastoidee; delle vie urogenitali; della pelle e dei tessuti molli; infezioni ginecologiche; enteriche e delle vie biliari e, solo per le forme farmaceutiche iniettabili, infezioni ossee ed articolari; infezioni gastro-intestinali; setticemie, peritoniti, endocarditi, sepsi post-operatorie, profilassi in chirurgia.

Proprietà farmacologiche Si tratta dell’associazione tra amoxicillina e acido clavulanico (come sale potassico), un inibitore delle beta-lattamasi che contiene un anello beta-lattamico, ma è privo di una significativa attività antimicrobica. Questa caratteristica strutturale gli permette tuttavia di attraversare la parete dei batteri Gram-negativi e di legarsi alle beta-lattamasi nello spazio periplasmatico.

  1. Nei Gram-positivi il legame, altamente specifico, avviene con le beta-lattamasi liberate al di fuori della cellula.
  2. L’occupazione del centro catalitico dell’enzima, che ne costituisce il sito recettoriale, e la successiva acilazione comportano un’inibizione irreversibile dell’attività enzimatica.
  3. Ciò fa sì che l’amoxicillina sia protetta dall’idrolisi da parte delle beta-lattamasi, consentendole di esplicare a pieno la sua attività battericida anche contro i batteri produttori di tali enzimi.

Il sinergismo non si manifesta se il germe è sensibile alla sola amoxicillina, così come, ovviamente, non si ha attività nei confronti dei germi resistenti all’amoxicillina per meccanismi diversi da quelli della produzione di beta-lattamasi. Condizione essenziale perchè questo sinergismo possa attuarsi è il mantenimento di adeguate concentrazioni a livello tessutale dove risulta critico un rapporto ottimale dei due componenti.

Tutti gli studi effettuati in vitro hanno utilizzato formulazioni di amoxicillina e acido clavulanico nella proporzione di 2:1 e 4:1. In Italia, le specialità commercializzate per uso orale presentano un rapporto di 7:1, con l’indicazione di 2 sole somministrazioni al giorno, mentre quelle iniettabili 5:1.

La formulazione per uso orale con rapporto 7:1 avrebbe, secondo alcuni studi, uguale efficacia terapeutica rispetto alla formulazione 4:1, permettendo, però, di distanziare maggiormente le somministrazioni (ogni 12 ore anziché ogni 8 ore) e risultando, in questo modo di più facile assunzione per il paziente.

  • Inoltre questo tipo di formulazione sarebbe associato a una minore incidenza di diarrea.
  • L’amoxicillina da sola è attiva contro un’ampia gamma di batteri Gram-positivi e Gram-negativi compresi streptococchi (inclusi quelli di gruppo A), pneumococchi, enterococchi e molti anaerobi, Neisseria meningitidis, diversi ceppi di Salmonella, Stafilococchi non produttori di beta-lattamasi, Haemophilus influenzae e Branhamella catarrhalis (un patogeno dell’otite media).

L’aggiunta di acido clavulanico estende lo spettro in vitro dell’amoxicillina sino a comprendere ceppi di H. influenzae produttori di beta-lattamasi, E. Coli, Proteus, Klebsiella pneumoniae, Neisseria gonorrhoeae, Staphylococcus aureus (ma non i ceppi meticillino-resistenti) e Branhamella catarrhalis,

  • All’associazione risultano sensibili anche Bacteroides fragilis (un anaerobio), Legionella pneumophila.
  • Pseudomonas aeruginosa, Serratia mentre molti ceppi di Enterobacter, Morganella e Providencia sono resistenti al farmaco.
  • Amoxicillina e acido clavulanico sono stabili in ambiente acido e ben assorbiti dopo somministrazione orale.

L’assorbimento non viene influenzato né dagli alimenti né dagli antiacidi. Il picco delle concentrazioni sieriche dei due componenti viene raggiunto dopo un’ora circa. Il legame proteico è del 20% per l’amoxicillina e del 30% per l’acido clavulanico, l’emivita di 1,3 e 1 ora rispettivamente.

I due principi attivi si distribuiscono ampiamente nei vari tessuti ed organi (ad eccezione del SNC, a meno che le meningi siano infiammate); alte concentrazioni attive si raggiungono nelle urine. Vengono escreti principalmente per via renale: l’amoxicillina (60-75%) per secrezione tubulare, l’acido clavulanico (25-45%) per filtrazione glomerulare in forma immodificata.

Nei pazienti con insufficienza renale (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.) si ha un allungamento dell’emivita plasmatica dei due farmaci e la posologia va adeguatamente modificata. Il farmaco è rimovibile tramite emodialisi. Efficacia clinica L’associazione amoxicillina/acido clavulanico ha indicazioni elettive d’impiego nel trattamento di infezioni causate da ceppi batterici produttori di beta-lattamasi, comprese le infezioni del tratto respiratorio(ad esempio riacutizzazioni delle bronchiti croniche), le infezioni odontostomatologiche e le ferite da morso di animali.

Effetti indesiderati Il farmaco è generalmente ben tollerato. Reazioni di ipersensibilità (rash cutanei, prurito, orticaria) e disturbi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea) sono gli effetti indesiderati più frequenti. Rispetto alla sola amoxicillina è associato a una maggiore incidenza di diarrea.

Occasionalmente possono comparire dolori addominali, flatulenza, modesto aumento delle transaminasi di incerto significato clinico, epatite e ittero colestatico, più frequente nei pazienti con più di 65 anni e di sesso maschile. Raramente si possono riscontrare un prolungamento del tempo di sanguinamento, vertigini, cefalea, convulsioni (in particolare con dosi alte o in caso di insufficienza renale), colite pseudomembranosa e discrasie ematiche, di norma reversibili con la sospensione della terapia.

Controindicazioni Ipersensibilità alle penicilline e agli altri antibiotici beta-lattamici; comparsa di ittero o insufficienza epatica durante il trattamento con penicilline o con l’associazione amoxicillina/acido clavulanico. Avvertenze L’uso di aminopenicilline nei pazienti affetti da mononucleosi infettiva comporta una maggior incidenza di rash cutaneo.

Durante trattamenti prolungati con le aminopenicilline, soprattutto in pazienti affetti da insufficienza epatica o renale, occorre monitorare periodicamente la funzionalità epatica e renale. In caso di insufficienza renale risulta necessario aggiustare il dosaggio in relazione alla gravità della patologia, dell’infezione e alla sensibilità dell’agente infettante al trattamento.

Con i contraccettivi orali: la possibilità che le penicilline ad ampio spettro riducano l’efficacia dei contraccettivi orali rimane tuttora un problema controverso. L’ipotesi che sta alla base di tale interazione è che le penicilline, interferendo con la crescita della normale flora intestinale, riducano sia l’assorbimento del contraccettivo orale che il ricircolo enteroepatico dell’estrogeno. Tuttavia i dati disponibili non supportano tale ipotesi (in diversi studi, la somministrazione del farmaco non ha influenzato significativamente i livelli plasmatici di etinilestradiolo, levonorgestrel, noretiestrone, FSH, LH) e, complessivamente, il rischio di gravidanze indesiderate dovute a possibile fallimento del contraccettivo in caso di impiego concomitante di antibiotici è ricompreso nel “range” del rischio generale di fallimento di questo metodo di contraccezione. In alcune donne la concentrazione plasmatica di estradiolo effettivamente diminuisce e le donne sembrano ovulare. Anche se questo evento non si traduce necessariamente in una gravidanza, indica che una percentuale di donne vulnerabili esiste. Tuttavia, non esistono fattori predittivi che consentano di stabilire quali donne siano più a rischio. Con il warfarin: il valore di INR potrebbe variare in corso di terapia con penicilline ad ampio spettro.

Somministrazione e dosi usuali Adulti : 1 g (pari a 875 mg di amoxicillina) ogni 8-12 ore a seconda della gravità dell’infezione. Nell’ insufficienza renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 50 e 10 ml/min.) 500 mg ogni 12 ore, grave (clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min.) 500 mg ogni 24 ore.

  • In questo caso, il farmaco può essere più facilmente dosato utilizzando la sospensione pediatrica.
  • I pazienti sottoposti ad emodialisi dovrebbero ricevere una dose addizionale di amoxicillina/acido clavulanico durante il trattamento e una al termine (il farmaco è parzialmente dializzabile).
  • Per via endovenosa (da effettuarsi in 3-4 minuti) o per infusione endovenosa: 1,2 g (come amoxicillina) ogni 8 ore o ogni 6 ore se l’infezione è grave, aumentabili fino a 2,2 g infusi in 30 minuti ogni 8 ore.

Bambini di peso superiore a 40 kg: dovrebbe essere utilizzato lo stesso schema posologico valido per gli adulti ; di peso inferiore a 40 kg : 12,5mg/kg ogni 8 ore, aumentabile a 25 mg/kg ogni 8 ore nelle infezioni più gravi. L’associazione fra amoxicillina e acido aclavulanico può essere utile per il trattamento orale di infezioni causate da batteri beta-lattamasi produttori fra cui infezioni delle basse vie aeree, otiti medie, sinusiti, infezioni delle vie urinarie e ferite da morsicature ma provoca diarrea e altri sintomi gastrointestinali con maggiore frequenza rispetto alla sola amoxicillina.

Sono dispoinibili alternative meno costose. Bibliografia – Amoxicillin/clavulanate potassium, AHFS Drug Information 95, 292-297 – Amoxicillin and potassium clavulanate (Co-amoxiclav), Drug Facts and Comparisons, 1232-1233 – Calver A.D., Walsh N.S., Quinn P.F., Baran C. et al., Dosing of Amoxicillin/Clavulanate given every 12 hours is as effective as dosing every 8 hours for t reatment of lower respiratory tract infection, Clinical Infectious Diseases, 1997, vol 24(4), 570-574 – Hoberman A., Paradise J.L., Burch D.J., Valinski W.A.

et al., Equivalent efficacy and reduced occurrence of diarrhea from a new formulation of amoxicillin/clavulanate potassium (Augmentin) for treatment of acute otitis media in children, The pediatric infectious desease journal, 1997, vol.16(5), 463-470 – Co-amoxiclav, British National Formulary 43 a edizione, marzo 2002, 263 -British National Formulary 43 a edizione, Appendix I: Interactions -British National Formulary 43 a edizione, Appendix 4: Pregnancy -British National Formulary 43 a edizione, Appendix 5: Breast-feeding – Dosaggio dei farmaci antimicrobici (amoxicillina-acido clavulanico), Guida alla terapia antimicrobica,The Medical Letter, edizione 2002, 176-177 -Zanfi D., I contraccettivi orali, Interazioni clinicamente significative, Informazione sui Farmaci, anno XXVI, 5, 2002, 130-133 Data di pubblicazione 2/2003

Quanti giorni amoxicillina e acido clavulanico?

Dosaggio ed assunzione – Augmentin esiste sotto forma di

compresse, bustine (da adulti e da bambini), sospensione in un liquido (sciroppo)

e si assume per bocca. In genere, viene assunta prima di un pasto o di uno spuntino ogni 8 ore (tre volte al giorno) od ogni 12 ore (due volte al giorno), a giudizio del medico, e la cura proseguita per un periodo generalmente non inferiore a 7 giorni, che tuttavia in alcuni casi viene prolungato fino a 14 giorni o più.

seguire con attenzione le istruzioni del foglietto illustrativo del farmaco; consultare il medico o il farmacista per eventuali chiarimenti; prendere la combinazione amoxicillina-acido clavulanico esattamente come prescritto; non somministrarlo in dosi diverse da quanto stabilito dal medico.

Si raccomanda di scuotere bene lo sciroppo prima di ogni somministrazione per mescolare uniformemente il principio attivo e si ricorda che questa formulazione, una volta preparata, si conserva per 7 giorni in frigorifero. Le compresse dovranno essere assunte con un bicchiere d’acqua, possibilmente prima dei pasti per ridurre il rischio di effetti collaterali gastrointestinali.

A cosa serve l’acido clavulanico?

A cosa serve l’acido clavulanico? – L’acido clavulanico viene utilizzato per impedire la distruzione degli antibiotici beta-lattamici (penicilline, cefalosporine) e ampliare l’attività e lo spettro d’azione di questi stessi antibiotici nei confronti di molti ceppi resistenti. Non viene somministrato da solo, ma solitamente associato ad amoxicillina, carbenicillina e ticarcillina,