Meningite Cane Come Si Prende
Cause della meningite nel cane – La meningite può essere causata da un serie di infezioni, incluse infezioni batteriche, virali, fungine e da protozoi, Queste infezioni possono raggiungere il sistema nervoso centrale attraverso le cavità nasali, l’orecchio interno, le vertebre o lesioni di natura traumatica.

In alcuni casi, le infezioni possono raggiungere il sistema nervoso centrale attraverso il flusso sanguigno. La meningite può anche essere di natura non infettiva, causata da una risposta infiammatoria immunomediata (in cui il sistema immunitario dell’organismo attacca i propri tessuti). Inoltre, alcuni parassiti possono migrare attraverso il cervello e i tessuti nervosi centrali, causando l’insorgere di meningite.

Baylisascaris procyonis (un nematode del procioni) e Dirofilaria immitis sono entrambi noti per causare la meningite parassitaria in rari casi. Nel cane, la tipologia più comune di meningite è la meningite rispondente agli steroidi (nota anche come meningite-arterite steroido-responsiva ).

Come evitare contagio meningite?

Sai come prevenire il contagio della meningite? – L’unico modo sicuro ed efficace per prevenire la meningite è la vaccinazione, programmata affinché tu possa proteggere il tuo bambino fin dalla prima infanzia, quando il rischio di contrarre la malattia è maggiore : prima somministrazione di vaccino per la meningite B e per emofilo a 3 mesi mentre per la meningite C tra i 13 e i 15 mesi.

Come si cura la meningite nei cani?

Segni clinici di meningite-arterite – Nella sua forma acuta, questa malattia si presenta con forti dolori cervicali, febbre e iperestesia generalizzata. Meno frequente è la forma cronica, caratterizzata anche dalla comparsa di deficit neurologici come atassia o tetra o paraparesi con picchi di miglioramento e ricadute nel tempo. I segni clinici caratteristici sono:

Analisi del sangue: leucocitosi neutrofila Liquido cerebrospinale (LCR):

Colore arancione all’analisi visiva Pleocitosi all’analisi microscopica: Nella forma acuta si osserveranno neutrofili polimorfonucleati, mentre nella forma cronica si avrà pleocitosi mononucleare. A differenza dei casi di meningite batterica, i neutrofili non risulteranno degenerati.

Questa malattia è stata associata alla comparsa di poliartrite immunomediata nel 46% dei casi. Il trattamento per la meningite immunomediata è l’uso di glucocorticoidi. Di solito, dopo l’inizio del trattamento, si osserva un notevole miglioramento che riduce il rischio di sequele. Uno dei protocolli di trattamento tipici di questa malattia è la somministrazione di prednisone a dosi decrescenti:

Primi 2 giorni: 2 mg per chilogrammo di peso ogni 12 ore 2 settimane successive: la dose si riduce della metà (1 mg per chilogrammo ogni 12 ore) Per il mese successivo: 0,5 mg/kg ogni 12 ore Secondo mese: 0,5 mg/kg ogni 24 ore Terzo mese: 0,25 mg/kg ogni 24 ore Infine, il trattamento verrà concluso con 0,25 mg/kg ogni 48 ore per altri 2 mesi.

Normalmente, la prognosi è eccellente se il cane risponde bene al trattamento (1). In caso di recidiva, o se questo schema non è efficace, si raccomanda la combinazione con farmaci immunosoppressori come l’azatioprina (1,5-2 mg per chilo di peso ogni 48 ore).

  1. In questo caso, il trattamento viene effettuato per almeno 6 mesi, con controlli ogni 4-6 settimane.
  2. Se la presentazione della meningite-arterite è acuta, ma i segni sono lievi e il numero di cellule nel liquido cerebrospinale è inferiore a 200 cellule per microlitro, può essere indicato il trattamento con FANS,

In questo caso, il monitoraggio del paziente canino sarà esaustivo e attento al possibile deterioramento neurologico. Il ritiro del trattamento con glucocorticosteroidi dovrebbe essere lento e graduale nell’arco di diversi mesi. Tuttavia, alcuni animali possono avere una ricaduta durante questo processo. Nel recente studio di Biedermann et al (2) sono stati analizzati i tassi di recidiva di meningite-arterite con risposta agli steroidi.

Il valore della proteina C-reattiva nel siero e nel liquido cerebrospinale è stato utilizzato come indicatore per oggettivare lo stato del paziente canino. Questa proteina è elevata durante i processi infiammatori. I valori sono stati misurati al basale e dopo 3 mesi, sia che si fosse verificata una ricaduta o che l’animale si fosse ripreso normalmente.

Durante lo studio si sono verificate ricadute nel 32,4% dei cani. Tuttavia, ciò non si è tradotto in risultati analitici, in quanto nel 75% dei pazienti canini che avevano subito almeno una ricaduta, i livelli di proteina C-reattiva nel siero e nel liquido cerebrospinale erano normali.

Quando si prende la meningite?

Che cos’è la meningite? – La meningite è una patologia non particolarmente contagiosa, Affinché avvenga il contagio è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona malata. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla.

Come viene presa la meningite?

FAQ – Meningite Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2019 Malattia e agenti infettivi 2. Che cos’è la meningite? E’ un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale (le meningi). Generalmente riconosce una causa infettiva, tuttavia esistono anche forme non infettive (es.

  • Quella virale, detta anche meningite asettica, è la forma più comune; di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni.
  • La forma batterica, invece, è più rara ma estremamente più grave e può avere anche conseguenze letali.
  • La meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria e può rappresentare un pericolo per la vita.

3. Quali sono gli agenti della meningite infettiva? Gli agenti della meningite infettiva possono essere: virus, batteri e funghi o miceti.

  • Gli agenti batterici sono diversi. Il più temuto, sebbene non sia il più frequente, è Neisseria meningitidis (meningococco), di cui esistono diversi sierogruppi; quelli che causano malattia nell’uomo sono A, B, C, Y, W135 e meno frequentemente X. In Italia e in Europa i sierogruppi B e C sono i più frequenti. Altri agenti batterici causa di meningite sono Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae,
  • Gli agenti virali più comuni sono l’ herpesvirus, l’ enterovirus, il virus dell’influenza.
  • La meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit immunologico.

4. Come si trasmette? La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati.

  1. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.
  2. Tuttavia, l’essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia.
  3. Per molti agenti patogeni (come meningococco, pneumococco ed emofilo), infatti, è frequente lo stato di portatore, cioè di individuo sano, nel cui faringe risiedono questi batteri, senza alcuna sintomatologia e senza un aumentato rischio di sviluppare la malattia.5.

Come si sviluppa l’infezione nell’organismo? Solitamente, l’infezione origina in un altro punto del corpo, da cui gli agenti possono raggiungere le meningi attraverso il flusso sanguigno. La meningite può però anche rappresentare l’evoluzione di una otite o sinusite o direttamente da un’infezione a livello cerebrale derivata da una frattura del cranio.

  • La presenza del microorganismo nel sangue può anche dare quadri di sepsi.6.
  • Qual è il periodo di incubazione della malattia? ll tempo può variare a seconda dell’agente causale e della presentazione clinica.
  • Il periodo di incubazione della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni; per la forma batterica il periodo di incubazione può essere più lungo, dai 2 ai 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria).

La malattia è contagiosa soltanto durante la fase acuta e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.7. Quali sono i sintomi? I primi sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, cefalea, inappetenza. In genere, però, dopo 2-3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre, pallore, fotosensibilità; segni tipici sono la rigidità della nuca e quella all’estensione della gamba.

  • Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito.
  • A volte si nota l’ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

La meningite e la sepsi meningococca si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore, e la comparsa di petecchie (piccole macchie rossastre o violacee dovute a micro-emorragie dei vasi).8. Quali sono le fasce più a rischio di contrarre l’infezione? I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e anziani sono a rischio più elevato di contrarre infezione e malattia.

  1. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.9.
  2. Come si cura? Il trattamento deve essere tempestivo.
  3. La meningite batterica viene trattata con antibiotici; la cura è più efficace se il ceppo responsabile dell’infezione viene caratterizzato e identificato.

Nel caso di meningiti virali, la terapia antibiotica non è appropriata, ma la malattia è meno grave e i sintomi si risolvono di solito nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto. L’identificazione dell’agente che causa la malattia è importante, sia per orientare la terapia antibiotica del paziente sia per definire la necessità della profilassi dei contatti.

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C
  • il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y
  • il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Altri vaccini contro forme batteriche di meningite sono quelli contro l’ Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) e contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco).11. A chi e in quali casi sono raccomandate le vaccinazioni? La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C, W, Y è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Al di fuori delle due fasce di età citate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.) ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).

Il vaccino contro il meningococco B è attualmente offerto gratuitamente ai bambini nel corso del primo anno di vita solo in alcune regioni e lo sarà presto anche a livello nazionale.12. Quali sono gratuiti e quali a carico del cittadino? La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede l’offerta gratuita della vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è raccomandato un richiamo, sempre gratuito, con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

Il vaccino tetravalente coniugato anti-meningococco A,C, W, Y è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi ove sono presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino. Il vaccino contro il meningococco B è raccomandato e gratuito per i bambini sotto l’anno di età.

Anche il vaccino anti- Haemophilus influenzae b è raccomandato e gratuito per i bambini sotto l’anno di età. Il vaccino è, inoltre, fortemente raccomandato in persone a rischio o perché affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, etc.), ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (ragazzi che vivono in collegi, dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell’Africa).13.

Quanto dura l’effetto della copertura vaccinale? Generalmente, la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età a cui viene somministrato. Infatti, mentre alcuni vaccini, come quello anti-epatite B, conferiscono una protezione duratura lungo tutto l’arco della vita, per altri vaccini, come quelli contro difterite e tetano, sono raccomandati richiami decennali.

Riguardo ai vaccini anti-meningococcici, è stata inserita, nel, una dose di richiamo nell’adolescenza, in quanto è un’età a maggior rischio (se pur sempre molto basso) rispetto al resto della popolazione per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.14.

Qual è il valore del richiamo vaccinale? Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli di copertura vaccinale siano elevati, anche nella popolazione generale l’instaurarsi della cosiddetta immunità di gregge, una specie di scudo di protezione, essenziale a limitare la circolazione di un determinato microbo ed evitare il riemergere di malattie ormai sotto controllo, difendendo così anche le fasce di popolazione più vulnerabili come anziani, bambini molto piccoli ancora non completamente vaccinati e soggetti a rischio.15.

Negli adolescenti va fatta la vaccinazione? E se è stata fatta a un anno di età va fatto un richiamo? La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti, in quanto rientrano tra le categorie a maggiore rischio di contagio, sebbene limitato rispetto ad altre malattie infettive molto più contagiose, come influenza e morbillo.

Per chi è stato vaccinato da bambino è prevista una dose di richiamo nell’adolescenza per rafforzare la risposta immunitaria ad una eventuale infezione.16. Per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco è consigliata la vaccinazione? La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti i fattori di rischio già citati (per esempio malattie croniche e immunodeficienza) o condizioni particolari (per esempio viaggi in zone a rischio).

Chi ha dubbi è opportuno che si rivolga alla ASL o al proprio medico di base.17. Quali sono le misure di profilassi da adottare? Per prima cosa è necessario identificare il patogeno per scegliere le misure di profilassi più adeguate. Occorre identificare i conviventi e le persone che hanno avuto contatti stretti con l’ammalato nei 10 giorni precedenti la data della diagnosi, da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria.10 giorni è il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia.

  1. Ministero della Salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria
  2. Istituto superiore di sanità, Dipartimento malattie infettive
  3. AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco

: FAQ – Meningite

Come inizia la meningite?

Tessuti che rivestono il cervello – All’interno della scatola cranica, l’encefalo è ricoperto da tre strati di tessuto denominati meningi. Quando i batteri invadono le meningi e lo spazio subaracnoideo, il sistema immunitario reagisce agli invasori e le cellule immunitarie si raccolgono per difendere il corpo da essi.

Coaguli di sangue: se l’infiammazione è grave, può diffondersi ai vasi sanguigni nel cervello e causare la formazione di coaguli che a volte causano ictus. Tumefazione cerebrale (edema cerebrale): l’infiammazione può danneggiare il tessuto cerebrale, provocare gonfiore e sanguinamento in piccole aree. Maggiore pressione all’interno del cranio (pressione endocranica): il gonfiore accentuato può aumentare la pressione all’interno del cranio e causare lo spostamento di parti del cervello. Se queste parti vengono spinte attraverso le piccole aperture nei tessuti che dividono il cervello in comparti, si produce un disturbo potenzialmente letale chiamato ernia cerebrale Ernia: il cervello sotto pressione, Eccesso di liquido nel cervello: il cervello produce continuamente liquido cerebrospinale. L’infezione può impedire il flusso del liquido attraverso le zone del cervello (ventricoli) e la fuoriuscita dello stesso dal cervello. Il liquido può accumularsi nei ventricoli e causarne l’ingrandimento (un disturbo chiamato idrocefalo). Quando il liquido in eccesso si accumula, esercita pressione sul cervello.

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Diverse specie di batteri possono causare la meningite. Il tipo di batteri che con maggiore probabilità causa la patologia dipende da:

l’età dei soggetti la modalità (la via) in cui la meningite è stata contratta l’efficacia del sistema immunitario del soggetto

La meningite batterica acuta può svilupparsi nei lattanti e nei bambini, soprattutto nelle aree geografiche in cui i bambini non vengono vaccinati. Con l’età, la meningite batterica acuta diviene più diffusa. Nei neonati e nei bambini piccoli, le cause più comuni di meningite batterica sono:

Streptococchi del gruppo B, in particolare lo Streptococcus agalactiae Listeria monocytogenes

Nei lattanti più grandi, nei bambini e nei giovani adulti le cause più comuni sono: In alcuni casi, Neisseria meningitidis causa una grave infezione rapidamente progressiva denominata meningite meningococcica, che provoca il coma e il decesso nel giro di poche ore.

Di solito, questa infezione si verifica quando i batteri provenienti da un’infezione del tratto respiratorio superiore entrano nel torrente ematico. La meningite meningococcica è molto contagiosa. Piccole epidemie di meningite meningococcica possono verificarsi tra persone che vivono in ambienti chiusi, come le caserme militari e i dormitori scolastici.

L’infezione da Neisseria meningitidis diviene meno comune con l’avanzare dell’età. Haemophilus influenzae di tipo B è ormai una causa rara di meningite negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale, dato che la maggior parte dei bambini viene vaccinata contro questo batterio.

Comunque, nelle aree in cui il vaccino non è ampiamente utilizzato, questi batteri rappresentano una causa comune della patologia, specialmente nei bambini da due mesi a sei anni di età. Negli adulti di mezza età e negli anziani la causa più comune è Con l’avanzare dell’età, il sistema immunitario si indebolisce e il rischio di contrarre la meningite dovuta a batteri differenti, come la Listeria monocytogenes, l’ E.

coli o altri batteri Gram-negativi, aumenta. Lo Staphylococcus aureus causa occasionalmente una grave forma di meningite in persone di tutte le età, La meningite batterica può essere acquisita in modi diversi, quando:

i batteri provenienti da un’infezione in un’altra parte del corpo si diffondono attraverso il torrente ematico (la via più comune) i batteri si diffondono nelle meningi da un’altra infezione presente nella testa, come la sinusite o un’infezione dell’orecchio (spesso causata da Streptococcus pneumoniae ) in seguito a una ferita penetrante nel cranio o nelle meningi (spesso causata da Staphylococcus aureus ) viene eseguito un intervento chirurgico al cervello o al midollo spinale (spesso causata da batteri Gram-negativi) un dispositivo di drenaggio (shunt), collocato nel cervello per alleviare l’aumento della pressione nel cranio, si infetta

La presenza di una qualsiasi delle condizioni descritte sopra aumenta il rischio di contrarre la meningite batterica. Il tipo di batteri che con maggiore probabilità potrebbe provocare la meningite dipende dal grado di funzionalità del sistema immunitario. Le condizioni che indeboliscono il sistema immunitario aumentano il rischio di contrarre la meningite batterica. Tali condizioni includono:

Trattamento con corticosteroidi o altri farmaci che sopprimono il sistema immunitario ( immunosoppressori Disturbi da immunodeficienza secondaria ), che vengono utilizzati per trattare le malattie autoimmuni e il cancro o per prevenire il rigetto di un organo trapiantato Chemioterapia Rimozione della milza (splenectomia)

Il tipo di batterio (o micete) che può verosimilmente provocare la meningite dipende anche dalla causa dell’indebolimento del sistema immunitario e dalla parte del sistema immunitario compromessa, come nei seguenti esempi:

Problemi della produzione dei anticorpi (che aiutano l’organismo a combattere le infezioni) o rimozione della milza: Streptococcus pneumoniae o, meno frequentemente, Neisseria meningitidis, che può causare una grave forma di meningite rapidamente progressiva Recente chemioterapia per tumori: Pseudomonas aeruginosa o batteri Gram-negativi quali l’ E. coli

Nei bambini molto piccoli (soprattutto se prematuri) e nelle persone anziane, la funzionalità di determinate parti del sistema immunitario può essere minore, aumentando il rischio di meningite dovuta a Listeria monocytogenes, I sintomi della meningite batterica acuta variano in base all’età.

temperatura corporea alta o bassa disturbi alimentari Vomito irritabilità, come eccessiva agitazione o pianto che continua o peggiora dopo che il bambino viene confortato e abbracciato dalla madre o da un operatore sanitario schiocco delle labbra, masticazione involontaria, sguardo rivolto in direzioni diverse o flaccidità periodica (un tipo di convulsione) indolenza o torpore (letargia) pianto ad alta intensità non tipico dei bambini

A differenza dei bambini più grandi e degli adulti, la maggior parte dei neonati e dei lattanti non presenta rigidità del collo. Se la meningite si aggrava, i punti morbidi tra le ossa del cranio (chiamate fontanelle) presenti nei lattanti prima che le ossa del cranio si saldino tra loro, possono sporgere a causa della maggiore pressione esercitata all’interno del cranio.

  • Nella maggior parte dei bambini e degli adulti la meningite batterica acuta inizia con alcuni sintomi che lentamente peggiorano per 3-5 giorni.
  • Questi sintomi possono includere una generale sensazione di malessere, febbre, irritabilità e vomito.
  • Alcuni pazienti accusano mal di gola, tosse e secrezione nasale.

Questi sintomi vaghi possono assomigliare a quelli di un’infezione virale. I primi sintomi che suggeriscono più specificamente la meningite includono:

Febbre Cefalea rigidità nucale (di solito) stato confusionale e attenzione ridotta sensibilità alla luce

La rigidità nucale dovuta alla meningite è molto più di un semplice dolore. L’abbassamento del mento fino al torace causa dolore e potrebbe essere impossibile. Lo spostamento della testa in altre direzioni non è altrettanto difficile. Tuttavia, alcuni soggetti non presentano rigidità nucale e altri soffrono di dolore alla schiena.

  • Alcuni pazienti presentano i sintomi dell’ictus, compresa la paralisi.
  • Alcuni sviluppano convulsioni.
  • Quando l’infezione progredisce, i bambini e gli adulti possono diventare sempre più irritabili, confusi e quindi sonnolenti.
  • Successivamente possono entrare in stato di incoscienza e svegliarsi solo con stimoli fisici vigorosi.

Questo stato mentale si chiama stupor. Gli adulti possono aggravarsi in maniera significativa nel giro di 24 ore e i bambini anche più velocemente. La meningite può causare coma e decesso nel giro di poche ore. La meningite batterica è uno dei pochi disturbi in grado di colpire soggetti giovani precedentemente sani, che possono addormentarsi con sintomi leggeri e non svegliarsi più.

Nei bambini più grandi e negli adulti, tale decesso rapido è spesso dovuto al gonfiore del cervello. In caso di meningite meningococcica, il sangue e molti altri organi vengono spesso infettati. L’infezione del sangue (chiamata meningococcemia) può peggiorare nel giro di poche ore e possono formarsi dei coaguli di sangue.

Di conseguenza, aree di tessuto possono morire e può verificarsi sanguinamento sottocutaneo, con conseguente sviluppo di eruzione cutanea formata da piccoli punti di colore viola-rossastro o da macchie più ampie. Il sanguinamento può verificarsi negli organi del tratto digerente e in altri organi.

  • I pazienti possono presentare vomito ematico oppure emettere feci nere, catramose o con presenza di sangue.
  • In assenza di trattamento, la pressione arteriosa precipita e causa shock e morte.
  • Di solito, il sanguinamento si verifica nelle ghiandole surrenali, che smettono di funzionare e peggiorano lo shock.

Se non trattata tempestivamente, questa malattia, chiamata sindrome di Waterhouse-Friderichsen, è spesso letale. In alcune situazioni, i sintomi della meningite batterica sono molto più leggeri del normale, rendendo più difficile il riconoscimento del disturbo.

I sintomi sono più leggeri quando i soggetti vengono trattati con antibiotici per un’altra ragione. Per esempio, quando si sviluppa la meningite i pazienti possono avere in corso un trattamento per un’altra infezione (come un’infezione all’orecchio o alla gola) oppure una meningite precoce può essere scambiata per un’altra e trattata con antibiotici.

I sintomi possono essere più lievi nelle persone il cui sistema immunitario è indebolito a causa dell’uso di farmaci o della presenza di disturbi che sopprimono il sistema immunitario (come l’AIDS), in chi soffre da disturbo da uso di alcol e nelle persone molto anziane.

Puntura lombare e analisi del liquido cerebrospinale

Se un bambino di massimo due anni di età presenta febbre e il genitore riscontra irritabilità o sonnolenza inspiegabili, quest’ultimo deve immediatamente consultare o chiamare un medico, soprattutto se i sintomi non si risolvono dopo un’adeguata dose di paracetamolo.

crescente irritabilità o sonnolenza insolita bassa temperatura corporea rifiuto del cibo avere convulsioni presenza di rigidità nucale

Gli adulti devono chiedere assistenza medica immediata se presentano uno dei seguenti sintomi:

cefalea e rigidità nucale, specialmente in concomitanza con la febbre stato confusionale e attenzione ridotta indolenza o torpore crisi convulsive eruzione cutanea con febbre o rigidità nucale

Durante l’esame obiettivo, i medici ricercano i sintomi identificativi della meningite, soprattutto la rigidità nucale. Verificano anche la presenza di eruzione cutanea, specialmente nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, e di altri sintomi in grado di suggerire una causa.

I medici possono sospettare fortemente la meningite batterica sulla base dei sintomi e dei risultati dell’esame, ma sono necessari alcuni test per confermare la diagnosi e identificare i batteri specifici che stanno causando la patologia. Non appena i medici sospettano la meningite batterica, prelevano un campione di sangue da sottoporre a coltura e ad analisi in un laboratorio.

Quindi iniziano immediatamente il trattamento con antibiotici e corticosteroidi, senza attendere i risultati dei test, perché la meningite può progredire rapidamente. Una volta iniziato il trattamento, se ritenuto sicuro, i medici eseguono rapidamente una puntura lombare Puntura lombare (rachicentesi) per confermare la diagnosi. Comunque, se temono che la pressione all’interno del cranio stia considerevolmente aumentando (per esempio, a causa di ascesso, tumore o altra massa presente nel cervello), possono innanzitutto eseguire una TC o una RMI per esaminare tali masse. Una volta ridotta la pressione all’interno del cranio o se non viene rilevata alcuna massa, viene eseguita una puntura lombare, e se necessario i medici adattano il trattamento dopo aver ottenuto i risultati. Quando si effettua un colpetto spinale, un ago sottile viene inserito tra due ossa (vertebre) nella parte inferiore della colonna vertebrale per prelevare un campione di liquido cerebrospinale.

Attenta osservazione del liquido: Questo è solitamente limpido, ma può essere torbido nelle persone affette da meningite. Misurazione della pressione nello spazio subaracnoideo (che contiene il liquido cerebrospinale) prima del prelievo del liquido cerebrospinale: Di solito, in caso di meningite la pressione è alta. Analisi del liquido cerebrospinale in un laboratorio: Vengono determinati i livelli glicemico e delle proteine nonché il numero e il tipo di globuli bianchi nel liquido. Queste informazioni aiutano i medici a diagnosticare la meningite e a distinguere tra patologia batterica e virale. Il liquido cerebrospinale viene esaminato al microscopio per ricercare e identificare i batteri. Per mostrare più chiaramente i batteri e identificarli si utilizza una colorazione particolare (denominata colorazione di Gram). Altri esami

Per identificare rapidamente alcuni batteri, come Neisseria meningitidis e Streptococcus pneumoniae, si possono utilizzare altri test. Alcuni di questi test identificano i singoli batteri rilevando specifiche proteine (antigeni) sulla loro superficie.

La tecnica di reazione a catena della polimerasi (Polymerase Chain Reaction, PCR), che produce molte copie di un gene, può essere utilizzata per identificare l’esclusiva sequenza di DNA dei batteri. Alcuni esami consentono di analizzare rapidamente ampie quantità di materiale genetico. Questi esami sono in grado di identificare microrganismi all’interno del liquido cerebrospinale altrimenti non identificabili.

Questi test non sono comunque sempre disponibili. Anche il liquido cerebrospinale viene sottoposto a coltura (per favorire la crescita dei batteri). La coltura aiuta i medici a stabilire la presenza dei batteri, il tipo di batteri presenti e il tipo di antibiotici più efficaci.

I risultati della coltura solitamente richiedono 24 o più ore. Se la coltura o altre analisi rilevano batteri nel liquido cerebrospinale, si può confermare la meningite batterica. I medici prelevano anche campioni di sangue, urina e muco da naso e gola. Nei soggetti colpiti da eruzione cutanea, è possibile utilizzare un piccolo ago per rimuovere liquido e tessuto da sotto la pelle nel punto dove è localizzato l’eritema.

Questi campioni vengono sottoposti a coltura ed esaminati al microscopio per verificare quali batteri siano presenti. Se il trattamento avviene tempestivamente, la maggior parte dei pazienti si riprende bene. Tuttavia, in caso di terapia tardiva, i danni cerebrali o nervosi permanenti o la morte sono più frequenti, soprattutto nei bambini molto piccoli e nei soggetti di oltre 60 anni.

Per i bambini e ragazzi di età inferiore a 19 anni: anche solo del 3%, ma spesso superiore Per gli adulti < 60 anni: circa del 17% Per gli adulti di età superiore ai 60 anni: Fino al 37% Per i soggetti con meningite dovuta a Staphylococcus aureus e non acquisita in ospedale (nosocomiale): circa del 43%

In alcuni pazienti, la meningite può provocare convulsioni che richiedono il trattamento per tutta la vita. Coloro che sono stati colpiti da meningite possono presentare problemi come riduzione permanente delle capacità mentali, difficoltà mnemoniche o di concentrazione, disturbi dell’apprendimento, problemi di comportamento, paralisi, sdoppiamento della vista e perdita parziale o totale dell’udito. ) vengono generalmente isolati fino a quando l’infezione non è controllata e non è più in grado di diffondersi, di solito per circa 24 ore. Sono disponibili vaccini per varie forme di meningite batterica. I famigliari, il personale medico e altri individui in stretto contatto con pazienti affetti da meningite meningococcica devono assumere un antibiotico (come rifampicina o ciprofloxacina per via orale o ceftriaxone per iniezione) come misura preventiva.

Antibiotici Desametasone (un corticosteroide) Infusione di liquidi

Poiché la meningite batterica acuta può causare danni permanenti al cervello o ai nervi o decesso nel giro di poche ore, il trattamento viene avviato quanto prima, senza attendere i risultati dei test diagnostici e spesso prima di eseguire un prelievo spinale.

  • In questa fase, i medici non conoscono gli specifici batteri coinvolti e quindi non sanno quali antibiotici siano più efficaci.
  • Vengono quindi scelti gli antibiotici efficaci contro i batteri che con maggiore probabilità stanno provocando l’infezione; spesso si fa uso di due o più antibiotici efficaci contro molti batteri.

Gli antibiotici vengono somministrati per via endovenosa. Inoltre, poiché l’infiammazione del cervello ( encefalite Encefalite L’encefalite è un’infiammazione dell’encefalo che si manifesta quando un virus infetta direttamente l’encefalo o quando un virus, un vaccino o qualcos’altro scatena l’infiammazione.

Anche il. maggiori informazioni ) causata da un herpes virus può assomigliare alla meningite batterica, viene spesso prescritto un farmaco antivirale efficace contro questo tipo di virus. Quando viene identificato e testato l’organismo infettante (di solito una specie specifica di batteri) la terapia antibiotica viene sostituita da una maggiormente efficace contro tale organismo, e viene interrotta l’assunzione di altri antibiotici e farmaci antivirali non necessari.

Il desametasone (un corticosteroide) viene prescritto per controllare il gonfiore a livello cerebrale. Viene somministrato immediatamente prima o in concomitanza della prima dose di antibiotico, poiché il gonfiore può peggiorare man mano che gli antibiotici frammentano i batteri.

La somministrazione del desametasone continua per 4 giorni. Il desametasone può anche ridurre la pressione all’interno del cranio. Se le ghiandole surrenali sono danneggiate (come nella sindrome di Waterhouse-Friderichsen), il desametasone o un altro corticosteroide può sostituire i corticosteroidi normalmente prodotti da tali ghiandole.

I liquidi persi a causa di febbre, sudorazione, vomito e mancanza di appetito vengono ricostituiti, di solito per via endovenosa. Poiché la meningite batterica spesso colpisce molti organi e causa gravi complicanze, i pazienti vengono di solito ricoverati nel reparto di terapia intensiva.

Shock: vengono somministrati supplementi di liquidi e a volte farmaci (per via endovenosa) al fine di aumentare la pressione arteriosa e trattare lo shock Ipotensione arteriosa e shock, come può accadere nel caso della sindrome di Waterhouse-Friderichsen. Pressione pericolosamente elevata all’interno del cranio (ipertensione endocranica): elevazione della testiera del letto e uso di corticosteroidi per ridurla. Se la pressione deve essere abbassata rapidamente, viene utilizzata la ventilazione meccanica., che diminuisce la quantità di anidride carbonica nel sangue riducendo rapidamente ma per un breve periodo la pressione nel liquido cerebrospinale. Anche il mannitolo può essere somministrato per via endovenosa, per favorire il passaggio di liquidi dal cervello al circolo ematico, con riduzione della pressione endocranica. La pressione all’interno del cranio può essere monitorata con una piccola sonda (catetere) collegata a un misuratore. Il catetere viene inserito attraverso una sottile incisione del cranio. Il catetere può anche essere utilizzato per rimuovere il liquido cerebrospinale e quindi ridurre la pressione, quando necessario.

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Come capire se il cane ha la meningite?

Meningite e Meningoencefalite | AniCura Istituto Veterinario Novara Per meningite e meningoencefalite si intende un processo infiammatorio rispettivamente delle meningi e del tessuto cerebrale, sia nel cane che nel gatto. Le patologie infiammatorie del sistema nervoso centrale sono frequenti nella pratica clinica veterinaria, tuttavia ad oggi molti aspetti di tali malattie sono ancora in fase di studio.

  1. Entrambe le malattie sono più frequenti nei cani e nei gatti di giovane età ed alcune razze canine sono più predisposte di altre come ad esempio il Chihuahua, il Carlino, il Bouledogue Francese e il Maltese.
  2. Quali sono le cause? Le meningiti e meningoencefaliti possono essere suddivise in due grandi gruppi, quelle causate da un agente infettivo noto e quelle dovute a cause non infettive.

Le prime possono essere secondarie a virus, batteri, protozoi o parassiti. Le seconde invece comprendono una serie di processi infiammatori con causa sconosciuta, verosimilmente di origine immunomediata. Sono contagiose per le persone o per gli altri animali? Quando la causa del processo infiammatorio è un agente infettivo come un virus, la malattia può, se pur raramente, contagiare anche altri animali della stessa specie, non sono comunque contagiose per l’uomo anche in caso di stretto contatto con l’animale.

Quando la causa invece risiede in un disturbo del sistema immunitario, non sono contagiose né per gli animali né per le persone. Quali sono i segni clinici di queste malattie? Le meningoencefaliti tipicamente si manifestano con una sintomatologia ad esordio acuto o sub-acuto e con un decorso progressivo, tuttavia un esordio subdolo o una sintomatologia altalenante non sono così rari.

I segni clinici più frequenti sono dolore cervicale, segni encefalici come disorientamento, abbattimento e crisi convulsive, Talvolta possono essere presenti segni clinici sistemici come febbre e calo dell’appetito. Le meningiti causano gli stessi segni clinici, tranne queli di natura encefalica.

  • Come si possono diagnosticare? Le meningiti e meningoencefaliti possono essere diagnosticate mediante l’ausilio della risonanza magnetica e dell’esame del liquido cefalorachidiano, sia nel cane che nel gatto.
  • L’iter diagnostico talvolta deve essere completato con alcuni test per l’esclusione delle malattie infettive.

Si possono curare? Nei cani e nei gatti in cui viene identificata una causa infettiva occorre intraprendere una terapia specifica per quel microorganismo. In questi casi la prognosi è spesso riservata e non è facile ottenere la guarigione. Nei casi in cui si emette un sospetto di forma non infettiva il trattamento prevede invece l’utilizzo di farmaci che modulano o riducono l’attività del sistema immunitario, ma anche in questi casi la prognosi non è sempre favorevole.

  1. I trattamenti devono spesso essere protratti per lunghi periodi e circa il 30% dei cani non risponde adeguatamente ai farmaci somministrati e può peggiorare dal punto di vista neurologico, anche in tempi molto rapidi.
  2. Tuttavia, alcuni cani e gatti affetti possono giungere a guarigione con remissione completa dei segni neurologici.

: Meningite e Meningoencefalite | AniCura Istituto Veterinario Novara

Quanti giorni dura la meningite?

Incubazione della Meningite Virale – Per la meningite virale, il periodo di incubazione (ossia l’arco di tempo che va dal momento del contagio alla comparsa dei primi sintomi) ha una durata di 3-6 giorni,

Cosa succede dopo la meningite?

12. Provoca dei danni? – La meningite in generale va da forme più lievi a casi più complessi che possono anche avere esiti letali. La meningite meningococcica può addirittura compromettere in modo permanente la salute di chi sopravvive all’infezione. Il 20% circa rischia di subire gravi conseguenze, quali perdita dell’udito, epilessia, danni cerebrali, disturbi dell’apprendimento, amputazione degli arti, cicatrici.

Dove si trova il batterio della meningite?

Cos’è? La Neisseria Meningitidis o Menigococco è un batterio che si trova piuttosto frequentemente in gola e nel naso; il 5-10% dei soggetti possono essere portatori asintomatici del batterio nel naso-faringe. Esistono tipi diversi (sierotipi) di questo germe, contraddistinti con le lettere dell’alfabeto e i più frequenti sono l’A, B, C, Y, W135.

La trasmissione avviene da persona a persona attraverso le goccioline respiratorie o le secrezioni della gola di persone infette sane o malate. In alcuni casi il meningococco raggiunge il sangue e, attraverso questo, altri organi, causando malattie invasive, in particolare la meningite (infiammazione grave delle membrane che avvolgono il cervello) o la sepsi (infezione diffusa nel sangue).

Queste malattie sono sempre gravi e possono lasciare danni permanenti di tipo neurologico e comportamentale o portare alla morte in poche ore. Meno frequenti sono altre malattie meningococciche come la polmonite e la congiuntivite. La malattia colpisce in particolare i bambini di età inferiore ai 5 anni e soprattutto è più frequente nei bambini al di sotto dei due anni di vita.

  1. Un’altra fascia di età interessata, anche se con minor frequenza, è quella degli adolescenti e dei giovani adulti.
  2. Impatto sulla popolazione In Italia i vaccini contro il meningococco efficaci nei bambini piccoli sono da poco disponibili: dal 2008 è disponibile quello contro il ceppo C e dal 2014 quello contro il ceppo B.

Negli ultimi anni, la malattia è in diminuzione, anche grazie alla vaccinazione contro il meningococco C; considerando tutti i ceppi, si sono registrati 187 casi nel 2009, 149 nel 2010 e 138 nel 2012. Nel 2010 si sono verificati in media 24 casi ogni 1.000.000 abitanti con un picco massimo nei bambini con meno di 1 anno d’età.

Nella Regione Veneto nel periodo 2007-2012 sono stati notificati complessivamente 120 casi di patologia correlata a tutti i ceppi di meningococco. Le classi di età più colpite sono state quella di 2-4 anni e quella dei 15-19 anni. In Europa continuano a verificarsi casi di malattia invasiva da meningococco non essendo uniformemente diffusa la vaccinazione dei nuovi nati in tutti i paesi.

I ceppi che prevalgono sono il tipo B e C. Nel 2011 in Europa sono stati riportati 4.121 casi, segnalati da 29 Paesi. Sono maggiormente colpite le fasce di età 0-4 anni seguite da quelle 15-24 anni. I Paesi che hanno notificato un maggior numero di casi sono: Irlanda, Regno Unito, Malta.

In Europa alcuni ceppi batterici mostrano un aumento della resistenza agli antibiotici. Nel mondo, secondo l’OMS i tassi più elevati di malattia si registrano nella cosiddetta “cintura della meningite”, area che comprende i Paesi dell’Africa sub sahariana, dal Senegal all’Etiopia. In questi paesi prevalgono i ceppi A, C, W135.

Nei Paesi ad alto reddito e a clima temperato il numero di casi di meningite è piuttosto sporadico (aumentano in inverno e primavera) e non sono frequenti i focolai epidemici. Sono state comunque registrate epidemie in Canada nel 1992-1993 e in Nuova Zelanda nel 2011.

Il vaccino anti-meningococco A, C, Y, W135. Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata. E’ offerto gratuitamente ai bambini al 13° mese di vita, agli adolescenti a 14-15 anni che non sono stati precedentemente vaccinati e alle persone con patologie che possono predisporre ad un maggior rischio di sviluppare malattie da meningococco. Il vaccino anti-meningococco C. Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata. È molto efficace e il numero di dosi necessarie varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale. Nella nostra Regione è somministrato solo in particolari situazioni. Il vaccino anti-meningococco B, Si somministra per via intramuscolare e determina una protezione di lunga durata. E’ offerto gratuitamente ai nuovi nati a partire dal 7° mese di vita e a persone con patologie che possono predisporre ad un maggior rischio di sviluppare malattie da meningococco. Il numero di dosi necessarie varia in base all’età di inizio del ciclo vaccinale.

Quando non si deve vaccinare Non esistono situazioni cliniche che non consentano l’esecuzione di queste vaccinazioni, fatta eccezione per quei soggetti che hanno presentato reazioni allergiche molto gravi a sostanze contenute nel vaccino o a precedenti dosi dello stesso vaccino.

Quando si deve rinviare Queste vaccinazioni come le altre, devono essere temporaneamente rinviate quando il bambino presenta una malattia acuta con febbre o turbe generali giudicate clinicamente importanti.

Rischi dovuti alla malattia Nei paesi come l’Italia, le forme invasive dell’infezione quali la meningite e la setticemia possono dare:

danni neurologici (emiplegia, ritardo mentale, epilessia, diminuzione dell’udito, disturbi dell’apprendimento): 10-20 ogni 100 dei sopravvissuti alla meningite necrosi di tessuto cutaneo, amputazioni delle dita o degli arti: 25 ogni 100 dei sopravvissuti alla setticemia decessi: 10-12 ogni 100 delle persone con meningite, anche con appropriata terapia antibiotica, in caso di setticemia la mortalità è di oltre 40 su 100 persone.

Rischi dovuti al vaccino Il vaccino è ben tollerato. Gli eventuali effetti collaterali sono:

rossore, gonfiore, dolore: 15-25 ogni 100 dosi febbre ≥ 38°C: 3 ogni 100 dosi irritabilità, sonnolenza, malessere: 30 ogni 100 dosi manifestazione allergiche: molto rare.

Ha senso rischiare la malattia quando abbiamo a disposizione un vaccino sicuro ed efficace? No, perché:

la malattia può essere molto grave e talora fatale in Italia, dopo l’introduzione della vaccinazione contro il ceppo C è stata riscontrata una riduzione dei casi di malattia causati da questo ceppo.

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Quale tipo di meningite è contagiosa?

La meningite meningococcica è una forma batterica di meningite – infiammazione della membrane che circonda e protegge l’encefalo e il midollo spinale – altamente contagiosa e rapidamente letale.

Quanto è pericolosa la meningite?

I sintomi della meningite si presentano molto simili sia nella forma virale che non infettiva. In entrambi i casi, la malattia aggredisce le meningi, ovvero le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. La meningite virale è la forma più comune e meno pericolosa, a differenza della meningite batterica che può comportare gravi complicanze per la salute del paziente, fino alla morte nei casi di meningite fulminante non curata tempestivamente.

Dove fa male la meningite?

3. I sintomi della meningite virale – I sintomi della meningite virale possono essere:

  • mal di testa frontale o a livello retro orbitale, che si accentua col movimento degli occhi;
  • lieve rigidità nucale ( sintomi iniziali );
  • dolore muscolare;
  • grave mancanza di appetito;
  • dolori addominali;
  • diarrea.

Sebbene nella meningite virale i sintomi siano simili a quelli della meningite batterica, sono meno gravi, Se si riscontrano i sintomi della triade clinica o si sospetta una possibile meningite è di vitale importanza r ivolgersi immediatamente ad un medico o recarsi in pronto soccorso,

Cosa succede se non si cura la meningite?

Trattamento della meningite non infettiva maggiori informazioni, che, se non trattata, può causare rapidamente danni cerebrali permanenti o il decesso. Se l’infezione è dovuta al virus herpes simplex, ai pazienti viene anche prescritto aciclovir (un farmaco antivirale).

Perché la meningite prende gli arti?

Diagnosi e complicazioni – — Per avere una diagnosi certa occorre procedere con una analisi chimico-fisica e microbiologica del liquido cefalorachidiano. Per poter prelevare questo liquido che si trova tra le meningi e il sistema nervoso centrale bisogna procedere con una puntura lombare e inserire l’ago nel canale vertebrale.

Una volta accertata la meningite bisogna subito procedere con antibiotici e spesso anche con antivirali. A volte può servire la somministrazione di corticosteroidei. Se non si interviene in tempo, la risposta infiammatoria dell’organismo alle prese con la meningite fulminante può essere molto grave e causare danni permanenti come cecità, sordità, epilessia, deficit cognitivi, necrosi che porta all’ amputazione di uno o più arti.

Inoltre l’infiammazione può provocare numerose cicatrici su tutto il corpo, simili a ustioni.

Cosa si fa in caso di meningite?

MENINGITE: LA TERAPIA CONSIGLIATA – Gli agenti patogeni che possono scatenare l’infezione possono essere virus e batteri. A seconda della tipologia di meningite, batterica o virale, corrisponde una terapia specifica. La forma di meningite causata da un virus, si presenta con una sintomatologia più lieve e il paziente può evitare di essere ricoverato in ospedale.

  • In questo caso è consigliata una terapia di riposo con un’adeguata assunzione di liquidi e analgesici.
  • Se la meningite è causata da batteri, come il meningococco, è necessario il ricovero ospedaliero e la somministrazione di una cura di antibiotici per via endovenosa.
  • In concomitanza viene somministrato del cortisone che può contribuire a ridurre l’infiammazione delle meningi.

Se il paziente viene colpito da episodi di convulsioni sarà necessario aggiungere, alla terapia, anche dei farmaci antiepilettici.

Qual è la profilassi per la meningite batterica?

Sintomatologia della meningite batterica acuta – Nella maggior parte dei casi, la meningite batterica esordisce con 3-5 giorni di sintomi aspecifici insidiosamente progressivi tra cui malessere, febbre, irritabilità e vomito. Tuttavia, la meningite può avere un’insorgenza più rapida e può avere un decorso fulminante, rendendo la meningite batterica una delle poche patologie in cui un soggetto giovane, e fino a quel momento in buona salute, può andare a dormire con lievi disturbi e non risvegliarsi.

Febbre Tachicardia Cefalea Fotofobia Cambiamenti dello stato mentale (p. es., letargia, ottundimento) Rigidità nucale (anche se non tutti i pazienti ne riferiscono) Mal di schiena (meno intenso e messo in secondo piano dal mal di testa)

Le crisi epilettiche si verificano precocemente fino al 40% dei bambini con meningite batterica acuta e possono verificarsi negli adulti. Fino al 12% dei pazienti si presenta in coma. Con infezione sistemica da parte del microrganismo può provocare

Rash, petecchie o porpora (che suggeriscono meningococcemia) Consolidamento polmonare (spesso in caso di meningite causata da S. pneumoniae ) Soffi cardiaci (che suggeriscono endocardite, p. es., spesso causati da S. aureus o S. pneumoniae )

Febbre e rigidità nucale possono mancare o essere lievi nei pazienti immunocompromessi o anziani e negli alcolisti. Spesso negli anziani l’unico segno clinico è la confusione, in soggetti prima orientati, o una diversa reattività in soggetti con demenza.

Analisi del liquido cerebrospinale

Se si sospetta meningite batterica e il paziente è molto malato, gli antibiotici e i corticosteroidi devono essere somministrati immediatamente, anche prima della puntura lombare. Se si sospetta meningite batterica e la puntura lombare verrà ritardata in attesa di TC o RM, antibiotici e corticosteroidi devono essere iniziati dopo emocoltura, ma prima di effettuare neuroimaging; la necessità di una conferma non deve ritardare il trattamento.

I medici devono sospettare la meningite batterica in pazienti con sintomatologia tipica, generalmente febbre, modificazioni della vigilanza e rigidità nucale. Tuttavia, i medici devono essere consapevoli che i sintomi e i segni sono diversi nei neonati e nei bambini e possono essere assenti o inizialmente sfumati negli anziani, negli alcolisti e nei soggetti immunocompromessi.

Coloro che hanno subito una procedura neurochirurgica, poiché tali procedure possono anche causare cambiamenti dello stato mentale e rigidità del collo Gli anziani e gli alcolisti perché i cambiamenti dello stato mentale possono essere causa di encefalopatia metabolica (che può avere molteplici cause) o di cadute e di ematomi subdurali

Poiché la meningite batterica non trattata è letale, gli esami devono essere fatti anche se c’è solo un minimo dubbio di meningite. Gli esami sono particolarmente utili nei bambini, negli anziani, negli alcolisti, nei pazienti immunocompromessi e nei pazienti sottoposti a procedura neurochirurgica perché in questi casi i sintomi possono essere atipici.

Esame del liquido cerebrospinale Emocromo con formula e differenziale Pannello metabolico Emocolture associate a PCR (Polymerase Chain Reaction) se disponibili

Le controindicazioni alla rachicentesi immediata sono segni che suggeriscono pressione endocranica notevolmente aumentata o di un effetto di massa intracraniale (p. es., dovuta a edema, emorragia o tumore). Pertanto, la puntura lombare deve essere considerata ad alto rischio in presenza di:

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Papilledema Deficit neurologici focali Crisi epilettiche focali Una lesione nota della massa del sistema nervoso centrale Grande ictus Sospetta infezione focale del sistema nervoso centrale

Il liquor deve essere inviato per le analisi: conta cellulare, proteine, glucosio, colorazione di Gram, colture, PCR (Polymerase Chain Reaction) e altri test se indicato clinicamente. Un pannello PCR (Polymerase Chain Reaction) multiplex film-array può fornire uno screening rapido per più batteri e virus più Cryptococcus neoformans in un campione di liquido cerebrospinale.

  1. Questo test, non sempre disponibile, viene utilizzato per integrare, non sostituire, coltura e test tradizionali.
  2. Contemporaneamente deve essere prelevato un campione di sangue e inviato per la determinazione del rapporto del glucosio liquor:sangue.
  3. La conta delle cellule nel liquido cerebrospinale deve essere fatta il prima possibile, perché i globuli bianchi possono aderire alle pareti del tubo di raccolta, con il rischio di una conta cellulare falsamente bassa; in un liquor particolarmente purulento i globuli bianchi possono andare incontro a lisi.

I risultati del liquido cerebrospinale tipici per la meningite batterica comprendono i seguenti (vedi tabella ):

Aumento della pressione Fluido che è spesso torbido Un’alta conta leucocitaria (composta prevalentemente da leucociti polimorfonucleati) Proteine elevate Un basso rapporto glucosio nel liquido cerebrospinale:glicemia

Un livello del rapporto glucosio nel liquido cerebrospinale:glicemia < 50% suggerisce una possibile meningite. Un livello di glucosio nel liquido cerebrospinale ≤ 18 mg/dL o un rapporto del glucosio liquor:sangue < 0,23 sono altamente indicativi di meningite batterica. Tuttavia, le variazioni del glucosio nel liquido cerebrospinale possono tardare di 30-120 minuti rispetto alla glicemia. Nella meningite batterica acuta un elevato livello di proteine (generalmente da 100 a 500 mg/dL) indica un danno della barriera emato-encefalica. La conta cellulare, e i livelli di proteine e glucosio nel liquido cerebrospinale nei pazienti con meningite batterica acuta non sempre sono tipici. I segni atipici del liquido cerebrospinale possono essere

Normale nelle fasi precoci eccetto che per la presenza di batteri Predominanza dei linfociti in circa il 14% dei pazienti, in particolare nei neonati con meningite da Gram-negativi, nei pazienti con meningite da L. monocytogenes e in alcuni pazienti con meningite batterica parzialmente trattata Glucosio normale in circa il 9% dei pazienti Normale conta leucocitaria nei pazienti gravemente immunodepressi

Quando i risultati iniziali del liquido cerebrospinale sono equivoci, una puntura lombare ripetuta 12-24 h più tardi può, a volte, chiarire la direzione verso cui i cambiamenti del liquido cerebrospinale sono diretti o se c’è stato un errore di laboratorio. L’identificazione dei batteri responsabili nel liquido cerebrospinale prevede la colorazione di Gram, l’esame colturale e, se disponibile, la PCR (Polymerase Chain Reaction). La colorazione di Gram fornisce rapidamente un risultato, ma le informazioni sono limitate.

Il liquido cerebrospinale viene maneggiato con noncuranza. I batteri non vengono adeguatamente risospesi dopo che al liquido cerebrospinale è stato permesso di stabilirsi. Si verificano errori nella decolorazione o nella lettura del vetrino.

Se il clinico sospetta un’infezione da anaerobi o da altri batteri inusuali, deve comunicarlo al laboratorio prima che i campioni siano placcati per le colture. Una precedente terapia antibiotica può alterare il risultato della colorazione di Gram e l’esame colturale.

La PCR (Polimerase Chain Reaction), se disponibile, e il test di agglutinazione al lattice per rilevare antigeni batterici, possono essere utili esami aggiuntivi, soprattutto in quei pazienti che hanno già ricevuto una terapia antibiotica. La determinazione della sensibilità agli antibiotici richiede una coltura batterica.

Fino a quando non è confermata la causa della meningite, devono essere fatti altri esami sui campioni di liquido cerebrospinale o di sangue per verificare la presenza di altre cause di meningite, come virus (in particolare herpes simplex), funghi e cellule tumorali.

  • I campioni prelevati da altri siti sospetti di infezione (p.
  • Es., vie urinarie o tratto respiratorio) devono essere sottoposti a coltura.
  • Con il trattamento antibiotico, il tasso di mortalità per i ragazzi 60.
  • La meningite acquisita in comunità da S.
  • Aureus ha una mortalità dell’ordine del 43%.
  • In generale, il tasso di mortalità si correla alla gravità della compromissione dello stato di coscienza o lo stato di coma.

Fattori associati a una prognosi sfavorevole sono

Età > 60 anni Concomitanza di patologie debilitanti Un basso punteggio di coma di Glasgow al momento del ricovero (vedi tabelle e ) Deficit neurologici focali Basso numero di cellule nel liquido cerebrospinale Aumento della pressione liquorale (in particolare)

Le crisi epilettiche e un basso rapporto di glucosio del liquido cerebrospinale:glucosio del siero possono anche indicare una prognosi infausta.

Antibiotici Corticosteroidi per ridurre l’infiammazione cerebrale e l’edema

Gli antibiotici sono il cardine della terapia per la meningite batterica acuta. Oltre agli antibiotici, il trattamento prevede misure volte a ridurre l’infiammazione cerebrale e dei nervi cranici e l’aumento della pressione endocranica. La maggior parte dei pazienti è ricoverata in unità di terapia intensiva.

Gli antibiotici devono essere battericidi per i batteri responsabili dell’infezione e devono essere in grado di penetrare la barriera emato-encefalica. Se i pazienti sono in gravi condizioni e presentano segni di meningite, gli antibiotici (vedi tabella ) e i corticosteroidi devono essere iniziati non appena siano stati effettuati i prelievi per le emocolture e anche prima della puntura lombare.

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Inoltre, se la puntura lombare è rimandata nell’attesa di eseguire le indagini neuroradiologiche, il trattamento con antibiotici e corticosteroidi deve essere iniziato prima di eseguire le indagini neuroradiologiche. La terapia antibiotica empirica dipende dall’età del paziente, dal suo stato immunitario e dalla potenziale via d’ingresso dell’infezione (vedi tabella ).

In linea generale, i medici devono utilizzare antibiotici che siano efficaci contro S. pneumoniae, N. meningitidis e S. aureus, Nelle donne incinte, nei neonati, negli anziani e nei pazienti immunocompromessi, può verificarsi la meningite da Listeria ; essa richiede uno specifico trattamento antibiotico, solitamente con l’ampicillina.

L’encefalite da herpes simplex può clinicamente simulare una precoce meningite batterica; in tali casi si aggiunge l’aciclovir. La terapia antibiotica dovrà poi essere modificata in relazione ai risultati degli esami colturali e dei test di sensibilità.

Cefalosporine di 3a generazione per S. pneumoniae e N. meningitidis Ampicillina per L. monocytogenes Vancomicina per i ceppi resistenti alla penicillina di S. pneumoniae e per S. aureus

Il desametasone è utilizzato per ridurre l’infiammazione e l’edema cerebrale e dei nervi cranici; deve essere somministrato con l’avvio della terapia. Agli adulti si somministrano 10 mg EV; ai bambini 0,15 mg/kg EV. Il desametasone si somministra subito prima o con la dose iniziale di antibiotici e ogni 6 h per 4 giorni.

Elevazione della testiera del letto a 30° Iperventilazione fino a una PCO2 da 27 a 30 mmHg per non più di 24 h per causare vasocostrizione intracranica Diuresi osmotica (con mannitolo EV)

L’iperventilazione viene utilizzata fino a quando non diventano efficaci altre misure e non viene utilizzata per più di 24 h. Quando viene interrotta, la PCO2 deve essere gradualmente aumentata fino alla normalità perché un improvviso aumento può causare un aumento significativo della pressione intracranica.

Liquidi EV Farmaci anticonvulsivanti Trattamento delle infezioni concomitanti Trattamento delle specifiche complicanze (p. es., corticosteroidi per la sindrome di Waterhouse-Friderichsen, drenaggio chirurgico per un empiema subdurale).

L’utilizzo della vaccinazione per H. influenzae tipo B e, in minor misura, per N. meningitidis e S. pneumoniae, ha ridotto l’incidenza della meningite batterica. Mantenere i pazienti in isolamento respiratorio (utilizzando precauzioni per evitare il contatto con le goccioline di saliva) durante le prime 24 h di terapia può aiutare a prevenire il diffondersi della meningite.

Bambini dai 2 ai 10 anni se sono immunodeficienti o hanno un’asplenia funzionale Tutti i bambini all’età di 11 anni fino ai 12 anni con una dose di richiamo a 16 anni Bambini più grandi, studenti universitari che vivono in dormitori e reclute militari che non sono stati vaccinati in precedenza Viaggiatori o residenti nelle zone endemiche Personale di laboratorio che abitualmente maneggia esemplari di meningococco

Durante un’epidemia di meningite devono essere identificati i soggetti a rischio (p. es., studenti universitari, abitanti di un piccolo centro) e deve essere valutata l’entità del problema prima di procedere alla vaccinazione di massa. Ciò richiede costi elevati e rende necessario educare e sostenere la popolazione, ma salva vite e riduce la morbilità.

  • La vaccinazione contro il meningococco non protegge dalla meningite meningococcica del sierotipo B; questo dato va tenuto presente quando un paziente vaccinato presenta i sintomi della meningite.
  • Chiunque abbia avuto un contatto prolungato faccia a faccia con un paziente affetto da meningite (p.
  • Es., familiari, persone con cui ci siano contatti quotidiani, personale medico e altre persone che sono state esposte alle secrezioni orali del paziente) deve essere sottoposto a profilassi dopo l’esposizione.

La profilassi per la meningite da meningococco prevede una delle seguenti opzioni:

Rifampicina 600 mg (per i bambini > 1 mese, 10 mg/kg; per i bambini < 1 mese, 5 mg/kg) per via orale ogni 12 h per 4 dosi Ceftriaxone 250 mg (per i bambini < 15 anni, 125 mg) IM per 1 dose Per gli adulti, un fluorochinolone (ciprofloxacina o levofloxacina 500 mg o ofloxacina 400 mg) 1 dose per via orale

Per la meningite causata da H. influenzae di tipo b, la chemioprofilassi prevede la somministrazione di rifampicina 20 mg/kg per via orale 1 volta/die (massimo: 600 mg/die) per 4 giorni. Non c’è consenso sulla profilassi nei bambini < 2 anni con esposizione all'asilo. Non è generalmente necessaria la profilassi in caso di contatto con pazienti affetti da meningite da altri tipi di batteri.

Le cause più comuni di meningite batterica acuta comprendono N. meningitidis e S. pneumoniae nei bambini e negli adulti e Listeria spp nei neonati e negli anziani; lo S. aureus raramente provoca meningite in soggetti di ogni età. I tipici segni clinici possono essere assenti o sfumati nei neonati, negli alcolisti, negli anziani, nei pazienti immunocompromessi e nei pazienti che sviluppano la meningite dopo una procedura neurochirurgica. Se i pazienti hanno deficit neurologici focali, ottundimento, crisi epilettiche o papilledema (suggerendo valori elevati di pressione endocranica o un effetto di massa intracranica) rimandare la puntura lombare in attesa dei risultati del neuroimaging. Trattare la meningite batterica acuta il prima possibile, anche prima della conferma della diagnosi. La terapia antibiotica empirica di prima scelta prevede l’utilizzo di cefalosporine di terza generazione (per S. pneumoniae e N. meningitidis), ampicillina (per L. monocytogenes ) e vancomicina (per i ceppi di S. pneumoniae e S. aureus) resistenti alla penicillina). La vaccinazione routinaria contro H. influenza, S. pneumoniae e N. meningitidis e la chemioprofilassi per N. meningitidis contribuisce a prevenire la meningite.

Le seguenti risorse in lingua inglese possono essere utili. Si noti che il Manuale non è responsabile per il contenuto di queste risorse.

Practice Guidelines for the Management of Bacterial Meningitis : questo articolo rivede le raccomandazioni per la diagnosi e la gestione della meningite batterica, tra cui l’approccio iniziale, le indicazioni per la TC prima della puntura lombare, i test per distinguere la meningite virale da quella batterica, i test specifici per identificare i batteri responsabili, la tempistica dei farmaci antimicrobici per la sospetta meningite, i farmaci specifici da utilizzare per trattare la meningite batterica sospetta o confermata, e il ruolo del desametasone,

Chi colpisce di più la meningite?

Meningite: come si prende? – Tutti possono ammalarsi di meningite, ma i bambini piccoli e gli adolescenti presentano una probabilità più elevata di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco, Soggetti a rischio sono anche gli anziani, chi soffre di deficit immunitari e di altre patologie croniche.

La trasmissione della meningite infettiva si verifica in seguito a un contatto prolungato e stretto con persone affette dalla malattia o portatori sani. Il contagio può avvenire per via aerea (tramite goccioline di saliva e secrezioni nasali disperse parlando, tossendo o starnutendo) o attraverso il diretto contatto di liquidi biologici (es.

bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando con le stesse posate di un soggetto che ha contratto la malattia). Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati.

Quale tipo di meningite è contagiosa?

La meningite meningococcica è una forma batterica di meningite – infiammazione della membrane che circonda e protegge l’encefalo e il midollo spinale – altamente contagiosa e rapidamente letale.

Quanto sopravvive il batterio della meningite?

Malattie batteriche invasive: cause e agenti patogeni – I batteri che sono più frequente causa di malattie batteriche invasive sono: Neisseria meningitidis (meningococco): diplococco gram negativo con reservoir unicamente umano. Risente fortemente delle variazioni di temperatura e dell’essiccamento.

Pertanto, fuori dall’organismo sopravvive solo per pochi minuti. Esistono 13 diversi sierogruppi di meningococco, ma solo sei causano meningite e altre malattie gravi: più frequentemente A, B, C, W e Y e, molto più raramente, soprattutto in Africa, X. In Italia e in Europa, i sierogruppi B e C sono la causa più frequente di malattia invasiva.

Questo patogeno, è stato identificato per la prima volta nel 1887, anche se la malattia era già stata descritta nel 1805 nel corso di un’epidemia a Ginevra. Il quadro clinico più frequente delle infezioni invasive da meningococco è la meningite, con sintomi sovrapponibili a quelli delle altre meningiti batteriche.

Tuttavia, nel 10-20% dei casi la malattia si manifesta con decorso fulminante e può portare al decesso in poche ore anche in presenza di una terapia adeguata. Infatti, il meningococco può causare la sepsi meningococcica, un quadro clinico, talvolta molto severo per la presenza del meningococco nel sangue, con febbre alta, ipotensione, petecchie, insufficienza da parte di uno o più organi fino anche ad un esito fatale.

Il meningococco alberga nelle alte vie respiratorie (naso e gola), spesso di portatori sani e asintomatici (2-30% della popolazione). La sua presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. Si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie con un periodo di incubazione media di 3-4 giorni (ma che può variare da 2 fino a 10 giorni).

  • La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia.
  • I soggetti con infezione invasiva da meningococco sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica.

La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici.

i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza) chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).

La sorveglianza dei contatti è importante per identificare e eventualmente trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente. Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è l’agente più comune di malattia batterica invasiva.

Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi, polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e lo stato di portatore è comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.

Haemophilus influenzae b (emofilo o HIB) era, fino alla fine degli anni Novanta, la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione del vaccino esavalente i casi di meningite causati da HIB si sono ridotti moltissimo. Tuttavia sono divenuti più frequenti casi di malattia batterica invasiva causati da sierotipi diversi di Haemophilus influenzae non prevenibili con vaccinazione.