Microchip Cane A Cosa Serve
Perché si usa il microchip – Il microchip viene usato per registrare il cane nell’anagrafe canina con tutti i suoi dati di riconoscimento. Inoltre, se il cane dovesse perdersi, il dispositivo può aiutare a ritrovare il proprietario e quindi farci riabbracciare il nostro cucciolo girovago.

  • Infine, è giusto ricordare che il microchip aiuta anche a contrastare la triste pratica dell’abbandono.
  • Proprio in virtù del dispositivo impiantato, i cani possono essere associati a uno specifico proprietario, che dovrà rispondere delle proprie azioni qualora si verificassero degli illeciti.
  • Ricordiamo quindi che il nostro animale è un membro della comunità a tutti gli effetti e anche lui è soggetto a obblighi di Legge.

È sempre importante informarsi prima per non incorrere in sanzioni poi. Questi e altri piccoli suggerimenti possono aiutarci a conoscere meglio i nostri amici animali e l’universo che li riguarda. Scopri anche altri consigli utili sul nostro Pet Magazine ! TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

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Cosa si vede dal microchip del cane?

A cosa serve il microchip per gli animali Chiunque abbia un cane dovrebbe saperlo: il microchip è obbligatorio per legge e deve essere presente su tutti i cani, che siano di razza o meno, di taglia grande o piccola, che vivano in un appartamento o in un giardino. Ecco quindi una guida per capire cos’è, a cosa serve, come si mette, quanto costa e, soprattutto, come funziona! COS’È Dal 1° gennaio 2005 l’unico sistema identificativo nazionale per gli animali d’affezione, come cani, gatti, furetti e conigli, è il microchip.

Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico, delle dimensioni di 11×2 millimetri, racchiuso in una capsula di vetro biocompatibile. All’interno, un chip “leggibile” solo da un apposito lettore, contiene un codice univoco di 15 cifre che racconta la storia di ogni cane e permette di risalire al nome e alla residenza del suo proprietario,

A COSA SERVE Dal 1991 è stata istituita un’ Anagrafe Canina che permette d’identificare tutti i cani attraverso un codice. Il microchip, se correttamente depositato nell’Anagrafe Canina di residenza, costituisce un vero e proprio titolo di proprietà,

Questo codice di 15 cifre dichiara infatti che il vostro cane vi appartiene e che voi avete, nei suoi confronti, sia dei diritti che dei doveri. Anche se grazie a questo codice è possibile identificare un cane smarrito, non si deve confondere il microchip con il GPS ! Non funziona come quelle app che geo localizzano lo smartphone o il computer è più simile al codice IMEI che permette, in caso di smarrimento, o peggio di abbandono, di identificare in maniera univoca il cane e di riconsegnarlo al proprietario o di punire il colpevole.

A CHI SI METTE Tutti i cani, a prescindere dalla razza, dalla dimensione e dallo stile di vita, devono essere associati a un codice univoco. Gli unici esentati sono quelli che hanno già un microchip o un tatuaggio leggibile. QUANDO SI METTE Tutti i cuccioli devono essere identificati e registrati dal veterinario entro il secondo mese di vita,

Nel momento dell’impianto del microchip, il veterinario deve rilasciare anche il certificato d’iscrizione all’anagrafe, che costituisce il documento di identità e che deve accompagnare il cane in tutti i suoi trasferimenti di proprietà. COME SI METTE È importante che il microchip venga inserito da un veterinario in grado di garantire il rispetto delle norme igieniche necessarie per evitare infezioni, come per esempio l’utilizzo di siringhe sterili monouso, il rispetto della sede d’inoculazione, che in Europa è il sottocute al lato sinistro del collo, l’attenzione a evitare danni vascolari o ferite in caso di movimenti improvvisi dell’animale e la cura nell’effettuare un’esecuzione indolore.

Inoltre, è importante verificare, andando di persona presso l’ufficio competente, che, dopo l’applicazione del microchip, il codice sia anche regolarmente e correttamente inserito in tutte le banche dati dell’Anagrafe Canina. QUANTO COSTA Il microchip può essere inserito da qualsiasi veterinario abilitato e il costo è quello di una visita, quindi può variare a seconda del professionista scelto,

Chi vuole può rivolgersi ai Servizi Veterinari dell’Asl di competenza entro i primi due mesi di vita del cane per avere il microchip gratuitamente o al solo costo base del dispositivo. Oppure, può rivolgersi ad alcune associazioni per la tutela degli animali che occasionalmente organizzano campagne di sensibilizzazione offrendo l’impianto gratis, soprattutto per contrastare il randagismo.

COME FUNZIONA Il microchip utilizza la tecnologia R.F.ID. (Radio Frequency Identification) ciò significa che viene letto attraverso onde a radiofrequenza, Se trovate un cane smarrito, portatelo dal veterinario: lui, con l’apposito lettore di microchip, vi dirà il codice di 15 cifre.

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Una volta in possesso del codice, vi basterà inserirlo nella banca dati dell’Anagrafe Animali d’affezione presente sul sito del Ministero della Salute per avere tutte le informazioni sulla storia di quel cane e risalire così all’indirizzo del proprietario. VANTAGGI RISPETTO AL TATUAGGIO Il tatuaggio è stato per anni l’unico metodo d’identificazione degli animali d’affezione.

Col tempo però si è scoperto che l’applicazione del tatuaggio poteva essere dolorosa e pertanto non consigliata ai cani più anziani per i rischi connessi a un’eventuale anestesia. Inoltre, il tatuaggio col tempo poteva sbiadire o diventare di difficile lettura per la crescita del pelo.

Così si è ritenuto doveroso passare a un sistema d’identificazione elettronica univoco e meno problematico: il microchip. NON SOLO CANI Inizialmente usato per contrassegnare gli animali da reddito, come mucche o cavalli, oggi il microchip viene usato anche per gli animali da compagnia, come cani, gatti, furetti e conigli e per gli animali esotici come iguane, tartarughe e pappagalli di grandi dimensioni.

Inoltre, i gatti e i furetti, per recarsi all’estero, devono essere obbligatoriamente identificati con microchip per poter ottenere il passaporto europeo, documento indispensabile per l’espatrio. Se infine avete a cuore la salute del vostro amico a quattro zampe e volete stipulare un’assicurazione per animali, ricordatevi che il microchip è necessario per l’identificazione e quindi per il rimborso di tutte le spese veterinarie.

Come funziona il chip per i cani?

Descrizione – Dal 5 novembre 2004 tutti i cani devono essere identificati tramite l’applicazione di un piccolo microchip. Il microchip è una piccolissima capsula contenente un codice magnetico di 15 cifre. Viene applicata dal Veterinario con una semplice ed innocua iniezione sottocutanea nel lato sinistro del collo dell’animale.

  • Non dà alcun problema sanitario, non emette alcuna radiazione dannosa; nel momento in cui si avvicina al collo del cane l’apposito lettore il microchip consente la lettura del codice identificativo.
  • Il microchip può essere applicato dal Veterinario dell’ASL oppure da un libero professionista autorizzato.

Tutti i cani nati in Piemonte devono essere identificati entro i 60 giorni e comunque prima della cessione a qualsiasi titolo. Chi acquisisce un cane non identificato (p. es. da altre Regioni) deve iscriverlo all’anagrafe canina mediante l’applicazione del microchip entro 15 giorni.

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Chi può leggere il microchip di un cane?

L’Anagrafe Canina è un obbligo di Legge e grazie al Microchip ci permette di proteggere i nostri cani In Italia sono censiti oltre 12 milioni di cani grazie ai Registri dell’Anagrafe degli animali d’affezione, istituiti dal Ministero della Salute. Ma scopriamo insieme la grande utilità! In Italia è obbligatorio come in gran parte del mondo, che ogni cane sia identificabile attraverso un sistema di rintracciamento efficace, permettendo di risalire al proprietario e detentore.

  • Fino a circa 20 anni fa veniva utilizzato per questa procedura veniva utilizzato il tatuaggio, sicuramente più soggetto a difficoltà di lettura nel tempo e soprattutto implicava un intervento sulla pelle del cane, sicuramente evitabile.
  • La tecnologia in campo sanitario ha permesso di utilizzare un sistema molto efficace e sicuramente meno deteriorabile.

Oggi viene quindi inoculato sottocute un piccolissimi chip, corrispondente ad un numero di 15 cifre, che per il nostro paese inizia sempre con 380260. Il veterinario abilitato è colui che inserisce questo piccolo chip sottocutaneo nel cane, leggibile poi attraverso un lettore specifico che permette di identificare il numero collegato a un titolare che in Italia si definisce proprietario.

  1. Nel certificato rilasciato in base alla regione di applicazione, sistema sanitario o amministrazione pubblica come il Comune, è indicato anche un detentore del cane.
  2. Davanti alla Legge Italiana la proprietà del cane e la responsabilità civile e penale è proprio indicato da questo certificato importantissimo per essere in regola.

E soprattutto utilissimo laddove l’animale possa essere smarrito o peggio rubato! Una distribuzione nazionale suddivide per regioni tutta l’andamento demografico dei cani in Italia. Questo vale per tutti i cani di razza e non. L’Anagrafe Canina rientra nel dipartimento del Ministero della Salute, acquisisce i dati e li gestisce con un protocollo informatizzato, al quale hanno accesso i veterinari liberi professionisti autorizzati nelle varie regioni. Prevede appunto quello di aggiornare inserire oppure modificare la proprietà e detenzione dell’ animale.

è obbligo di legge che tutti i proprietari di cani abbiano appunto fatto questa prassi per quanto riguarda la regione Lombardia ad esempio noi abbiamo un minimo di 15 giorni per poter regolarizzare la posizione della proprietà del microchip e quindi del cane e da quanto dista invece dei cani che nascono da allevatori ne abbiamo la d’obbligo dei 30 giorni dalla nascita questo è importante perché a questo microchip corrisponde tutta una serie di servizi che possono essere utili.

Immaginate se dovete perdere un cane o se un cane viene perso? Semplicemente leggendo il numero del microchip potete risalire ai dati del proprietario e contattarlo! Una cosa che in passato invece era legata al tatuaggio che molto spesso veniva fatto sull’orecchio o nella coscia internamente e poi veniva ricoperto di peli e spesso diventava di difficile lettura. Per il cane di razza esiste un secondo registro di anagrafico, da regolarizzare. Gestito dall’Ente Nazionale della Cinofilia, rientrante nel Ministero delle Politiche Agricole Ambientali e Forestali, grazie all’emissione di un Certificato Genealogico Ministeriale, comunemente chiamato “Pedigree” che identifica, a norma di Legge, l’appartenenza zootecnica di una popolazione di cani, con specifiche attitudini, comportamenti e caratteristiche.

A cosa servono i chip?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Tre circuiti integrati nei rispettivi package DIP plastici con i vari piedini uscenti Un circuito integrato ( IC, dall’ inglese integrated circuit ), in elettronica digitale, è un circuito elettronico miniaturizzato dove i vari transistori sono stati formati tutti nello stesso istante grazie a un unico processo fisico-chimico.

  1. Un chip (lett.
  2. Pezzetto”) è il componente elettronico composto da una minuscola piastrina del wafer di silicio ( die ), a partire dalla quale viene costruito il circuito integrato; in pratica, il chip è il supporto che contiene gli elementi (attivi o passivi) che costituiscono il circuito.
  3. A volte si utilizza il termine chip per indicare complessivamente l’integrato.
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Viene realizzato a partire da un die di un wafer di un semiconduttore (generalmente silicio ) attraverso diverse possibili scale di integrazione e rappresenta il core o nucleo o dispositivo di elaborazione del processore, Il circuito integrato è adibito, sotto forma di rete logica digitale o analogica, a funzionalità di processamento o elaborazione di ingressi espressi sotto forma di segnali elettrici, al fine di ottenere dati in uscita.

Come registrare un cane con microchip?

Valentina Pappalardo 31 maggio 2019 11:12 L’Anagrafe Canina Regionale è un organo statale sanitario pubblico, che si occupa della registrazione di tutti i cani presenti sul nostro territorio, per evitare il fenomeno del randagismo. Si tratta di una banca dati, istituita dal Ministero della Salute, preposta all’iscrizione dei cani identificati con microchip in Italia.

  • Iscrivere il proprio cane all’Anagrafe Canina del Comune di residenza, è obbligatorio per Legge.
  • La mancata registrazione infatti, comporta sanzioni fino a 233 euro.
  • L’iscrizione va effettuata entro il secondo mese di vita del cane, ovvero entro 60 giorni, oppure entro 15 giorni dal momento in cui si entra in possesso del cane.

Per iscrivere il proprio cucciolo all’anagrafe, sarà necessario portarlo da un veterinario, muniti di carta d’identità e codice fiscale, che provvederà ad applicare, mediante piccola iniezione sul lato sinistro del collo, un piccolo microchip sottocutaneo, contenente un codice magnetico di 15 cifre,

  1. Una volta applicato il microchip, il veterinario provvederà a registrare all’Anagrafe i dati del cane : numero identificativo e data di applicazione, razza, sesso, età, colore del mantello, taglia, nome.
  2. Registrerà anche i dati del proprietario,
  3. Il microchip può essere inserito sia da parte del Servizio Veterinario della ASL, sia da un veterinario privato.

Entrambi rilasceranno la documentazione che attesterà l’avvenuta registrazione all’Anagrafe Canina. Al Servizio Veterinario dovranno essere rimborsate le spese del materiale utilizzato, mentre al veterinario privato si dovrà pagare la parcella. Ricordiamo che non è possibile vendere o cedere cani privi di microchip,

A cosa servono i chip?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Tre circuiti integrati nei rispettivi package DIP plastici con i vari piedini uscenti Un circuito integrato ( IC, dall’ inglese integrated circuit ), in elettronica digitale, è un circuito elettronico miniaturizzato dove i vari transistori sono stati formati tutti nello stesso istante grazie a un unico processo fisico-chimico.

  1. Un chip (lett.
  2. Pezzetto”) è il componente elettronico composto da una minuscola piastrina del wafer di silicio ( die ), a partire dalla quale viene costruito il circuito integrato; in pratica, il chip è il supporto che contiene gli elementi (attivi o passivi) che costituiscono il circuito.
  3. A volte si utilizza il termine chip per indicare complessivamente l’integrato.

Viene realizzato a partire da un die di un wafer di un semiconduttore (generalmente silicio ) attraverso diverse possibili scale di integrazione e rappresenta il core o nucleo o dispositivo di elaborazione del processore, Il circuito integrato è adibito, sotto forma di rete logica digitale o analogica, a funzionalità di processamento o elaborazione di ingressi espressi sotto forma di segnali elettrici, al fine di ottenere dati in uscita.