Perche Il Cane Si Trascina Sul Sedere
Cane che striscia il sedere per un blocco delle ghiandole perianali – La ragione più comune del cane che striscia il sedere per terra è legata alle ghiandole perianali, piccole appendici cutanee situate vicino allo sfintere anale. Queste ghiandole producono una secrezione densa dall’odore sgradevole che viene utilizzata per marcare il territorio.

Dieta povera : ad esempio troppo povera di fibre o troppo basata su cibo morbido o diarrea cronica. Anatomia : può succedere che l’anatomia del cane contribuisca all’intasamento delle ghiandole: in alcuni esemplari le ghiandole sono situate troppo in profondità o hanno dotti più piccoli e sottili, il che ne impedisce lo svuotamento. Problemi fisici : allergie, ipersensibilità o disturbi metabolici, ormonali o neurologici.

Qualunque sia la causa del blocco delle ghiandole perianali, il cane avvertirà un notevole disagio di cui tenterà di liberarsi strofinando il sedere per terra.

Perché il mio cane mi mette il sedere in faccia?

Bisogno d’affetto – Tornando al tema “mi si spalma addosso”, un’altra possibile spiegazione è che abbia bisogno di affetto, Può sembrare strano, ma nella maggior parte dei casi ai cani da un fastidio immenso essere toccati. Prova ne è il fatto che se non trattenuti, scelgono di allontanarsi.

Come togliere il prurito al ano?

Farmaci – Anche in questo caso, il trattamento per il prurito anale dipende dalla causa d’origine, pertanto qualsivoglia “cura fai da te”, senza il consulto del medico, è caldamente sconsigliata; tant’è che alcuni trattamenti cosiddetti casalinghi possono addirittura peggiorare il disturbo.

  • In generale, la terapia volta ad allontanare il prurito anale si basa sull’assunzione di farmaci, applicati in locus, oltre alla modificazione del regime alimentare qualora il paziente seguisse una dieta squilibrata.
  • In casi estremi, il prurito anale può incarnare un campanello d’allarme per patologie complesse e gravi come il cancro al colon -retto: in tal caso, prima di ricorrere all’assunzione di farmaci, il paziente viene generalmente sottoposto ad un’operazione chirurgica.
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Non mancano pure i casi in cui il prurito anale non è riconducibile ad alcuna delle cause sopradescritte, per cui i trattamenti intrapresi risultano vani: ecco, dunque, che in simili frangenti è ipotizzabile un disturbo di natura psicologica, di conseguenza il prurito anale va curato con un iter psicoterapeutico adeguato.

Di seguito sono riportate le classi di farmaci maggiormente impiegate nella terapia contro il prurito anale, ed alcuni esempi di specialità farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura: Steroidi : previa prescrizione medica, questi farmaci, applicati localmente, riducono l’ infiammazione, il dolore dato dal grattamento ed il gonfiore, pertanto il prurito anale viene meno.

L’utilizzo indiscriminato di questi farmaci può creare seri effetti collaterali; inoltre, l’interruzione spontanea della terapia prima di completare il programma stabilito dallo specialista, potrebbe generare una reazione negativa e facilitare le ricadute.

Idrocortisone (es. Plenadren, Locoidon, Colifoam): si raccomanda di applicare il farmaco sotto forma di crema o gel direttamente sulla cute e sulla mucosa anale interessata dal prurito. Non stendere la crema più di 4 volte al giorno. L’idrocortisone è il farmaco d’eccellenza che rappresenta la categoria degli steroidi impiegati in terapia per placare il prurito anale.

Antistaminici : questa classe di farmaci è indicata per ridurre il prurito anale determinato da allergie da contatto,

  • Difenidramina (es. Aliserin, Difeni C FN): farmaco anticolinergico ed antistaminico, largamente utilizzato in terapia per alleviare il prurito. Si raccomanda di assumere per via orale una dose di farmaco variabile da 25 a 50 mg, ogni 4-6 ore al bisogno. Non superare i 300 mg al dì.
  • Idrossizina (es. Atarax ): il farmaco antistaminico è indicato per risolvere il prurito anale, alla dose di 25 mg per os (o per via intramuscolare ), 3-4 volte al giorno.

Antimicotici ed antibatterici : i farmaci antifungini sono indicati per allontanare sia la causa scatenante (infezioni fungine), che i sintomi secondari (prurito anale). Per la stessa ragione, possono essere utilizzati farmaci antibiotici qualora il prurito anale dipenda da un insulto batterico.

  • Nistatina (es. Mycostatin, Nizoral ): si consiglia la somministrazione di compresse/confetti da 500.000 UI di nistatina per ml (o sospensione orale da 100.000 UI/ml) tre volte al giorno. La durata della terapia dev’essere stabilita dal medico. Il farmaco, allontanando il micete, favorisce anche la risoluzione del prurito anale.
  • Anidulafungina (es. Ecalta ): si tratta di echinocandine ad attività antifungina. Il farmaco si presenta in polvere per soluzioni ad infusione, Viene prescritto per trattare malattie come candidosi sistemica e vulvovaginite da candida, accompagnate da prurito anale di varia entità. Il farmaco viene somministrato con una dose iniziale di 200 mg il primo giorno, seguita da 100 mg/dì per circa due settimane. La durata della cura dev’essere stabilita dal medico.
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Per approfondimenti: vedi l’articolo dedicato ai farmaci per la cura della candidosi e per trattare la vaginite, Anestetici topici :

  • Pramoxina (es. Proctofoam HC): si tratta di un anestetico locale, utile per ridurre la percezione di fastidio, dolore e bruciore che spesso accompagna il prurito, dopo il grattamento. Il prodotto va applicato sulla cute lesa, 3-4 volte al giorno, o secondo ulteriori indicazioni mediche. Il farmaco è indicato anche per la cura delle emorroidi,
  • Lidocaina (es. Vagisil, Lidoc C OGN, Elidoxil): si tratta di un farmaco appartenente alla classe degli anestetici. Reperibile anche sotto forma di crema 0,5% e gel 2%; si raccomanda di applicare il prodotto direttamente sulla cute interessata da prurito 3-4 volte al dì, al bisogno.

Altre sostanze per trattare il prurito anale :

  • Blu di Metilene : il suo impiego (infiltrazione perianale 1%) viene generalmente consigliato in associazione ad anestetici locali, per potenziare l’azione terapeutica di questi ultimi.
  • Ossido di zinco : l’ossido di zinco vanta proprietà anti-irritative e – spesso reperibile in associazione ad altre sostanze come olio di mandorle dolci, cera d’api, glicerolo vegetale – è indicato per ridurre il prurito creando una sorta di barriera protettiva nella zona perianale.
  • Eosina (es. Neomercurocromo ): l’impiego terapeutico di questa sostanza per trattare il prurito anale è piuttosto raro, sebbene sia utilizzata da alcuni specialisti per l’ azione terapeutica disinfettante (in caso di infezioni batteriche associate a prurito anale).
  • Loperamide (es. Imodium ): si tratta di un farmaco antidiarroico ; la diarrea, infatti, può essere una causa responsabile del prurito anale. Iniziare il trattamento per la diarrea acuta con 4 mg di farmaco per os, da assumere dopo la prima evacuazione. Proseguire la terapia con 2 mg di sostanza (non superare i 16 mg in 24 ore). Generalmente, il disturbo svanisce in 48 ore. Non assumere il farmaco per oltre 5 giorni consecutivi. Si raccomanda la somministrazione di probiotici, utili per riequilibrare la flora batterica intestinale alterata.
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Ulteriori indicazioni generali per la prevenzione ed il controllo del prurito anale:

  • evitare di grattarsi → lo sfregamento peggiora la condizione
  • indossare biancheria intima non sintetica; preferire indumenti di cotone traspirante
  • non utilizzare detergenti aggressivi: preferire prodotti delicati ed acqua tiepida per evitare di peggiorare il prurito

Come non far puzzare l’ano?

La doccia è importante? – La doccia è un’altra grande opportunità per pulirsi il sedere, perché permette una pulizia approfondita, La migliore strategia consiste nel direzionare il getto della doccia proprio nella zona dell’ano. Il dottor Krachman consiglia anche di utilizzare un sapone specifico per l’igiene personale e di non utilizzare il bagnoschiuma nelle zone più sensibili e facilmente irritabili.

Che cos’è la dermatite anale?

Che cos’è? – Si tratta di una comune alterazione di carattere infiammatorio limitata alla cute dei distretti anali e perianali. La sua evoluzione è benigna ed autolimitante, Il quadro clinico è caratterizzato da edema, eritema, lesioni da grattamento, macerazione, microfissurazioni sempre associate ad intenso prurito.

Fattori predisponenti di carattere locale e generale quali: eccessiva concentrazione di fusti pilari, ipersudorazione, prolungati periodi di permanenza in posizione seduta, scarsa o eccessiva igiene, indumenti in materiale poco traspirante, obesità, episodi flebitici su varici emorroidarie possono tutti favorire l’insorgenza di questa patologia.

In rari casi l’infiammazione cronica può indurre l’insorgenza di lesioni neoplastiche benigne oppure può essere associata a proliferazionii neoplastiche di natura maligna.