Quando Il Morso Di Un Cane È Pericoloso
Morsi di animale e morsi umani I morsi più frequenti sono dovuti a cani e gatti ; queste ferite non vanno mai sottovalutate, sia che gli animali siano domestici sia che siano randagi. Il morso di un cane causa una lesione cutanea che può essere più o meno ampia o profonda, a seconda delle dinamiche dell’incidente e della tipologia di cane coinvolto.

Uno dei rischi connessi con il morso di un cane è quello di infezione, dovuta ai batteri presenti nella saliva dell’animale. Se il cane è domestico, è importante poi sapere se sia stato vaccinato contro la rabbia ; se è randagio è molto probabile che non lo sia. Il morso del gatto – sebbene doloroso – è generalmente più lieve e di rado necessita punti di sutura, i denti aguzzi di questi felini però penetrano facilmente l’epidermide e dunque possono trasmettere batteri che possono causare un’ infezione,

In caso di morso umano, incidente che talvolta coinvolge i bambini nel corso di un litigio, la zona colpita appare arrossata e gonfia,

Quando fare antirabbica dopo morso?

Vaccino antirabbico La rabbia è una zoonosi, cioè una malattia trasmessa dall’animale infetto all’uomo. La trasmissione avviene tramite il morso o un graffio da parte di animali infetti. Ha esito letale e colpisce il sistema centrale dei mammiferi, incluso l’uomo.

Non esiste una cura, né per l’uomo che per gli animali, quindi l’unico modo per evitare l’infezione è la prevenzione tramite il vaccino. E’ possibile prevenire l’infezione tramite vaccinazione pre-esposizione; in caso di contagio, viene eseguito il trattamento antirabbico post-esposizione, da somministrare al più presto dopo il presunto contagio.

E’ stata dimostrata inoltre la trasmissione per via aerea in ambienti dove vivono centinaia di pipistrelli, come le caverne. La trasmissione interumana non è ancora stata documentata. Nel 1997, l’OMS ha dichiarato l’Italia come paese libero da rabbia.

  • Vaccini disponibili
  • I vaccini disponibili sono due.

Vaccino ottenuto da virus rabbico inattivato, preparato su colture cellulari umane;

Vaccino anti rabbico inattivato, prodotto su cellule di embrione di pollo purificate (PCEC)

  1. Profilassi pre-esposizione
  2. Il ciclo vaccinale segue la scheda tecnica dei vaccini disponibili.
  3. Vaccino inattivato prodotto su colture cellulari umane:

due dosi di vaccino somministrate ad un mese di intervallo; se necessaria una immunizzazione più rapida, si possono eseguire tre iniezioni ai giorni 0-7-21. Il richiamo è consigliato ogni tre anni in funzione della persistenza della esposizione al rischio.

  • PCEC:
  • profilassi pre-esposizione per soggetti mai vaccinati: tre dosi al giorno 0-7-21 (o 28)
  • Per immunizzazione attiva rapida: tre dosi al giorno 0-3-7 (adulti tra 18 e 65 anni impossibilitati a completare il ciclo vaccinale convenzionale).
  • Raccomandate dosi di richiamo ogni 2-5 anni.
  • Si può impiegare anche come vaccino di richiamo per soggetti precedentemente immunizzati con qualsiasi vaccino rabico ottenuto da colture cellulari umane.
  • Per la profilassi post-esposizione:
  • somministrare una dose il prima possibile.
  • Interrompere il trattamento se l’animale presunto infetto rimane in buona salute per i 10 giorni successivi di osservazione o se risulta negativo ai test diagnostici.
  • In caso di morsi o graffi transdermici o laccature su cute non integra, o in caso di contaminazione delle mucose con saliva o esposizione a pipistrelli si raccomandano:
  • – vaccino antirabbico immediato
  • – immunoglobuline umane (entro i 7 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino).
  • Le schedule di immunizzazione post-esposizione prevedono 4 o 5 dosi ad intervalli prestabiliti.
  • Profilassi post-esposizione con vaccinazione antirabbica
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La profilassi è raccomandata, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in caso di morsicatura leggera e graffiature o abrasioni senza sanguinamento ed in caso di morsicature o graffiature più profonde o in seguito al contatto tra la saliva infetta e le mucose (per es.

  • Orale, congiuntivale).
  • Si somministra per via intramuscolare nella regione deltoidea (spalla) al primo giorno di trattamento, e in seguito al 3°, 7° 14° e 28 ° giorno, per un totale di 5 dosi.
  • Nei contatti ad alto rischio (morsicature e graffiature profonde, contatto tra saliva e mucose) è raccomandato somministrare anche le immunoglobuline.

Il trattamento vaccino/immunoglobuline dovrebbe essere iniziato entro le 24 ore dal presunto contagio. In alternativa, le immunoglobuline si possono somministrare entro i 7 giorni dall’inizio del trattamento.

  1. I soggetti che sono stati vaccinati precedentemente (entro i 5 anni precedenti) riceveranno due dosi, la prima entro 24 ore dal sospetto contagio e la seconda al terzo giorno.
  2. Chi vaccinare
  3. Profilassi pre-esposizione: raccomandata per
  • lavoratori in ospedali e laboratori diagnostici/di ricerca ad alto rischio di contagio o contaminazione;
  • veterinari, guardie forestali, tassidermisti, personale dei mattatoi e allevatori e commercianti di bestiame
  • viaggiatori diretti in verso aree endemiche.
  • L’offerta è gratuita per viaggiatori di tutte le età impegnati in progetti di cooperazione internazionale e per tutti i soggetti di età inferiore ai 18 anni.
  • E’ offerta gratuitamente anche per la profilassi post-esposizione.
  • Controindicazioni
  • Nella profilassi pre-esposizione : ipersensibilità a principio attivo o qualunque eccipiente/residuo in esso contenuto (neomicina e aminoglicosidi)

Posticipare la vaccinazione in caso di febbre in fase acuta.

  1. Nella profilassi post-esposizione : non esistono controindicazione, poiché la rabbia è quasi sempre mortale.
  2. Precauzioni
  3. Occorre particolare precauzione in caso di stati di immunosoppressione congeniti o acquisiti,

In caso di gravidanza e allattamento, somministrare con cautela e valutare il rischio di infezione. La profilassi post-esposizione è comunque consigliata, data l’elevata letalità della malattia. Allergia ad un componente del vaccino o reazione allergica grave in seguito a prima dose di vaccino. Inoltre rappresentano delle controindicazioni l’allergia al lattice e alle proteine dell’uovo.

  • Come vaccinare
  • La somministrazione avviene per via intramuscolare, in corrispondenza del muscolo deltoide (superficie anteriore e laterale della coscia, nel caso di bambini piccoli e lattanti)
  • Effetti indesiderati
  • Molto comuni sono il dolore al sito di iniezione, indurimento del sito di iniezione, non gravi e risolte in meno di 24-48 ore.
  • Comuni le reazioni allergiche lievi come eruzione cutanea e orticaria, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.
  • Molto rare quelle gravi come reazioni anafilattiche fino allo shock anafilattico, sindrome di Guillan-Barrè
  • ed encefalite.

: Vaccino antirabbico

Dove prendono la rabbia i cani?

La rabbia nel cane – La rabbia nel cane è una malattia mortale che può colpire anche mammiferi, uccelli ed esseri umani. Si tratta di un virus conosciuto fin dall’antichità, soprattutto come antropozoonosi diffusa da cani e prede, cioè una malattia che può infettare sia cani che umani.

  1. Esistono diversi testi babilonesi, greci e romani che trattano questo quadro clinico e della trasmissione della malattia attraverso il morso.
  2. Il virus della rabbia, di tipo RNA, appartiene alla tipologia dei Lyssavirus e alla famiglia dei Rhabdoviridae,
  3. La rabbia nel cane è diffusa in tutti i Paesi del mondo, anche se in alcuni, grazie a delle misure di entrata e quarantena è stata debellata (Gran Bretagna, Scandinavia, Giappone e Australia).
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In Europa, la volpe è il maggiore portatore di questo virus ma, con l’utilizzo di esche e l’immunizzazione orale, oramai il virus è molto raro. In alcuni pipistrelli la rabbia è ancora presente, anche se si differenzia da quella classica, degli animali terrestri.

  1. Il virus viene trasmesso principalmente dalla saliva di animali infetti, quindi tramite il morso.
  2. Tuttavia, è anche possibile che venga trasmessa attraverso il contatto della saliva con mucose o ferite aperte.
  3. Sono ancora dibattuti altri metodi di trasmissione.
  4. Dopo esser entrato nell’organismo, il virus si insidia nel sistema nervoso centrale e nelle ghiandole salivari, per espandersi nel corpo del cane.

Prima che possano mostrarsi i primi sintomi possono passare anche fino a 24 settimane: questo periodo dipende dalla tipologia di trasmissione del virus: più si trova vicino al sistema nervoso, più velocemente il cane si ammala.

Cosa provoca la rabbia nell’uomo?

La rabbia è una patologia infettiva causata da un virus a RNA. Si trasmette attraverso la saliva di un animale infetto. Se il sistema nervoso centrale viene raggiunto dal virus, può avere un esito fatale.

Quando fare antirabbica dopo morso?

Vaccino antirabbico La rabbia è una zoonosi, cioè una malattia trasmessa dall’animale infetto all’uomo. La trasmissione avviene tramite il morso o un graffio da parte di animali infetti. Ha esito letale e colpisce il sistema centrale dei mammiferi, incluso l’uomo.

  1. Non esiste una cura, né per l’uomo che per gli animali, quindi l’unico modo per evitare l’infezione è la prevenzione tramite il vaccino.
  2. E’ possibile prevenire l’infezione tramite vaccinazione pre-esposizione; in caso di contagio, viene eseguito il trattamento antirabbico post-esposizione, da somministrare al più presto dopo il presunto contagio.

E’ stata dimostrata inoltre la trasmissione per via aerea in ambienti dove vivono centinaia di pipistrelli, come le caverne. La trasmissione interumana non è ancora stata documentata. Nel 1997, l’OMS ha dichiarato l’Italia come paese libero da rabbia.

  • Vaccini disponibili
  • I vaccini disponibili sono due.

Vaccino ottenuto da virus rabbico inattivato, preparato su colture cellulari umane;

Vaccino anti rabbico inattivato, prodotto su cellule di embrione di pollo purificate (PCEC)

  1. Profilassi pre-esposizione
  2. Il ciclo vaccinale segue la scheda tecnica dei vaccini disponibili.
  3. Vaccino inattivato prodotto su colture cellulari umane:

due dosi di vaccino somministrate ad un mese di intervallo; se necessaria una immunizzazione più rapida, si possono eseguire tre iniezioni ai giorni 0-7-21. Il richiamo è consigliato ogni tre anni in funzione della persistenza della esposizione al rischio.

  • PCEC:
  • profilassi pre-esposizione per soggetti mai vaccinati: tre dosi al giorno 0-7-21 (o 28)
  • Per immunizzazione attiva rapida: tre dosi al giorno 0-3-7 (adulti tra 18 e 65 anni impossibilitati a completare il ciclo vaccinale convenzionale).
  • Raccomandate dosi di richiamo ogni 2-5 anni.
  • Si può impiegare anche come vaccino di richiamo per soggetti precedentemente immunizzati con qualsiasi vaccino rabico ottenuto da colture cellulari umane.
  • Per la profilassi post-esposizione:
  • somministrare una dose il prima possibile.
  • Interrompere il trattamento se l’animale presunto infetto rimane in buona salute per i 10 giorni successivi di osservazione o se risulta negativo ai test diagnostici.
  • In caso di morsi o graffi transdermici o laccature su cute non integra, o in caso di contaminazione delle mucose con saliva o esposizione a pipistrelli si raccomandano:
  • – vaccino antirabbico immediato
  • – immunoglobuline umane (entro i 7 giorni dalla somministrazione della prima dose di vaccino).
  • Le schedule di immunizzazione post-esposizione prevedono 4 o 5 dosi ad intervalli prestabiliti.
  • Profilassi post-esposizione con vaccinazione antirabbica
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La profilassi è raccomandata, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in caso di morsicatura leggera e graffiature o abrasioni senza sanguinamento ed in caso di morsicature o graffiature più profonde o in seguito al contatto tra la saliva infetta e le mucose (per es.

orale, congiuntivale). Si somministra per via intramuscolare nella regione deltoidea (spalla) al primo giorno di trattamento, e in seguito al 3°, 7° 14° e 28 ° giorno, per un totale di 5 dosi. Nei contatti ad alto rischio (morsicature e graffiature profonde, contatto tra saliva e mucose) è raccomandato somministrare anche le immunoglobuline.

Il trattamento vaccino/immunoglobuline dovrebbe essere iniziato entro le 24 ore dal presunto contagio. In alternativa, le immunoglobuline si possono somministrare entro i 7 giorni dall’inizio del trattamento.

  1. I soggetti che sono stati vaccinati precedentemente (entro i 5 anni precedenti) riceveranno due dosi, la prima entro 24 ore dal sospetto contagio e la seconda al terzo giorno.
  2. Chi vaccinare
  3. Profilassi pre-esposizione: raccomandata per
  • lavoratori in ospedali e laboratori diagnostici/di ricerca ad alto rischio di contagio o contaminazione;
  • veterinari, guardie forestali, tassidermisti, personale dei mattatoi e allevatori e commercianti di bestiame
  • viaggiatori diretti in verso aree endemiche.
  • L’offerta è gratuita per viaggiatori di tutte le età impegnati in progetti di cooperazione internazionale e per tutti i soggetti di età inferiore ai 18 anni.
  • E’ offerta gratuitamente anche per la profilassi post-esposizione.
  • Controindicazioni
  • Nella profilassi pre-esposizione : ipersensibilità a principio attivo o qualunque eccipiente/residuo in esso contenuto (neomicina e aminoglicosidi)

Posticipare la vaccinazione in caso di febbre in fase acuta.

  1. Nella profilassi post-esposizione : non esistono controindicazione, poiché la rabbia è quasi sempre mortale.
  2. Precauzioni
  3. Occorre particolare precauzione in caso di stati di immunosoppressione congeniti o acquisiti,

In caso di gravidanza e allattamento, somministrare con cautela e valutare il rischio di infezione. La profilassi post-esposizione è comunque consigliata, data l’elevata letalità della malattia. Allergia ad un componente del vaccino o reazione allergica grave in seguito a prima dose di vaccino. Inoltre rappresentano delle controindicazioni l’allergia al lattice e alle proteine dell’uovo.

  • Come vaccinare
  • La somministrazione avviene per via intramuscolare, in corrispondenza del muscolo deltoide (superficie anteriore e laterale della coscia, nel caso di bambini piccoli e lattanti)
  • Effetti indesiderati
  • Molto comuni sono il dolore al sito di iniezione, indurimento del sito di iniezione, non gravi e risolte in meno di 24-48 ore.
  • Comuni le reazioni allergiche lievi come eruzione cutanea e orticaria, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.
  • Molto rare quelle gravi come reazioni anafilattiche fino allo shock anafilattico, sindrome di Guillan-Barrè
  • ed encefalite.

: Vaccino antirabbico